Dimensionamento, per tre docenti su cinque il problema sono le classi pollaio
Il numero di alunni per classe non fa differenza? Ben nove insegnanti su dieci non sono d’accordo con Valditara
Qual è il problema della scuola da risolvere al più presto? Tre docenti su cinque non hanno dubbi: le classi pollaio. Nonostante secondo dati OCSE il numero di alunni per classe, in media, non sia così alto, la percezione degli insegnanti è diversa. “Il numero degli alunni per classe non fa la differenza?”. Per chi vive ogni giorno il mondo della scuola questa affermazione, pronunciata dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non è vera: a sostenerlo sono ben 9 insegnanti su 10. Questo è quanto emerge da un sondaggio della testata specializzata ‘La Tecnica della Scuola’, che ha raccolto l’opinione di 689 lettori tra docenti, dirigenti e genitori.
IL SONDAGGIO
Il tema è di forte attualità: il 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato recepimento dei piani di dimensionamento della rete scolastica. In sette anni, lo ricordiamo, il comparto ha "perso" circa seicentomila alunni, una media di quasi 90mila l'anno, con punte di 110mila.
Ma i docenti si preoccupano più delle aule affollate, con troppi allievi sui banchi, e propongono soluzioni: “ridurre il numero di alunni per classe”, “massimo 15 alunni per classe”, “massimo due alunni con legge 104 e BES per classe”, sono solo alcune delle risposte al sondaggio.
CLASSI POLLAIO: QUANTE SONO?
Ma le classi pollaio esistono davvero? Quante sono? Secondo dati OCSE, nel 2023 la media di studenti per classe alla primaria è 18 (nel 2013 erano 19), mentre alla secondaria di primo grado è 20 (nel 2013 erano 22). Se è vero che si tratta di una media più bassa rispetto a quella degli altri Paesi Ocse, è anche vero che oggi permangono alcune migliaia di classi con oltre i 26-27 alunni, soprattutto alle superiori.
L’ANALISI INEDITA DEI DATI INVALSI
Il ministro Giuseppe Valditara ha di recente dichiarato che secondo dei dati INVALSI "il numero degli alunni per classe non fa la differenza”. Partendo da questa affermazione, ‘La Tecnica della Scuola’ ha realizzato un’analisi dello studio, secondo cui le classi con pochi alunni avrebbero paradossalmente più studenti con problemi di apprendimento. A ben vedere, secondo Invalsi non emerge in modo statisticamente significativo il fatto che sia il numero di studenti per classe a determinare l'aumento di studenti che non raggiungono le competenze richieste.
L’INTERVISTA DOPPIA
Nicola Fratoianni, deputato di Avs, partito che ha lanciato la raccolta firme “Non più di 20 studenti per classe”, ha detto ai microfoni della ‘Tecnica della Scuola’ che sarebbe bene “fissare limite a 20 alunni e investire sull'inclusione”. Il ministro Valditara andrebbe quindi bocciato? No, almeno per Federico Mollicone, deputato di FdI, ha parlato di “situazione sotto controllo” e che ha accusato la sinistra protagonista di veri “danni” alla scuola, come quelli dei “banchi a rotelle” durante il Covid.
IL CASO
‘La Tecnica della Scuola’ ha anche trattato un caso particolare di una scuola con 29 plessi in undici Comuni, con meno di mille studenti, in Cilento: la dirigente scolastica ha raccontato che “coordinare tutti questi plessi, è una battaglia quotidiana”. Non solo, ha aggiunto che “basta che manchi un collaboratore perché si rischi di non poter garantire l'apertura di un plesso”.
I contenuti dell’approfondimento su dimensionamento e classi pollaio sono presenti sul sito TecnicadellaScuola.it