Allarme docenti

Burnout docenti, il CNDDU propone un piano da 40 milioni

Il CNDDU propone a Valditara un piano da 40 milioni per ridurre la burocrazia e prevenire lo stress nelle scuole.

28 ottobre 2026 18:44
Burnout docenti, il CNDDU propone un piano da 40 milioni  - prof. Romano Pesavento CNDDU
prof. Romano Pesavento CNDDU
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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per il progressivo aggravamento delle pressioni organizzative che interessano la professione docente e richiama l'attenzione sulla necessità di affrontare il burnout attraverso misure strutturali, finanziate e verificabili. L'attenzione riservata dalle Linee triennali SAFI 2026-2028 alla prevenzione dello stress professionale rappresenta un'opportunità, ma rischia di tradursi in un intervento prevalentemente formativo se non accompagnata da una revisione concreta delle condizioni in cui gli insegnanti operano.

Il più recente rapporto OCSE Education at a Glance 2026, pubblicato il 29 settembre, documenta un divario retributivo del 33% tra gli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado e gli altri lavoratori con istruzione terziaria. Si tratta di un elemento che non misura direttamente il burnout, ma evidenzia una criticità strutturale nel riconoscimento economico della professione. La questione assume particolare rilevanza in un sistema che richiede competenze sempre più articolate, capacità di gestione di situazioni educative complesse e un crescente impegno organizzativo.

Il Coordinamento ritiene che la risposta istituzionale non possa limitarsi a rafforzare le capacità individuali di gestione dello stress. Occorre verificare se una parte significativa delle pressioni professionali possa essere eliminata attraverso una diversa distribuzione delle responsabilità, una riduzione degli adempimenti amministrativi impropri e una maggiore disponibilità di personale di supporto. La prevenzione deve intervenire sull'organizzazione del lavoro prima ancora di chiedere agli insegnanti ulteriori adattamenti.

Per questa ragione il CNDDU propone al Ministro dell'Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, l'avvio di un programma nazionale sperimentale per la riduzione del carico organizzativo dei docenti, con una dotazione biennale aggiuntiva di 40 milioni di euro, destinato a 240 istituzioni scolastiche selezionate secondo criteri di rappresentatività territoriale e complessità organizzativa.

Il progetto prevede che 120 scuole sperimentino, per due anni scolastici, unità di supporto amministrativo e organizzativo, procedure semplificate, una razionalizzazione degli impegni collegiali e servizi specialistici di prevenzione dello stress lavoro-correlato. Le altre 120 scuole costituirebbero un gruppo di confronto, con successiva possibilità di accesso al programma. L'obiettivo è verificare la possibilità di ridurre mediamente di almeno due ore settimanali per docente il tempo assorbito da incombenze improprie, senza incrementare gli obblighi di servizio e senza trasferire ulteriori responsabilità al personale già in organico.

La dotazione proposta consentirebbe di destinare 36 milioni di euro agli interventi nelle scuole sperimentali, pari a una disponibilità media di 150.000 euro annui per istituto, e 4 milioni alle attività di coordinamento, monitoraggio e valutazione indipendente. Il coinvolgimento di istituzioni di ricerca e organismi competenti in materia di sicurezza del lavoro permetterebbe di rilevare, prima e dopo gli interventi, le variazioni del carico professionale, dei livelli di esaurimento emotivo e delle condizioni organizzative, individuando quali misure producano benefici effettivamente dimostrabili.

L'innovazione consiste nel subordinare l'eventuale estensione nazionale del modello ai risultati conseguiti, evitando di finanziare interventi la cui efficacia venga misurata esclusivamente attraverso il numero delle attività realizzate. La sperimentazione dovrebbe inoltre accompagnarsi a un distinto piano pluriennale di valorizzazione retributiva, poiché nessuna riorganizzazione può sostituire un adeguato riconoscimento economico della professione.

Il CNDDU chiede al Ministro Valditara di valutare l'inserimento del programma nella programmazione finanziaria 2027 e di promuovere un confronto tecnico finalizzato alla sua attuazione.

La questione centrale non è stabilire quanto stress gli insegnanti possano ancora sostenere, ma individuare quali componenti del loro lavoro siano realmente indispensabili e quali derivino da un'organizzazione modificabile. Un sistema scolastico che investe nella formazione senza verificare il peso delle proprie procedure rischia di trasformare la prevenzione in un'altra attività da aggiungere a quelle esistenti. Il valore della nuova programmazione SAFI si misurerà pertanto nella capacità di produrre cambiamenti documentabili, non nell'ampliamento dell'offerta formativa. Continuare a intervenire sulle conseguenze senza mettere alla prova soluzioni per ridurre le cause organizzative significherebbe rinunciare a una responsabilità che non può essere trasferita sui singoli docenti.

prof. Romano Pesavento- Presidente CNDDU

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