Scuola e lavoro

Buoni pasto e stipendi: CNDDU chiede fondi certi a Valditara

Il Coordinamento propone buoni pasto fino a 7 euro e aumenti di almeno 300 euro netti al mese: servono fondi strutturali

05 novembre 2026 17:47
Buoni pasto e stipendi: CNDDU chiede fondi certi a Valditara -
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Buoni pasto per docenti e personale ATA, compensi per le figure di sistema e aumenti della retribuzione fondamentale: il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, un piano finanziario con risorse strutturali e tempi certi. L’intervento riguarda il confronto presso l’ARAN sul completamento del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, nel quale, secondo il Coordinamento, restano da sciogliere i nodi delle coperture economiche e dell’applicazione delle misure.

Il CNDDU ricorda di aver presentato il 21 luglio 2026 una proposta per estendere i buoni pasto al personale scolastico, accompagnata da criteri di accesso, modalità operative e una simulazione dei costi. Per il Coordinamento, la permanenza del tema sul tavolo negoziale segnala la necessità di una decisione politica sulle risorse. Il richiamo a finanziamenti già esistenti, sostiene, non basta: occorre verificarne l’effettiva disponibilità, i vincoli di destinazione e la possibilità di sostenere una spesa ricorrente.

La proposta prevede un Fondo nazionale per il servizio sostitutivo di mensa, con buoni pasto fino a 7 euro per le giornate di servizio effettivo in presenza superiori alle sei ore e comprensive di una pausa. La dotazione ipotizzata è di 100 milioni di euro nella prima annualità, 170 milioni nella seconda e tra 220 e 230 milioni annui a regime. Si tratta di importi proposti, non di stanziamenti già disponibili: il fabbisogno dovrà essere aggiornato in base al numero dei beneficiari e delle giornate ammissibili. Il CNDDU chiede inoltre che le coperture siano aggiuntive rispetto ai fondi per la didattica, il trattamento accessorio e il funzionamento delle scuole.

Un secondo capitolo riguarda le figure di sistema, impegnate nel coordinamento didattico, nella progettazione e nella gestione organizzativa. Secondo il Coordinamento, all’aumento delle responsabilità non è corrisposto un sistema nazionale di valorizzazione economica. La richiesta è di definire nel contratto incarichi, criteri di attribuzione, responsabilità e parametri retributivi minimi, sostenuti da un finanziamento strutturale dedicato. Per quantificarne il costo, il CNDDU propone una ricognizione nazionale degli incarichi conferiti e dei compensi erogati, evitando duplicazioni retributive e stime prive di una base attendibile.

La valorizzazione di questi incarichi, precisa il Coordinamento, non dovrebbe essere finanziata riducendo i compensi destinati al resto del personale. Il CNDDU ribadisce anche la richiesta di un aumento strutturale della retribuzione fondamentale dei docenti di almeno 300 euro netti mensili per tredici mensilità, attraverso un piano pluriennale. Aumenti stipendiali, indennità per responsabilità aggiuntive e welfare dovrebbero quindi disporre di coperture autonome, senza sottrarre risorse gli uni agli altri.

L’appello è rivolto a Valditara, chiamato dal CNDDU a promuovere un’iniziativa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per individuare le risorse destinabili agli interventi. Il Coordinamento chiede un’istruttoria finanziaria sulla proposta dei buoni pasto e una stima attendibile degli oneri legati alle figure di sistema. Nel quadro delineato dal CNDDU, la traduzione delle misure in disposizioni contrattuali da parte dell’ARAN dipende dalle risorse e dai vincoli definiti dalle autorità competenti.

Per il Coordinamento, la posta in gioco è la credibilità delle scelte retributive: introdurre nuovi istituti contrattuali senza stanziamenti adeguati e continuativi rischia di creare aspettative destinate a restare insoddisfatte. Da qui la richiesta di indicare il fabbisogno, le possibili fonti di copertura e un termine certo per l’attuazione, anziché rinviare a ulteriori verifiche.

L’obiettivo indicato dal CNDDU è una proposta finanziaria formalizzata, accompagnata da una programmazione pluriennale degli stanziamenti e da regole applicative nazionali. La sostenibilità economica, sostiene il Coordinamento, deve tradursi in scelte concrete di finanziamento, non diventare una motivazione per rimandare gli interventi.

In assenza di risposte, avverte il CNDDU, il rischio è che la trattativa resti incompleta e che le crescenti esigenze organizzative delle scuole continuino a essere soddisfatte attraverso lavoro aggiuntivo non adeguatamente remunerato. L’appello al ministro è dunque di chiarire quali impegni finanziari intenda assumere per incidere sulle condizioni economiche del personale.

Articolo elaborato dal comunicato del CNDDU, firmato dal prof. Romano Pesavento, presidente del Coordinamento.

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