Carta docente 2026, è flop: solo il 4% dei docenti l’ha usata per i trasporti, convenzioni inattive
Castellana (Gilda) propone un tesserino unico: “Smettiamola di complicare la vita agli insegnanti”
La Carta Docente, in procinto di diventare Carta dei Servizi, continua ad essere utilizzata per scopi culturali. L’apertura, dallo scorso mese di marzo, all’utilizzo della card annuale, ridotta da 500 a circa 380 auro, per l’uso dei mezzi di trasporto, sembra infatti proprio non decollare: solo il 4,49% dei docenti l’ha usata per acquistare biglietti o abbonamenti di treni, bus o metropolitana. E non si tratterebbe nemmeno di una scelta: tanti insegnanti avrebbero voluto utilizzare la card per viaggiare, ma non vi sono riusciti a causa della mancata adesione dei gestori del trasporto all’iniziativa ministeriale: quasi la metà degli insegnanti (47,75%) ha dichiarato di avere tentato l’acquisto utilizzando la Carta del Docente, ma si sono dovuti fermare davanti al messaggio “convenzione non attivata”. I dati emergono da un sondaggio realizzato dalla Tecnica della Scuola, che ha coinvolto 356 insegnanti.
IL SONDAGGIO
Il sondaggio telematico ha coinvolto in modo diretto 356 persone, tutti insegnanti: 302 di ruolo e 54 precari. È bene precisare che la maggior parte dei docenti partecipanti dichiara di avere in effetti utilizzato la Carta Docente nell’anno scolastico 2025/26, in via di conclusione. Ad affermarlo sono stati il 75,5% dei docenti di ruolo e il 68,52% dei precari partecipanti al sondaggio on line.
CARTA DOCENTE 2026, PER COSA È STATA SPESA?
Per quanto riguarda gli acquisti fatti con la card da parte dei docenti di ruolo, al primo posto ci sono i libri, seguiti dai dispositivi elettronici e dai corsi di formazione. Nonostante l’apertura ai trasporti, come dicevamo, solo il 4,3% degli insegnanti di ruolo ha comprato biglietti o abbonamenti a treni, aerei, bus o metropolitane. La classifica è molto simile anche per quanto riguarda i docenti precari: spiccano ancora i libri e all’ultimo posto, anche in questo caso, ci sono i trasporti.
IL NODO TRASPORTI
Ben 313 docenti (264 di ruolo e 49 precari), l’87,92% dei partecipanti all’indagine, hanno dichiarato di avere tentato di utilizzare la Carta del Docente da 383 euro per muoversi con i mezzi di trasporto, ma di non essere riusciti a farlo. Ma per quale motivo? Circa la metà, 170 docenti (134 di ruolo e 36 precari), pari al 47,75%, hanno riferito che il motivo del mancato acquisto riguarda la “convenzione non attivata”.
HARDWARE E SOFTWARE, LA SCADENZA DEL 31 AGOSTO
Bisogna considerare anche che molti insegnanti si sono probabilmente affrettati a usare dispositivi elettronici visto che da quest’anno c’è una nuova limitazione: la Carta del Docente d’ora in poi potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa (quindi entro il prossimo 31 agosto) e, successivamente, ogni quattro anni. Chi l’ha percepita quest’anno dovrà quindi acquistare beni e attrezzature di tipo informatico entro i prossimi due mesi. Quindi, si potrà tornare a scegliere questa tipologia di acquisto solo nell’anno scolastico 2029/2030.
CARTA DOCENTE SNATURATA?
“La Carta del docente è un'occasione sprecata da quando è nata, perché non è mai stata resa stabile nel tempo. Per questo, per farla funzionare, abbiamo proposto di mettere questi soldi direttamente in busta paga: pur essendo tassati, diventerebbero sicuri e si rivaluterebbero nel tempo con i contratti”: queste sono le parole del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.
Il sindacalista ha fatto alcune proposte: “Sarebbe più semplice usare il codice fiscale: vado in libreria o compro un biglietto, do il codice fiscale e il dato viene trasmesso all'Agenzia delle Entrate, esattamente come accade per le medicine in farmacia. Dobbiamo smetterla di complicare la vita ai docenti”. Quindi ha aggiunto, senza giri di parole, che “l'allargamento ai trasporti è un fallimento. Le grandi aziende, come Trenitalia, non hanno interesse a fare convenzioni perché per loro è solo ulteriore burocrazia a fronte di guadagni minimi. In altri paesi civili i trasporti per gli insegnanti sono gratuiti o ridotti tramite un tesserino, come già avviene per le forze armate. Con un tesserino unico il docente dovrebbe potere entrare gratis nei musei, ai concerti e viaggiare sui mezzi senza dover ogni volta generare bonus sulla piattaforma”.
IL TALK SULLA CARTA DOCENTE 2026
Ai temi relativi alla Carta Docente 2026 sarà dedicata una puntata di Scuola Talk, il format de ‘La Tecnica della Scuola’, disponibile il 3 luglio alle ore 18.00 sui canali YouTube e Facebook della testata (poi visibile anche in streaming). Ospite del confronto il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, con un contributo del docente e attivista Luigi Sofia.