Docenti infanzia e primaria chiedono parità: al via la petizione nazionale

L'appuntamento, trasmesso attraverso la WebTV Senato e la pagina Facebook di Mariolina Castellone, rappresenta un momento di svolta per il comparto scolastico

02 luglio 2026 19:56
Docenti infanzia e primaria chiedono parità: al via la petizione nazionale -
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Oggi, il mondo della scuola scende in campo. Con una mobilitazione che punta a far sentire la propria voce nelle sedi istituzionali, i docenti si sono riuniti in una diretta fissata alle ore 15:30. L'appuntamento, trasmesso attraverso la WebTV Senato e la pagina Facebook di Mariolina Castellone, rappresenta un momento di svolta per il comparto scolastico. L'obiettivo è chiaro: portare le istanze dei lavoratori al centro del dibattito pubblico e politico. La mobilitazione non è solo un atto simbolico, ma un invito all'azione collettiva. Attraverso la diffusione di una petizione online, i promotori sollecitano ogni docente e cittadino a sottoscrivere l'appello. La logica è basata sulla forza dei numeri: "Più siamo, più pesiamo". L'invito alla condivisione è costante e incoraggia i partecipanti a diffondere il messaggio gratuitamente, rendendo la petizione uno strumento di pressione democratica diretto al Governo e al Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Le richieste della petizione sono:

1) Equiparazione e riconoscimento della professionalità: il pilastro fondante della petizione riguarda la richiesta di parità di trattamento per gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della primaria. Nonostante siano pilastri fondamentali della società, questi professionisti segnalano una percezione di sottovalutazione del loro ruolo. La richiesta si fonda sulla valorizzazione del percorso accademico richiesto, in particolare dal DM 249/2010 e dalla Legge 10 ottobre 169/2008 (art. 6). Il titolo abilitante richiesto è la Laurea in Scienze della Formazione Primaria, definita come corso LM-85bis dall'art. 2 c. 1. Questo percorso prepara all'insegnamento attraverso l'acquisizione di specifiche competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali. La petizione chiede di equiparare le condizioni di lavoro e lo status dei docenti di infanzia e primaria a quelli degli altri ordini di scuola, rendere la professione più attraente e riconoscere l'unicità del ruolo docente come parità di trattamento rispetto ad altre categorie.

2) riconoscimento del lavoro usurante e pensionamento anticipato: una delle questioni centrali sollevate dai docenti riguarda il riconoscimento del loro mestiere come lavoro usurante. La professione è caratterizzata da elevati livelli di stress e responsabilità, un carico di lavoro psicofisico e burocratico eccessivo, e la costante gestione di situazioni di disagio legate ai soggetti che ruotano attorno al contesto scolastico. Per far fronte a questa condizione, la petizione propone l'integrazione di figure specialistiche (educative, terapeutiche e riabilitative), il potenziamento del personale ATA per la gestione della sicurezza, e l'incremento delle ore di assistenza ASACOM. Inoltre, viene richiesto un piano di azione specifico per la prevenzione del burnout e un monitoraggio costante delle condizioni di salute dei docenti. In merito alle pensioni, la proposta prevede l'accesso alla pensione anticipata a 62 anni.

3) l'inquadramento contrattuale delle gite scolastiche: le gite scolastiche e le uscite didattiche rappresentano un momento formativo cruciale, ma comportano un impegno extrascolastico prolungato e una vigilanza continuativa. I docenti sottolineano che questa attività va oltre il normale servizio d'aula e implica l'assunzione di responsabilità dirette per la sicurezza e il benessere degli alunni, inclusi quelli con BES o disabilità. Per tale motivo, le richieste avanzate sono:

- Indennità per attività aggiuntiva: riconoscimento economico per le ore eccedenti e il maggiore carico di responsabilità.

- Copertura assicurativa integrativa: conferma di tutela per responsabilità civile e infortuni per l'intera durata dell'uscita, inclusi i tempi di viaggio, estesa anche ai danni a terzi non dolosi. Qualora la polizza d'istituto risulti insufficiente, si richiede l'attivazione di una copertura a carico dell'Amministrazione Scolastica.

- Diaria e rimborso spese: erogazione di una diaria giornaliera o rimborso spese documentate per vitto e alloggio per le uscite con pernottamento o di durata superiore alle 8 ore.

4) libertà di esercizio professionale: un altro punto nodale riguarda la rimozione del vincolo che limita l'esercizio di altre attività lavorative da parte dei docenti. La petizione richiede la libertà di esercitare professioni extrascolastiche senza la necessità di un'autorizzazione preventiva. Tale misura ha lo scopo di favorire lo sviluppo di nuove competenze, il benessere socioeconomico e la crescita professionale personale.

5) Il miglioramento delle condizioni strutturali: l'ultimo punto, ma non per importanza, concerne il miglioramento delle condizioni lavorative e delle risorse disponibili. Gli insegnanti, definiti il cuore pulsante della scuola, operano spesso in contesti difficili. La petizione avanza diverse proposte strutturali volte a garantire un'educazione di qualità e il benessere degli studenti:

- Aumento del personale scolastico e riduzione del rapporto alunni per classe.

- Ammodernamento delle strutture, con un occhio di riguardo all'adeguamento per gli studenti con disabilità.

- Fornitura di materiali didattici aggiornati e creazione di spazi dedicati al relax e al lavoro dei docenti.

- Semplificazione burocratica e riduzione del carico amministrativo.

- Implementazione di percorsi di formazione e aggiornamento continui.

La petizione ha già raggiunto un traguardo significativo, raccogliendo 7.562 firme verificate. Questo numero rappresenta una base solida di consenso che i docenti stanno utilizzando per esercitare una pressione istituzionale diretta verso le massime cariche dello Stato. I destinatari delle richieste includono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Governo rappresentato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La mobilitazione, sostenuta anche dalle aule del Parlamento (Camera dei deputati e Senato della Repubblica), mira a trasformare queste istanze in provvedimenti legislativi concreti, segnando un passo verso una scuola più valorizzata e sostenibile.

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