Dirigenti Scolastici, i vincitori del concorso ordinario: «Prima di tutto, rispettare la gerarchia delle procedure»

I vincitori concorso ordinario DS chiedono priorità nelle immissioni in ruolo 2026/27: «la legge prevede che entrino prima della procedura riservata»

22 aprile 2026 19:42
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Nota della redazione

Come di consueto, Voce della Scuola offre spazio a tutte le voci che animano il dibattito sulle immissioni in ruolo dei Dirigenti Scolastici. Questa volta intervengono i vincitori del concorso ordinario, lamentando quello che definiscono una progressiva erosione dei posti loro spettanti a favore della procedura riservata e un rovesciamento della gerarchia tra merito e sanatoria. A corredo della lettera firmata che ci è pervenuta, i firmatari hanno prodotto anche un video di approfondimento in cui ripercorrono le tappe della vicenda: dal "prestito" di 314 posti alla procedura riservata per l'anno 2024-25, alla cancellazione della clausola di restituzione operata dalla Legge di Bilancio 2026, fino al bilancio finale di 192 posti che definiscono definitivamente sottratti al percorso meritocratico.

Dirigenza Scolastica: tra il Primato del Merito e lo "Scippo" dei Posti. Perché la Legalità non può essere un’opzione

Il sistema scolastico italiano si trova oggi a un bivio decisivo che non riguarda solo la gestione burocratica, ma l'essenza stessa della sua funzione educativa e costituzionale. La trasformazione verso una Governance 5.0, in cui il Dirigente Scolastico agisce come "leader per l’apprendimento" e architetto di un "ecosistema di futuro", richiede una selezione rigorosa basata esclusivamente sul merito. Eppure, le recenti manovre normative sul reclutamento sembrano muoversi in direzione opposta.

Il Concorso Ordinario vs. la "Sanatoria"

Il cuore della tensione risiede nel rapporto tra il Concorso Ordinario (D.M. 2788/2023) e la Procedura Riservata (D.M. 107/2023). Mentre il primo rappresenta la piena attuazione dell'Articolo 97 della Costituzione — con una selezione che ha visto superare la prova preselettiva solo dal 9,22% dei candidati — la seconda si configura tecnicamente come una "sanatoria" volta a deflazionare il contenzioso del passato.

Il diritto è chiaro: il concorso pubblico è la regola, le procedure riservate l'eccezione. Tuttavia, i vincitori del concorso ordinario, titolari di un diritto soggettivo all'assunzione, si trovano oggi a dover difendere i propri posti da uno sforamento delle quote che sta assumendo tratti allarmanti.

Lo "scippo" dei posti e la violazione dell'affidamento

Nel 2024, a causa dei tempi tecnici dell'ordinario, il Ministero ha "prestato" alla procedura riservata ben 314 posti spettanti al contingente del merito, con la promessa normativa di restituirli negli anni successivi. Questa garanzia è però crollata con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), che ha soppresso chirurgicamente la clausola di reintegro.

I dati sono impietosi: nelle regioni più colpite come Lombardia e Veneto, centinaia di vincitori di concorso rimangono esclusi mentre i posti vengono stabilizzati a favore di chi ha seguito la via semplificata della sanatoria. Si configura così una palese violazione del principio di affidamento legittimo, che espone lo Stato a massicci ricorsi costituzionali.

Perché il merito serve alla scuola

Non è una battaglia tra categorie, ma una questione di qualità del servizio pubblico. La ricerca internazionale conferma che la leadership scolastica è il fattore cruciale per migliorare l'apprendimento degli studenti. Un dirigente selezionato tramite la "via maestra" del concorso ordinario ha dimostrato competenze d'alto profilo in ambito giuridico, finanziario e gestionale, indispensabili per gestire la complessità dei fondi PNRR e le sfide della digitalizzazione.

Conclusioni

Le rivendicazioni di chi ha scelto la procedura riservata per ottenere quote superiori al 40% mancano di base giuridica: chi accede tramite sanatoria è un "idoneo in coda", non un vincitore con priorità. È tempo che l'Amministrazione onori il debito verso il merito, garantendo che le immissioni in ruolo 2026/27 diano priorità assoluta ai vincitori del concorso ordinario. Scegliere il merito non è un'opzione politica, ma un dovere verso il futuro della scuola e la tenuta democratica delle istituzioni.

I vincitori dell'ordinario per una Governance 5.0

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