Comitato docenti a tutela dei diritti: Non mancano gli insegnanti. Sta mancando la scuola che li trattiene

I dati europei più recenti sulla professione docente non descrivono una semplice difficoltà di reclutamento ma una crisi strutturale che riguarda la capacità dei sistemi scola stici di trattenere chi insegna

A cura di Redazione Redazione
17 giugno 2026 16:12
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I dati europei più recenti sulla professione docente non descrivono una
semplice difficoltà di reclutamento ma una crisi strutturale che riguarda la
capacità dei sistemi scola stici di trattenere chi insegna. Quasi un quarto dei docenti europei dichiara di voler lasciare la professione entro cinque anni e tra gli insegnanti con più di cinquant’anni la percentuale sfiora la metà. Non è un segnale marginale né un fenomeno passeggero. È l’indicatore di un logoramento profondo che attraversa l’intero impianto della scuola pubblica.


Il dibattito nazionale continua a concentrarsi su concorsi, graduatorie e
procedure di assunzione come se il problema fosse riempire le cattedre.
Ma i dati europei mostrano con chiarezza che la vera emergenza non è
trovare nuovi docenti bensì impedire che quelli già in servizio decidano di
andarsene. Quando una professione perde attrattività, quando cresce
l’intenzione di abbandonarla, quando il riconoscimento sociale crolla a livelli mai registrati prima, significa che il sistema non è più in grado di garantire condizioni di lavoro sostenibili.

Il nodo non è economico o almeno non lo è soltanto. È un problema di
dignità professionale, di tutela, di autorevolezza, di sicurezza psicofisica. È il risultato di anni in cui la scuola è stata caricata di adempimenti,
responsabilità e aspettative senza che venissero rafforzati gli strumenti
necessari per sostenere chi ogni giorno entra in classe. È il prodotto di una crescente esposizione a contenziosi, aggressioni, delegittimazioni
pubbliche e richieste incompatibili con la natura educativa del lavoro
docente. È la conseguenza di un modello organizzativo che scarica sui
singoli insegnanti il peso di problemi sociali, sanitari e culturali che la
scuola non può affrontare da sola.

Per queste ragioni il Comitato Nazionale Docenti ritiene che non sia più
sufficiente intervenire sul reclutamento. Serve un Piano Nazionale per la
Permanenza nella Professione Docente che affronti finalmente il cuore del
problema. La scuola italiana non può continuare a perdere capitale umano
qualificato senza che questo venga riconosciuto come un rischio per la
tenuta stessa del sistema educativo. Occorre ridurre la pressione
burocratica che sottrae tempo ed energie alla didattica, garantire un
accompagnamento professionale serio nei primi anni di servizio,
riconoscere l’usura professionale e introdurre misure di prevenzione contro mobbing, stress lavoro correlato e burnout. È necessario restituire alla formazione continua un senso concreto e operativo, e avviare una
campagna nazionale che ricostruisca la credibilità e valorizzazione sociale della figura del docente. Inoltre, il Comitato Docenti presenterà entro la fine dell’anno una proposta di legge organica sul tema, con l’auspicio che venga assunta dalle istituzioni come base di confronto per una riforma strutturale della tutela del personale docente e scolastico.
La scuola non può essere riformata a ogni legislatura senza affrontare la
questione fondamentale. Chi insegna deve poter lavorare in condizioni di
rispetto, stabilità e protezione. Se quasi un insegnante su quattro pensa di
lasciare la professione, la vera emergenza non è la mancanza di candidati
ai concorsi ma la perdita progressiva di chi ha già scelto di dedicare la
propria vita all’educazione. Nessuna riforma potrà avere successo finché
non verrà restituito valore a chi sostiene quotidianamente la scuola italiana.

Il Comitato Nazionale Docenti continuerà a portare questa evidenza nelle
sedi istituzionali, nelle audizioni parlamentari e nel confronto pubblico,
perché la tutela della professione docente non è una rivendicazione di
categoria ma una condizione necessaria per garantire il futuro del Paese.

Comitato Nazionale Docenti

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