Dal 15 settembre la Carta del docente di nuovo fruibile
Per l’utilizzo dei residui dell’anno scolastico 2025-26e degli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze, Anief apprezza ma chiede di riportare l’importo a 500 euro
“Si comunica che, a partire dalla giornata del 15 settembre 2026, il servizio sarà nuovamente accessibile per l’utilizzo dei residui relativi all’anno scolastico 2025/2026 e degli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze”. A scriverlo è il Ministero dell’Istruzione e del Merito, così comunicando che dalla prossima settimana sarà di nuovo possibile spendere le somme rimanenti della Carta del docente, quindi relative all’anno passati. Ad usufruire di tale possibilità saranno anche i docenti precari che hanno presentato e vinto il ricorso, più quelli annuali o con contratto fino al termine delle lezioni che hanno avuto il via libera dall’amministrazione proprio a partire dall’anno scolastico 2025-26.
“La riapertura in pochi giorni della piattaforma utile all’aggiornamento del personale docente, anche per chi ha beneficiato di una sentenza, pure se solo per i residui, ci trova d’accordo ed è una scelta che abbiamo chiesto per venire incontro alle esigenze professionali del personale, che ha diritto di programmare la sua formazione in corrispondenza dell’inizio dell’anno scolastico. Nel sollecitare la messa a disposizione della Carta del docente dall’anno appena iniziato, come Anief torniamo a chiedere che l’importo della card utile all’aggiornamento dei docenti 2026/27 torni a 500 euro annuali”.
“A questo proposito – prosegue Pacifico – il Governo dovrebbe stanziare risorse ad hoc, oltre che potere ridistribuire nel fondo della Carta del docente, trasformabile in Carta dei servizi, le eventuali somme non utilizzate, così da aumentare l’importo di spesa di 383 euro dell’anno scolastico scorso e riportarlo ai 500 euro previsti dalla Legge 104 del 2015. Riteniamo che quanto accaduto lo scorso anno scolastico, quando la Carta docente fu ridotta di quasi 120 euro e mai allargata a tutte le professionalità della scuola, non deve ripetersi. È bene che si dica basta a discriminazioni e limitazioni dei diritti e non fanno altro che incentivare il contenzioso e produrre cifre sempre più alte di risarcimenti per i lavoratori con numeri da record oramai costantemente in crescita”.
IL RICORSO
Anief ricorda che è sempre possibile aderire ai ricorsi promossi dall’ufficio legale Anief, coordinato dagli avvocati Walter Miceli e Fabio Ganci, così da potere recuperare gli importi di 500 euro dovuti a tutti i precari della scuola per i cinque anni pregressi, nonché ai supplenti brevi e saltuari ancora esclusi, sempre secondo quando deciso dalla Corte di giustizia europea.
Il giovane sindacato ricorda anche che dallo scorso anno è possibile spendere l'importo anche per servizi di trasporto di persone e acquisto di prodotti dell'editoria audiovisiva mentre per l'acquisto di hardware e software dopo il primo acquisto di dovrà attendere un quadriennio: l'importo non speso sarà fruibile anche per l'anno successivo. Inoltre, si ricorda anche che le somme erogate sulla Carta nell’anno scolastico 2025/2026 in esecuzione di sentenze che ne hanno riconosciuto il beneficio, sono utilizzabili anche nell’anno scolastico 2026/2027 anche in caso di cessazione dal servizio.
· Link riservato ai supplenti annuali e al 30 giugno per aderire ai RICORSI per ottenere la restituzione dell'importo di 500 euro per i cinque anni pregressi: cliccare qui.
· Link riservato ai supplenti brevi e saltuari per aderire ai ricorsi per ottenere la restituzione dell'importo di 500 euro per i cinque anni pregressi e di 383 euro per quello corrente: cliccare qui.
LA NORMATIVA
· Il decreto interministeriale n. 59/2026: cliccare qui.
· La sentenza n. 121/2025 della Corte Costituzionale: cliccare qui.
LA PETIZIONE VIA WEB
Attraverso la petizione online promossa da Anief, che sta registrando grande successo e un forte partecipazione, con circa 10 mila adesioni raggiunte, viene spiegato che “nonostante la sentenza della Corte costituzionale n. 121/25, che rafforza la validità di tali provvedimenti, vi sono preoccupazioni per la possibile riduzione o cessazione di queste risorse a partire dal 2026” e che risulta quindi “essenziale che il governo italiano riconosca e mantenga questo sostegno fondamentale nella prossima Manovra di governo”. Il giovane sindacato promotore della petizione chiede pertanto sostegno a chi crede in questa ennesima battaglia di giustizia: gli interessati possono consultare il testo della petizione ed eventualmente aderire collegandosi attraverso questo link.