Docente di ruolo in esubero provinciale: quando il ruolo non garantisce stabilità e diventa precarietà nella scuola

Lettera alla redazione

A cura di Redazione Redazione
02 giugno 2026 16:55
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Salve,mi chiamo Maria Teresa e sono una docente di ruolo della scuola secondaria di secondo grado nella provincia di Caserta.
Scrivo perché desidero portare all’attenzione una situazione che riguarda non soltanto la mia esperienza personale, ma anche quella di numerosi docenti appartenenti a classi di concorso in esubero.
Sono di ruolo dal 2017 e, dal 2022, vivo una condizione di esubero provinciale che, ad oggi, non ha ancora trovato una soluzione stabile. In questi anni ho continuato a svolgere il mio lavoro nelle sedi assegnate dall’Amministrazione, adattandomi di volta in volta alle diverse esigenze organizzative delle scuole.
Consapevole delle difficoltà che interessano alcune classi di concorso, ho investito ulteriormente nella mia formazione professionale, conseguendo altri titoli e l’abilitazione per una diversa classe di concorso, nella convinzione che ciò potesse favorire una più efficace ricollocazione.
Tuttavia, anche all’esito delle procedure di mobilità per il prossimo anno scolastico, permane la mia situazione di esubero.
Ciò che desidero evidenziare è il paradosso che molti docenti vivono quotidianamente: da un lato la scuola richiama giustamente il valore della continuità didattica; dall’altro vi sono insegnanti di ruolo che, pur avendo superato concorsi pubblici, pur possedendo ulteriori titoli e pur manifestando disponibilità alla mobilità e alla riconversione professionale, si trovano a vivere per anni una condizione di costante provvisorietà.
Dopo quattro anni consecutivi di esubero, la stanchezza è inevitabile. A ciò si aggiungono le energie e le risorse economiche impiegate per comprendere, seguire e tutelare la propria posizione attraverso istanze amministrative, richieste di accesso agli atti e consulenze specialistiche.
La mia non vuole essere una polemica nei confronti dell’Amministrazione, ma una riflessione su una realtà che interessa molti lavoratori della scuola e che meriterebbe maggiore attenzione.
Dietro i numeri degli organici, delle graduatorie e delle procedure di mobilità vi sono persone che continuano a svolgere il proprio lavoro con professionalità e senso di responsabilità, ma che attendono da anni una prospettiva di maggiore stabilità.
Ringrazio per l’attenzione e per l’eventuale spazio che vorrete dedicare a questa testimonianza.

Maria Teresa

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