Docente accoltellata a Roma: il CND chiede sicurezza e prevenzione
Dopo l’aggressione del 18 settembre, il Comitato Nazionale Docenti annuncia misure su tutela, rischi e supporto nella proposta di legge.
Una docente accoltellata nella propria aula da un alunno di tredici anni non può diventare l'ennesima notizia destinata a scomparire nel giro di pochi giorni.
Dopo la grave aggressione avvenuta il 18 settembre nella scuola media Giovanni Verga di Roma, il Comitato Nazionale Docenti chiede che la violenza contro il personale scolastico venga affrontata non soltanto come emergenza disciplinare o di ordine pubblico, ma anche come questione di salute, sicurezza sul lavoro, prevenzione dei rischi psicosociali e usura professionale.
«Ci preoccupa l'aggressione, ma ci preoccupa anche il rischio di abituarci. Quando una docente viene accoltellata nella propria aula e la scuola, pochi giorni dopo, torna semplicemente alla normalità, dobbiamo chiederci cosa rimane nella persona aggredita, nei colleghi e negli studenti che hanno assistito. La ripetizione di questi episodi non può rendere normale l'inaccettabile».
Il CND ritiene che la solidarietà non sia più sufficiente e annuncia che nell'ambito della proposta di legge nazionale alla quale sta lavorando su burnout, mobbing, rischi psicosociali e usura professionale sarà approfondito, insieme ai professionisti dell'area legale e agli specialisti coinvolti nel Comitato, anche il tema della prevenzione e della gestione delle aggressioni al personale scolastico.
LE PROPOSTE DEL CND
Il Comitato intende portare all'attenzione delle istituzioni la necessità di prevedere protocolli nazionali per la prevenzione e la gestione delle aggressioni, procedure chiare per la segnalazione delle situazioni di rischio, supporto psicologico e legale per il personale vittima di violenza, raccordi operativi tra scuola, famiglie, servizi sociali, sanitari e autorità competenti, nonché una raccolta nazionale dei dati sulle aggressioni al personale scolastico, indispensabile per conoscere realmente dimensioni e caratteristiche del fenomeno.
Il CND chiede inoltre che l'impatto delle aggressioni venga considerato all'interno della più ampia riflessione sui rischi psicosociali e sull'usura professionale degli insegnanti.
«Un docente può educare, osservare, ascoltare e segnalare, ma non può essere contemporaneamente insegnante, psicologo, assistente sociale, investigatore e responsabile della propria sicurezza. Quando il disagio di un ragazzo supera il confine educativo, la scuola deve poter contare su una rete che intervenga realmente e tempestivamente».
Per il Comitato, infatti, proteggere gli insegnanti non significa schierarsi contro gli studenti. Il gesto compiuto da un tredicenne pone anche una domanda alle istituzioni sulla capacità del sistema di intercettare precocemente situazioni di grave disagio e di garantire alle scuole l'accesso ai servizi specialistici necessari.
«NON ASPETTIAMO LA PROSSIMA AGGRESSIONE»
«Non vogliamo ritrovarci fra qualche mese a esprimere solidarietà a un altro collega. Vogliamo che da questa vicenda nasca una risposta concreta. Essere insegnanti non significa essere invulnerabili. Chi entra a scuola per lavorare ha diritto a uscirne in sicurezza.»
Il Comitato Nazionale Docenti porterà queste istanze nel percorso di elaborazione della propria proposta di legge e nel confronto con istituzioni, professionisti e realtà del mondo scolastico.
Comitato Nazionale Docenti
Mobbing, Burnout e Usura Professionale
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