Comitato Precari Uniti per la Scuola: una proposta di riforma per cambiare il sistema scolastico e superare il precariato

Un tema che il Comitato ha già portato all’attenzione del Parlamento europeo attraverso la Petizione n. 1264/2024

07 agosto 2026 08:22
Comitato Precari Uniti per la Scuola: una proposta di riforma per cambiare il sistema scolastico e superare il precariato -
Condividi

Aprire un confronto serio e costruttivo tra docenti, associazioni e forze politiche per costruire una riforma stabile del reclutamento e della mobilità dei docenti. È questo l’obiettivo della proposta elaborata dal Comitato Precari Uniti per la Scuola, insieme a Docenti Uniti Italia e Reset Italia, dopo mesi di confronto con insegnanti provenienti da diverse realtà territoriali italiane.

L’iniziativa, che costituisce anche il contenuto di una petizione, nasce dalla volontà di offrire un documento organico come base comune di discussione con le istituzioni, per costruire una riforma seria, condivisa e duratura del sistema scolastico e affrontare una delle principali emergenze della scuola italiana: il precariato strutturale.

Un tema che il Comitato ha già portato all’attenzione del Parlamento europeo attraverso la Petizione n. 1264/2024, presentata insieme all’avvocato Maria Rosaria Altieri, denunciando l’abuso dei contratti a termine e chiedendo il rispetto della normativa europea.

Secondo i promotori, anni di concorsi, procedure straordinarie e percorsi abilitanti onerosi non hanno risolto il problema, lasciando migliaia di docenti con una lunga esperienza professionale in una condizione di continua precarietà. La proposta punta quindi a valorizzare servizio, competenza e continuità didattica.

I punti principali della proposta

Reclutamento più equo

·    Doppio canale di assunzione: 50% dei posti dalle GPS per i docenti con almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 10 anni e 50% dai concorsi, con graduatorie a scorrimento per vincitori e idonei.

·    In alternativa, una Graduatoria Unica Provinciale di Immissione in Ruolo (GUPIR) basata su criteri trasparenti che valorizzino esperienza, idoneità concorsuale, servizio e titoli.

Formazione e abilitazione accessibili

·    Superamento dei percorsi abilitanti onerosi.

·    Formazione gratuita organizzata nella scuola pubblica.

·    Percorsi dedicati ai precari storici.

Mobilità e diritti dei docenti

·    Introduzione della mobilità intercompartimentale verso altri settori della Pubblica Amministrazione.

·    Superamento dei vincoli di permanenza triennale e quinquennale.

·    Maggiori tutele per esigenze familiari e personali.

Valorizzazione professionale ed economica

·    Estensione della Carta del Docente ai precari.

·    Adeguamento degli stipendi agli standard europei.

·    Stop al mercato dei titoli e delle certificazioni.

·    Formazione gratuita in orario di servizio o adeguatamente retribuita.

Sostegno ai docenti fuori sede

·    Bonus affitto.

·    Agevolazioni sui trasporti.

·    Contributi per carburante e buoni pasto.

Una scuola più inclusiva e centrata sulla didattica

·    Riduzione del numero di alunni per classe.

·    Rafforzamento del sostegno e dell’inclusione.

·    Revisione dei PCTO e della riforma “4+2”.

·    Contrasto alla crescente aziendalizzazione della scuola pubblica.

Si chiede inoltre la revisione del DM 32/2025, ritenendo che la riconferma annuale dei supplenti senza un reale percorso di stabilizzazione rischi di trasformare il precariato in una condizione permanente.

L’obiettivo della proposta è costruire una riforma condivisa capace di coniugare merito, esperienza, stabilità e qualità dell’insegnamento, sensibilizzando Governo e Parlamento sulla necessità di un intervento strutturale e restituendo dignità a chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola pubblica italiana.

Firma la petizione

Sostenere questa proposta significa chiedere una scuola più giusta, stabile e trasparente, capace di valorizzare il lavoro dei docenti e garantire maggiore qualità agli studenti.

Firma qui la petizione:
https://c.org/wK588rF72d

Comitato Precari Uniti per la Scuola

Segui Voce della Scuola