Consulta Provinciale degli Studenti di Roma : la scuola non può diventare il luogo dell'inimicizia politica: educare al dissenso è una sfida urgente

Quando il confronto tra idee lascia spazio alla contrapposizione personale, quando il dibattito si trasforma in scontro fisico o verbale, viene meno la funzione educativa degli organismi rappresentativi

A cura di Redazione Redazione
29 maggio 2026 10:08
Consulta Provinciale degli Studenti di Roma : la scuola non può diventare il luogo dell'inimicizia politica: educare al dissenso è una sfida urgente -
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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con attenzione quanto accaduto durante la recente assemblea della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma, una vicenda che, al di là delle diverse ricostruzioni e delle responsabilità che saranno eventualmente accertate dalle autorità competenti, impone una riflessione più ampia sul significato della partecipazione democratica tra le giovani generazioni.

Quando il confronto tra idee lascia spazio alla contrapposizione personale, quando il dibattito si trasforma in scontro fisico o verbale, viene meno la funzione educativa degli organismi rappresentativi. Le Consulte studentesche non sono semplici sedi amministrative: costituiscono luoghi di apprendimento della cittadinanza, nei quali ragazze e ragazzi sperimentano concretamente il valore delle istituzioni democratiche, delle procedure condivise e del rispetto reciproco.

Particolarmente significativa appare la circostanza che all'origine delle tensioni vi sia stata una discussione riguardante l'identità e la denominazione di una commissione interna. Ciò dimostra come il tema della memoria storica, dell'impegno civile e dei valori democratici continui a suscitare sensibilità diverse e visioni differenti tra gli studenti. Tale pluralità non dovrebbe essere percepita come una minaccia, bensì come una ricchezza da governare attraverso il dialogo e la capacità di ascolto.

In una società caratterizzata da crescenti polarizzazioni, il mondo della scuola è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale: insegnare che la forza delle idee non si misura nella capacità di sopraffare l'altro, ma nella qualità delle argomentazioni e nella disponibilità al confronto. La cultura dei diritti umani si fonda infatti sul riconoscimento della dignità di ogni persona e sulla legittimità delle differenze, presupposti indispensabili per la convivenza democratica.

Preoccupa, pertanto, il rischio che le appartenenze ideologiche possano prevalere sul senso delle istituzioni studentesche, trasformando organismi nati per favorire la partecipazione in luoghi di conflitto permanente. La scuola deve invece restare uno spazio in cui si impara a gestire il dissenso senza demonizzare l'interlocutore e senza attribuire all'avversario politico il ruolo di nemico.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che gli episodi verificatisi possano diventare occasione di crescita collettiva e di rinnovata attenzione ai percorsi di educazione civica, alla mediazione dei conflitti e alla formazione democratica. Mai come oggi appare necessario investire nella costruzione di una cultura del confronto fondata sul rispetto delle regole, sulla responsabilità individuale e sulla consapevolezza che la democrazia vive di pluralismo, non di contrapposizioni insanabili.

Le nuove generazioni meritano esempi capaci di dimostrare che il dissenso può essere espresso con fermezza senza rinunciare al rispetto, e che la partecipazione autentica non nasce dall'esclusione dell'altro, ma dalla capacità di riconoscerne i diritti e la dignità.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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