Dirigenti scolastici: reclutamento nel caos
Dirigentiscuola: quindici anni di incertezze e contenziosi. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!
Dopo il confronto del 5 giugno restano aperti i nodi su mobilità, posti disponibili e criteri di nomina, su cui la partita è ancora tutta da giocare. Ma il problema è più generale. Persistono e si reiterano gli stessi errori e sempre dagli stessi soggetti.
Il presidente Fratta: “Inaccettabili 15 anni di reclutamento con migliaia di ricorsi. All’Amministrazione va tutta la responsabilità di alimentare la confusione interpretativa dando origine a sistematici contenziosi: una precisa strategia? E’ ora che il Ministro intervenga e faccia rispettare o rispetti lui stesso la Costituzione.”
Nella lunga e tormentata avventura della scuola italiana, mai avevamo assistito a un caos di proporzioni simili a quello che, da ormai 15 anni a questa parte, si è abbattuto sulla macchina del reclutamento dei dirigenti scolastici con danni alle persone e alle istituzioni.
Sì perché gli ultimi “fattacci” del confuso incontro del 5 giugno scorso, con la situazione che invece di chiarirsi si è ingarbugliata ancor di più, non sono che l’esito naturale di una situazione a dir poco rocambolesca – e pericolosa per la tenuta delle stesse istituzioni – creata e alimentata negli anni dall’Amministrazione. La quale, diciamolo subito a scanso di equivoci, ha la piena e totale responsabilità di ciò che sta accadendo: una responsabilità che va al di là dei numeri di volta in volta sciorinati e delle interpretazioni nel calcolo delle percentuali che paiono cambiare col mutare del vento – rectius con le pressioni dei politici di turno danneggiando anche chi si tenta di proteggere e che non sa vedere lontano.
Oggi il 60 e 40 vengono calcolati comprendendo i posti accantonati a monte per i vincitori, domani si calcolano su ciò che residua, dopodomani chissà. Si arriva perfino a sconfessare la stessa Amministrazione. La legge equipara gli idonei ai vincitori e l’Amministrazione prima ne prende atto, poi li distingue con motivazioni che offendono l’intelligenza delle persone. Arrivano le pressioni dei politici e torna la distinzione tra vincitori e idonei, ma solo per il concorso ordinario! Per il riservato la graduatoria è unica, tant’è che a fronte di 392 posti messi a concorso per i “vincitori” messi in coda agli idonei della graduatoria del concorso del 2017, sono stati già assunti oltre 500 persone senza alcuna distinzione tra vincitori e idonei.
Il solito gioco delle tre carte: questa è quella che vince, questa è quella che perde! Perde sempre e solo la scuola oltre agli stessi interessati. Se l’Amministrazione ha cambiato idea fino al punto da sconfessare la DGPER lo dica apertamente ma senza offendere l’intelligenza delle persone. Il Capo dipartimento sa bene che non esistono più vincitori e idonei, ma solo due graduatorie ad esaurimento.
Se poi vuole favorire gli uni al posto degli altri o viceversa con motivazioni da Azzeccagarbugli lo dica apertamente e se ne assuma tutte le responsabilità, ANCHE etiche, morali e deontologiche. Purtroppo il confronto non è contrattazione e l’Amministrazione decide quello che vuole. I sindacati, quelli seri, possono solo denunciare e aspettare che si sveglino le coscienze.
Nel merito, chiariamo a tutti – specie a quelli che si sono affrettati a organizzare webinar pomeridiani per cercare di racimolare qualche delega prima ancora che il confronto si chiuda – che la partita è ancora completamente aperta: per il momento, infatti, i riflettori sono sulla mobilità, presupposto essenziale per poi procedere al calcolo (vero) dei posti realmente disponibili. Dopo, e solo dopo, si potrà ragionare su numeri concreti. Questo è stato ribadito l’altro giorno dalla stessa Capo Dipartimento Carmela Palumbo che ha dovuto prendere atto che l’informazione e il conseguente confronto era destinato alla mobilità, non a creare ulteriore confusione mischiando nuovamente le carte e spaccando la categoria con la solita e consolidata filosofia del divide et impera, fomentando ulteriormente il contenzioso.
Ma i presupposti, va detto, non sono dei migliori, se è vero – come è vero – che sempre Palumbo, sollecitata sull’argomento da Dirigentiscuola, non si è affatto preoccupata degli immancabili ricorsi e contenziosi destinati a piovere sul capo dell’Amministrazione. Normale amministrazione, a quanto pare… tanto paga sempre e solo Pappagone!
Eh, no, invece: noi di Dirigentiscuola, che fin da inizio febbraio abbiamo fortemente richiesto un chiarimento sulla questione (non ancora arrivato, peraltro) non possiamo accettare che i ricorsi siano ormai la regola, specie ove si tratti di decidere chi guiderà le scuole italiane!
Dove sono finiti i tanto decantati principi costituzionali del buon andamento e dell’imparzialità amministrativa? Come ci si può fidare di un’Amministrazione che oggi fornisce un’interpretazione, domani incontra una delegazione e ne ventila un’altra, il giorno ancora successivo torna sui suoi passi e lascia che siano gli interessati, i sindacati e in ultima analisi i giudici a interpretarne la volontà autentica (se mai vi sia)?
Così è accaduto regolarmente a partire dal famigerato concorso campano nel 2011. Se i vincitori e idonei del concorso fossero rimasti nella loro Regione, atteso che il concorso era regionale, nessuno sarebbe andato in esilio per quasi un decennio! E che dire delle “buste trasparenti” lombarde del 2014 e della confusione, non ancora risolta, generata dai ricorsi sul concorso 2017? Solo per ricordare i casi più eclatanti. Ma evidentemente, rebus sic stantibus, non è certo finita qui. I più, evidentemente, non sanno che se i sindacati in primis e la stessa Palumbo avessero accettato i criteri proposti da DIRIGENTISCUOLA all’atto del confronto per l’assunzione del concorso del 2017, non ci sarebbe stato nessun esiliato.
Bastava semplicemente, atteso che il ruolo dei dirigenti è regionale, estrapolare dalla graduatoria del fallimentare concorso nazionale le graduatorie regionali. La lezione evidentemente non è servita a niente. Si sta reiterando lo stesso errore. All’epoca come ora con il consenso degli interessati che, abbagliati dall’idea di entrare in ruolo il prima possibile, non calcolano il conseguente “esilio”. Con la nuova fantasiosa interpretazione della Palumbo i pochi o tanti del riservato che entreranno a settembre di certo andranno in “esilio”.
In attesa dei prossimi incontri, che ci auguriamo davvero chiarificatori, resta l’auspicio che prevalga il buon senso e si abbandoni la solita strategia del divide et impera, antica quanto il mondo ma evidentemente ancora efficace per chi cerca di disunire una categoria che conviene, per i motivi che ben conosciamo, mantenere nel dubbio e nell’incertezza.
Per uscire da questa situazione e tornare alla normalità da due anni come voce che grida nel deserto, DIRIGENTISCUOLA ha proposto le soluzioni a beneficio della scuola ma anche di quanti sono in attesa di incarico:
Sdoppiamento delle scuole sovradimensionate;
Eliminazione delle reggenze con conseguente assegnazione delle sedi a chi è in attesa di nomina. Bastava ripristinare il vecchio istituto dell’incarico.
Sarebbero stati recuperati oltre 500 posti.
Prendiamo atto che anche qualche altro competitor di nuova generazione, stia percorrendo lo stesso percorso… sotto mentite spoglie. Sarebbe stato più elegante sostenere le proposte di DIRIGENTISCUOLA.
Per il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta “sono inaccettabili quindici anni di contenziosi e ricorsi. Da troppo tempo l’Amministrazione, forse per una precisa strategia, mantiene la categoria nei dubbi e nelle incertezze fin dalla fase del reclutamento: non è possibile che a ogni incontro cambino le interpretazioni e le carte in tavola. Con le persone non si scherza, è ora che anche il Ministro si assuma le proprie responsabilità. A noi non resta che attendere perché il tempo è sempre galantuomo. E la storia lo dimostra. Voglio solo augurarmi che siano gli stessi interessati ad aprire gli occhi. Meglio rimanere nella propria regione o andare in “esilio”? Esaurita la graduatoria dell’ordinario è evidente che tutti i posti andranno al riservato visto che l’amministrazione non ha bandito il nuovo concorso ordinario. Se poi si accolgono le proposte di DIRIGENTISCUOLA con il recupero di oltre 500 posti, le graduatorie si esauriranno molto prima. Voglio ancora augurarmi che si torni il prima possibile alla normalità a quella normalità che ho vissuto per mezzo secolo; che la categoria sia unita e recuperi la dignità calpestata per molti anni.”