Andrea Leanza: l'uomo dai tanti volti
La sua curiosità e il talento non si fermarono all’imprenditoria: a 26 anni diventò pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, fondando Campania Oggi
Raccontare Andrea Leanza significa parlare di un uomo che sembra appartenere a più epoche, a più mondi, eppure rimane profondamente radicato nella realtà. Napoli gli ha dato le prime strade da scugnizzo, e lui le ha percorse con curiosità infinita, intelligenza acuta e una scaltrezza che lasciava sempre tutti un passo indietro. Poliedrico, imprevedibile, brillante: Andrea non ha mai seguito il ritmo della vita comune, ma ha sempre scelto di crearne uno tutto suo.
Emancipato ancora minorenne nel 1970, si lanciò nel mondo dell’imprenditoria in settori raffinati come ceramiche, porcellane e vetrerie artistiche. A 20 anni, sposato con la ragazza dei banchi di scuola un amore nato a 14 anni, colpo di fulmine tra i banchi dell’Istituto Tecnico Commerciale A. Diaz di Napoli coniugò vita familiare e professionale con un’incredibile determinazione.
Non era il classico studente modello, ma la sua mente era sempre affamata di conoscenza. Prediligeva la compagnia degli adulti, interrogando chiunque incontrasse sui misteri e le sfide della vita. Sportivo e agile, collezionò medaglie nei campionati studenteschi di corsa, dimostrando che la disciplina e la passione non hanno età.
La sua curiosità e il talento non si fermarono all’imprenditoria: a 26 anni diventò pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, fondando Campania Oggi, giornale che rapidamente conquistò autorevolezza nelle istituzioni regionali. Pioniere anche in televisione, la sua vera fama esplose nel 1989 con la fondazione della A.I.P.E.F. (Associazione Italiana Protestati e Falliti), un’idea visionaria che catturò l’attenzione di media nazionali ed europei, facendolo approdare a programmi seguiti da milioni di persone.
Creatività e coraggio lo portarono poi nel teatro, come responsabile della comunicazione del Teatro Cilea di Napoli, dove sperimentò regia e sceneggiatura. E se già sembrava impossibile, il suo percorso spirituale lo consacrò vescovo, poi arcivescovo e primate della missione italiana della Chiesa Ortodossa Siro-Antiochena, dimostrando un approccio innovativo e autentico alla fede, lontano dai formalismi e dalle liturgie vuote.
Andrea Leanza ha sempre avuto un occhio attento al sociale: fondatore di associazioni di volontariato e promotore di progetti educativi per giovani e stranieri, ha saputo unire leadership, empatia e visione. A 74 anni, la sua energia è intatta: pensa a sviluppo turistico, formazione, inclusione e persino psicologia e ipnosi, come se il tempo non avesse alcun potere su di lui.
Andrea Leanza non è solo un uomo: è una leggenda vivente, un innovatore, un creatore di mondi. Chi lo incontra non dimentica mai l’intensità della sua presenza e la profondità del suo pensiero.
Come direbbe Pirandello, è un uomo del “Così è (se vi pare)”: unico, sorprendente e irriducibilmente libero.
Giorgio Mellucci