Autismo, un test del sangue per anticipare la diagnosi?

Una ricerca italiana studia come una semplice goccia di sangue possa rivelare segnali biologici associati ai disturbi dello spettro autistico

08 luglio 2026 19:15
Autismo, un test del sangue per anticipare la diagnosi? -
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Una ricerca italiana studia come una semplice goccia di sangue possa rivelare segnali biologici associati ai disturbi dello spettro autistico: i risultati sono promettenti, ma serviranno conferme più ampie prima di un uso clinico.

Una goccia di sangue potrebbe, in futuro, aiutare a individuare precocemente bambini con autismo o con un rischio aumentato di sviluppare segnali legati ai disturbi del neurosviluppo. È la prospettiva aperta da uno studio italiano condotto dal Cnr-Isof di Bologna in collaborazione con Villa Santa Maria, centro specializzato in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza in provincia di Como.

La ricerca, pubblicata su Communications Medicine del gruppo Nature, ha analizzato 58 bambini maschi tra i 3 e gli 8 anni: 27 con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e 31 con sviluppo tipico. Nei test iniziali, la metodica ha raggiunto un’accuratezza del 93,2% nel distinguere i due gruppi.

Il metodo non cerca una “causa” dell’autismo, ma osserva le membrane dei globuli rossi per individuare impronte molecolari legate allo stress ossidativo. Per farlo combina microscopia in campo oscuro, imaging iperspettrale e intelligenza artificiale, applicando al sangue una tecnologia nata anche per il monitoraggio satellitare e le ricerche geologiche.

Se validato su numeri più ampi, un test di questo tipo non sostituirebbe la diagnosi clinica, ma potrebbe diventare uno strumento di supporto per intercettare prima alcuni segnali di rischio e avviare tempestivamente percorsi di monitoraggio e intervento. In prospettiva, i ricercatori ipotizzano anche un possibile studio in fasi molto precoci della vita, accanto al prelievo dal tallone effettuato alla nascita.

La prudenza, però, resta indispensabile: il campione analizzato è piccolo e composto solo da bambini maschi. La ricerca non dimostra che lo stress ossidativo causi l’autismo, ma indica la possibilità di osservare segnali biologici associati ad alcune condizioni del neurosviluppo. Il risultato è una pista interessante, ancora da confermare, che unisce medicina, chimica, imaging e intelligenza artificiale.

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