Blatte nella mensa a Genova, il CNDDU chiede controlli
Refettorio sospeso alla Garaventa-Gallo. Il Coordinamento propone 250.000 euro per un piano di prevenzione.
GENOVA — Blatte nel refettorio della scuola primaria statale Garaventa-Gallo: l’utilizzo dei locali per la refezione è stato sospeso e il servizio mensa è stato riorganizzato con soluzioni provvisorie. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime preoccupazione e chiede al Comune verifiche documentate e un piano di prevenzione.
Secondo le informazioni di stampa richiamate dal Coordinamento, gli insetti potrebbero essere entrati attraverso aperture in una parete di cartongesso confinante con un’intercapedine. Un’ipotesi che pone interrogativi sulla manutenzione e sui controlli preventivi. Le notizie disponibili, precisa il CNDDU, non consentono però di accertare eventuali omissioni specifiche.
Al centro della presa di posizione c’è la distinzione tra gestione dell’emergenza e prevenzione. Il Coordinamento riconosce l’impegno della dirigenza e del personale scolastico nella riorganizzazione della mensa, ma sottolinea che le soluzioni adottate dalla scuola non possono compensare stabilmente eventuali carenze manutentive. Nel comunicato richiama l’articolo 3 della legge 23/1996, che attribuisce ai Comuni la manutenzione degli edifici scolastici del primo ciclo.
Il ricorso ai pasti confezionati consumati in condizioni diverse da quelle ordinarie è un altro punto critico. Per il CNDDU può essere una risposta temporanea, non una sistemazione a tempo indeterminato: il servizio deve tornare a disporre di ambienti idonei e standard qualitativi verificabili.
Al Comune di Genova il Coordinamento chiede di pubblicare gli esiti delle verifiche tecniche, la documentazione degli interventi e il programma di monitoraggio successivo alla disinfestazione. Sollecita inoltre accertamenti sulla possibilità di individuare il problema durante precedenti ispezioni e controlli nei locali scolastici con caratteristiche edilizie analoghe. La riapertura del refettorio, sostiene, dovrà seguire il completamento delle verifiche igienico-sanitarie previste, senza pressioni legate alle esigenze organizzative.
La proposta economica è uno stanziamento straordinario iniziale di almeno 250.000 euro, da inserire nell’assestamento o nella prima variazione utile di bilancio e da sottoporre a una puntuale quantificazione tecnica. Le risorse servirebbero a individuare le criticità igienico-strutturali nei plessi comunali più esposti, sigillare le intercapedini, realizzare interventi di risanamento e attivare controlli periodici documentati. Il CNDDU chiede che le somme siano vincolate a interventi verificabili e accompagnate da una rendicontazione pubblica di impegni, lavori ed eventuali economie. La cifra è presentata come base per un programma preventivo, non come stima del costo della singola emergenza.
Lo sguardo si allarga infine al centro storico genovese. Se la presenza degli infestanti avesse una dimensione territoriale, osserva il Coordinamento, gli interventi limitati alla scuola rischierebbero di avere effetti temporanei. Da qui la richiesta di coordinare manutenzione degli edifici, disinfestazione delle aree circostanti e monitoraggio delle vie di accesso, definendo responsabilità operative, tempi e coperture finanziarie.
La richiesta conclusiva del CNDDU è una risposta documentata: chiarire quali controlli non abbiano intercettato il problema e quali risorse saranno destinate a impedirne la ricomparsa. Per il Coordinamento, il ripristino del refettorio deve essere accompagnato da misure capaci di prevenire nuove emergenze.
Prof. Romano Pesavento