Ddl Merito nella PA è legge, ci sono sviluppo carriera e valutazione performance
Anief: intervenire sull’Istruzione per riconoscere economicamente il ruolo delle figure di sistema e dei funzionari (EQ) nel contratto di lavoro
“Con l’approvazione della Legge 119/26 parte ufficialmente la stagione del ‘merito’ nella pubblica amministrazione ma ancora non nella scuola dove è arrivato il momento di riconoscere economicamente il ruolo delle figure di sistema, dopo la formazione incentivante. Parliamo di oltre 100mila docenti e lavoratori con elevate qualificazioni che collaborano in modo diretto con la dirigenza e che non possiamo più pensare di valorizzare solo a parole, senza tralasciare gli ex Direttori SGA”. Lo dichiara oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel commentare le “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni. (26G00139), approdate in GU Serie Generale n.153 del 04-07-2026”, la cui attuazione prenderà il via il prossimo 19 luglio.
L’obiettivo del sindacato è quello di giungere alla realizzazione di uno specifico stato contrattuale, quindi già nella parte normativa del CCNL 2025-2027, con la definizione di doveri e diritti delle figure professionali che operano stabilmente e da vicino con la dirigenza scolastica e che di fatto amministrano le nostre scuole: si tratta di almeno 100mila collaboratori e referenti dei dirigenti scolastici che si occupano quotidianamente del funzionamento organizzativo-didattico delle 7.300 scuole autonome italiane, unitamente agli ex DSGA e ai futuri 900 funzionari. Anief d'altronde già da tempo riconosce queste professionalità al proprio interno con due dipartimenti attivati (Ancodis e Condir): è tempo che queste figure abbiano riconosciuto la loro specificità attraverso le risorse dedicate alla formazione incentivante in sede di contrattazione collettiva nazionale, in attesa di uno stato giuridico definito per legge e di un'area separata.
“Riconoscere formalmente il lavoro delle figure professionali intermedie tra docenza e dirigenza – conclude il presidente Anief Marcello Pacifico - è un’innovazione opportuna e necessaria per un Ente pubblico autonomo e complesso quale è la scuola dell'autonomia, ancora di più adesso che il concetto di merito entra in modo sistematico nella Pubblica amministrazione”.
LA LEGGE APPROVATA
La Legge 119/2026, scrive Orizzonte Scuola, modifica profondamente il Decreto Legislativo 150/2009 e il Testo Unico sul pubblico impiego (D.Lgs. 165/2001), introducendo un sistema che punta a valorizzare il merito, responsabilizzare i dirigenti e coinvolgere cittadini e stakeholder nella valutazione delle performance. Il provvedimento interviene su due fronti principali: da un lato riscrive le modalità di accesso alla dirigenza pubblica, dall’altro rivoluziona i sistemi di valutazione del personale, superando la logica della sola gerarchia per abbracciare un modello più articolato e trasparente.
La novità più dirompente riguarda il sistema di valutazione della performance. Fino a oggi, il giudizio sul lavoro dei dipendenti pubblici era affidato quasi esclusivamente al superiore gerarchico. Con la riforma, questo schema viene radicalmente superato. L’articolo 1 della legge introduce il principio della “partecipazione di una pluralità di soggetti, interni ed esterni all’organizzazione” ai processi di valutazione. Non più un solo capo a giudicare, ma un sistema che coinvolge collegi tra dirigenti per superare le asimmetrie nelle valutazioni; utenti esterni chiamati a esprimersi sulla performance organizzativa, dove possibile; valutazione del potenziale e delle capacità trasversali, non solo degli obiettivi raggiunti.