SCUOLA E PROTESTE

Docenti con gli studenti: «Stop alla repressione nelle scuole»

Lettera aperta dei docenti a sostegno delle proteste studentesche: libertà di parola, diritto al dissenso e critica al governo.

03 novembre 2026 11:05
Docenti con gli studenti: «Stop alla repressione nelle scuole» - Docenti con gli studenti: «Stop alla repressione nelle scuole»
Docenti con gli studenti: «Stop alla repressione nelle scuole»
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Una lettera aperta in solidarietà con il movimento studentesco, contro ogni forma di repressione e a difesa della libertà di parola. È l'iniziativa promossa da un gruppo di docenti che prende posizione sulle proteste che stanno interessando numerosi istituti scolastici, denunciando un clima di crescente controllo e intimidazione all'interno delle scuole.

Nel documento, gli insegnanti esprimono il proprio sostegno agli studenti impegnati nelle mobilitazioni a livello nazionale ed europeo, collegando le proteste alle criticità del sistema scolastico, alla precarietà lavorativa, ai tagli alla sanità e al welfare, all'aumento delle spese militari e alle tensioni internazionali.

Al centro dell'appello c'è soprattutto il ruolo della scuola come luogo di confronto politico, partecipazione democratica e formazione del pensiero critico. I firmatari contestano le minacce di provvedimenti disciplinari e di interventi delle forze dell'ordine nei confronti degli studenti e denunciano quello che descrivono come un clima di paura e delazione tra il personale scolastico.

«Se nostro obiettivo è formare cittadini consapevoli, riteniamo nostro dovere esser loro vicini in un confronto costruttivo rispetto alle loro esigenze e proposte», scrivono i docenti.

La lettera richiama inoltre lo sciopero del 30 ottobre, sottolineando la partecipazione registrata e criticando la mancata adesione dei sindacati confederali e dei partiti politici.

Di seguito il testo integrale della lettera, riportato senza modifiche.

Lettera aperta dei docenti in solidarietà con il movimento studentesco, contro ogni repressione e per la libertà di parola

Noi sottoscritti docenti,

unendoci ai molti documenti e appelli diffusi in questi giorni da parte di docenti delle scuole e delle università;

in relazione alle proteste degli studenti che da giorni agitano il nostro e tanti altri Istituti;

in relazione alle molte dichiarazioni e delibere provenienti da dirigenti scolastici e Consigli d’Istituto che minacciano repressione, interventi delle forze dell’ordine e le più svariate e incredibili rappresaglie, desideriamo esprimere la nostra solidarietà con il movimento studentesco a livello nazionale ed europeo contro le molteplici e sempre più gravi criticità del sistema scolastico, la precarietà lavorativa, i tagli alla sanità e al welfare, l’aumento delle spese militari e il clima di crescente violenza internazionale (ricordiamoci che le manifestazioni sono iniziate con l’opposizione al genocidio in Palestina).

Riteniamo che la scuola sia un luogo deputato alla politica intesa come gestione di ogni comunità e al pensiero critico e, pertanto, sosteniamo i nostri ragazzi che, dopo il lungo silenzio degli anni scorsi, tornano a occuparsi della prima e a esercitare il secondo.

Se nostro obiettivo è formare cittadini consapevoli, riteniamo nostro dovere esser loro vicini in un confronto costruttivo rispetto alle loro esigenze e proposte, unendoci a loro nella denuncia di una società sempre più repressiva di cui, purtroppo, la scuola rischia spesso di diventare specchio.

Denunciamo il clima di repressione e controllo attuato dai D.S. nelle scuole in continuità con le politiche e le indicazioni del governo, ed il conseguente clima di paura e delazione tra docenti e Ata. Nessun dissenso è consentito nelle scuole: si deve supinamente ubbidire e restare in silenzio. Prova ne siano i procedimenti disciplinari a carico di docenti che osano dire di no alla più banale delle decisioni dirigenziali.

Si trasmette, così, ai ragazzi la stessa paura, si insegna a non pensare, a rispettare una “legalità” che è passiva obbedienza.

Le proteste, le occupazioni, i movimenti studenteschi di questi giorni dimostrano che i giovani sono molto più reattivi degli adulti e che il sogno di un nuovo mondo possibile, in cui la libertà e l’uguaglianza siano reali e non solo proclamate, torna ad aggirarsi tra i nostri ragazzi che dimostrano forza e coraggio.

Rileviamo, infine, come lo sciopero del 30 ottobre, indetto dai sindacati di base, abbia visto una partecipazione straordinaria senza che né sindacati confederali né partiti abbiano sentito il dovere morale o quantomeno l’opportunità politica di partecipare e riconoscere il malessere diffuso nelle scuole, nelle università e nella società intera.

Il movimento cresce e confidiamo nella presa di coscienza anche da parte di chi finora ha taciuto.

Per sottoscrivere, clicca qui

https://forms.gle/qjMnAc8hQowc5vga7

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