Crans-Montana, 47 morti, fra cui 6 studenti italiani

Ovunque siano dei minori sono gli adulti a doverne rispondere

04 gennaio 2026 16:32
Crans-Montana, 47 morti, fra cui 6 studenti italiani -
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Salgono a 47 i morti accertati nella tragedia di Crans-Montana, fra cui 6 studenti italiani minorenni, per lo piú sedicenni, a cui si aggiungono 119 feriti gravi.
La prima cosa che impariamo a scuola è la sorveglianza: per qualunque incidente all'interno delle aule scolastiche, i docenti sono chiamati a rispondere. È la culpa in vigilando, il reato che commette l'adulto responsabile di un minore che gli è stato affidato: a scuola è esteso fino allo stremo, fino a situazioni in cui, se anche si fiuta un minimo pericolo per l'incolumitá anche di un solo alunno, si arriva a fermare tutto, a sospendere finanche la lezione, pur di riportare la situazione in aula sotto controllo.


Ebbene, nella disamina della tragedia di Crans-Montana, una parte dell'opinione pubblica sta puntando il dito sull'incoscienza dei presenti all'interno del locale, che continuavano a riprendere, ballare e cantare invece di scappare, mentre il soffitto prendeva fuoco. Eppure tutte le vittime, non soltanto quelle italiane, avevano un'età media di 16 anni, quando l'incoscienza è scritta nel DNA. I presenti nel locale, per la precisione, erano fra 14 e 31 anni, ma i morti sono tutti sotto i 26, dunque i piú grandi sono riusciti a mettersi in salvo, i piú piccoli purtroppo no, e qualcuno, ripeto, parla di irresponsabilitá, di superficialitá e, come giá detto, di incoscienza. A 16 anni, almeno una volta nella vita e spesso piú di una, tutti abbiamo corso dei pericoli. I ragazzi, se vanno in un locale a festeggiare, pensano a farlo, a divertirsi, e nell'era dei social anche a riprendere. Tutti lo fanno e tutti lo sanno, anche i loro genitori, anche i gestori dei locali che frequentano. Pertanto, alla luce della tragedia che ha tristemente inaugurato questo 2026, le domande da porsi, probabilmente, sono altre:
1) dov'erano i responsabili del locale mentre il soffitto andava a fuoco?
2) Prima che andasse a fuoco, chi ha consentito che delle candele pirotecniche potessero girare cosí in alto, in presenza di un soffitto cosí basso e nemmeno ignifugo?
3) Chi doveva dare l'allarme, interrompere la musica alle prime fiamme, evacuare immediatamente il locale, e non lo ha fatto?
4) In un locale sotterraneo con una sola uscita di emergenza, perché non c'era almeno un responsabile a spalancarla subito, gestendo a dovere l'evacuazione?


E l'elenco potrebbe continuare. In questa tragedia ci sono vittime e carnefici, ma la cosa certa è che i carnefici sono tutti adulti: se fra quei poveri ragazzi c'è stato chi si è salvato, non è stato in quanto piú responsabile o meglio informato degli altri a fiutare il pericolo, è stata solo fortuna, perché tutti, in quell'inferno, hanno rischiato di trovare la morte, mentre tutti avevano diritto, al contrario, a stare proprio lí, in quel luogo maledetto, a divertirsi, ciascuno con la propria dose di incoscienza e, principalmente, di fiducia, nel luogo prescelto e negli adulti che ne avrebbero dovuto garantire la sicurezza.

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