Bullismo a scuola, se docenti o presidi sanno e non fanno nulla rischiano grosso
Cosa succede se una scuola ignora le denunce di una famiglia o di uno studente in merito ad atti di bullismo?
Cosa succede se una scuola ignora le denunce di una famiglia o di uno studente in merito ad atti di bullismo? Il caso del ragazzo 14enne di Latina che si è tolto la vita perché vessato dai compagni ha sollevato un polverone. La famiglia del giovane ha detto di aver sporto negli anni varie denunce per gli atti vessatori e continuativi a cui è stato sottoposto il giovane, ma la dirigente scolastica dell’istituto in cui era iscritto, dove è in corso un’ispezione ministeriale, nega. La Tecnica della Scuola ha chiesto all’avvocato Dino Caudullo quali sono i rischi e le responsabilità dei docenti e dei dirigenti scolastici che venuti a conoscenza di atti di bullismo nei confronti di un allievo non danno seguito al protocollo di denuncia.
Gli insegnanti e i presidi non possono fare finta di nulla quando vengono a conoscenza di fatti o dinamiche di bullismo che hanno come protagonisti i loro alunni. Secondo l’esperto di legislazione scolastica Dino Caudullo “è evidente che nel caso in cui vi fossero precise denunce o segnalazioni idonee ad evidenziare fenomeni più o meno gravi di bullismo, certamente il docente avrebbe l’obbligo di informare il dirigente scolastico”. Quest’ultimo, a sua volta, aggiunge il legale, avrebbe “l’obbligo di denunciare all’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza i fatti di cui sono venuti a conoscenza che potrebbero integrare gli estremi di reato“.
Caudullo ha spiegato che ci sono due responsabilità per i docenti: quella “disciplinare” e quella “penale”. L’articolo 361 del Codice penale punisce, infatti, “chi omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni”. Le sanzioni disciplinari, invece, viaggiano parallele e “potrebbero comportare la sospensione dal servizio”.
Cosa rischiano invece gli studenti autori degli atti di bullismo? L’esperto evidenzia prima di tutto le responsabilità penali, “ad esempio la violenza privata, punita dall’articolo 610 del Codice di procedura penale“. Quest’ultimo, ricorda l’avvocato, riguarda “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”.
Ma la responsabilità non si limita a questo: in determinati casi, infatti, “può essere rivendicato il diritto al risarcimento degli eventuali danni subiti ai sensi dell’articolo 2043 del Codice civile”. Esso prevede che “qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”. E le somme risarcitorie, proporzionali all’entità del reato commesso, possono essere anche considerevoli.
In conclusione, “certamente le famiglie dei minori che compiono atti di bullismo non sono esenti da responsabilità, perché possono essere chiamate ai sensi dell’articolo 2048 del Codice civile a risarcire gli eventuali danni causati dal figlio minorenne“.
IL FOCUS
Dall’analisi della normativa vigente è emerso che vi sono state diverse novità in merito al contrasto del bullismo: su tutte, quelle contenute nella Legge 17 maggio 2024, n. 70 contro il bullismo voluta dal ministro Giuseppe Valditara, che configura nuovi obblighi per i dirigenti la stesura di un codice interno per la prevenzione e il contrasto del bullismo e cyberbullismo, ma anche la modifica del Regolamento d’istituto, a cui devono essere integrate le Linee di orientamento per la prevenzione del bullismo nel regolamento scolastico, ferme al 2021, che dovranno essere aggiornate a cadenza biennale.
Tali linee prevedono l’individuazione di un docente referente e la creazione di un Team Antibullismo e di un Team per l’Emergenza.
L’istituto frequentato dal ragazzo suicida della provincia di Latina, in particolare, si era dotato da poco di un Codice di prevenzione per il Bullismo e il Cyberbullismo.
I contenuti dell’approfondimento, comprensivi di eventuali sanzioni ai docenti e anche agli studenti che producono atti di bullismo, sono presenti sul sito TecnicadellaScuola.it.
CHI SIAMO
La Tecnica della Scuola è un portale di informazione scolastica (già testata cartacea dal 1949) ed ente di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione.