All'apparir del vero…
Ridurre del 30% l’importo, dopo aver a lungo ritardato l’assegnazione, lascia percepire quanta importanza questo Governo dia alla Carta e dunque alla formazione dei docenti
E così, dopo mesi di ritardo, l’efficiente e soprattutto economico Ministero del Merito, ha svelato la somma concessa ai docenti per potenziare la propria formazione: 383 euro. E’ l’ effetto del Decreto legge 127 del 9 settembre 2025, poi trasformato in legge, che prevede che i fondi per la carta docente non vengano calcolati di anno in anno a seconda delle necessità, ma restino invariati nel tempo. Con l’assegnazione della Carta anche ai precari, la platea è cresciuta, ma i fondi non sono variati. E’ il segno di quanto il Ministero e il Governo abbiano a cuore la qualità e l’autorevolezza della professione docente. Sulla scuola pubblica statale il Governo risparmia.
La Carta docente, oltre a permettere un fondamentale aumento dell’acquisto di libri, viene usata dai docenti per pagare corsi di formazione e software didattici, come sostegno alla propria didattica, alla loro professione. Ridurre del 30% l’importo, dopo aver a lungo ritardato l’assegnazione, lascia percepire quanta importanza questo Governo dia alla Carta e dunque alla formazione dei docenti: un’incombenza da assolvere più che un impegno. Il PSI sin dall’approvazione del Decreto, aveva sottolineato la gravità della proposta. La scuola pubblica italiana, grazie al personale scolastico tutto, offre ancora una buona formazione, ma quanto di più potrebbe dare se venisse sostenuta dalla politica? Questo è l’impegno di noi socialisti, restituire risorse umane ed economiche alla scuola pubblica statale per rendere ancora più efficace. Così, in una nota Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI e Luca Fantò, Responsabile PSI scuola.