Cambiano ancora le indicazioni nazionali: l3 student3 non ci stanno

Le nuove Linee guida nazionali per i licei segnano un netto cambio di impostazione culturale e pedagogica che desta forte preoccupazione

27 giugno 2026 12:41
Cambiano ancora le indicazioni nazionali: l3 student3 non ci stanno -
Condividi

Dietro la retorica del rafforzamento dell’identità culturale italiana ed europea si cela una visione della scuola che privilegia una narrazione parziale della conoscenza tutta, limitando gli strumenti critici necessari a comprendere il presente. L’insegnamento della storia e della storia dell’arte viene ricondotto quasi esclusivamente a una prospettiva nazionale ed eurocentrica, relegando ai margini il contributo delle molteplici civiltà che hanno costruito il patrimonio culturale dell’umanità. Una scuola democratica dovrebbe invece valorizzare la pluralità delle culture, riconoscendo come il progresso umano sia il risultato dell’incontro, dello scambio e anche del conflitto tra popoli diversi.

«Questa impostazione rischia di oscurare le profonde contraddizioni che hanno attraversato la storia dell’Occidente. Colonialismo, schiavismo, imperialismo e sfruttamento non possono essere trattati come aspetti secondari o marginali rispetto a una narrazione celebrativa che presenta l’Europa come unico centro propulsore della civiltà. Studiare la storia significa anche avere il coraggio di confrontarsi con le sue pagine più controverse, con le responsabilità e le contraddizioni che l’hanno caratterizzata. La scuola non deve costruire un racconto selettivo della cultura, ma fornire all3 student3 gli strumenti per comprendere la complessità del passato e leggere criticamente il presente.» dichiara Federica Corcione, esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti. «Anche sul piano della letteratura emerge una precisa scelta culturale. L’insistenza sullo studio approfondito e continuativo dei grandi classici – da Omero a Dante, fino a Manzoni – rischia di trasformarsi in una prospettiva esclusivamente conservatrice, che guarda al passato come unico riferimento valoriale.» continua.

Nessuno mette in discussione l’importanza dei classici, ma una scuola capace di parlare alle nuove generazioni deve affiancare a questi anche autrici e autori contemporanei, provenienti da contesti culturali differenti, in grado di offrire strumenti per leggere le sfide della società di oggi: le disuguaglianze, le trasformazioni del lavoro, le migrazioni, la crisi climatica, le nuove tecnologie e i diritti. «Una formazione che riduce il pluralismo culturale e limita il confronto con il presente rischia di impoverire il pensiero critico dell3 student3. Riteniamo che questa impostazione rifletta una precisa scelta politica: promuovere un modello educativo orientato più alla trasmissione di un’identità nazionale tradizionale che allo sviluppo di cittadin3 consapevoli, capaci di interrogare criticamente la realtà e partecipare attivamente alla vita democratica.

La scuola non può essere il luogo della costruzione di un’unica narrazione della storia o della cultura. Deve essere, al contrario, lo spazio del confronto, del dubbio, della ricerca e del pensiero critico. Solo una scuola aperta al mondo e alle sue contraddizioni può formare cittadine e cittadini davvero liberi.» aggiunge Francesco Valentini, responsabile comunicazione. Per questo l’Unione degli Studenti chiede il ritiro delle Linee guida e l’apertura di un confronto pubblico con student3, insegnant3, ricercator3 e comunità educante, affinché la scuola italiana continui a essere un luogo di pluralismo, inclusione e democrazia, non di chiusura culturale e conservazione ideologica.

Segui Voce della Scuola