Docenti esclusi dai percorsi INDIRE: «Siamo in un limbo formativo e chiediamo di essere ascoltati»
Sono numerosi i docenti che da mesi vivono una situazione di profonda incertezza
Un gruppo numeroso di docenti ha scritto alla ministra Anna Maria Bernini e al ministro Giuseppe Valditara chiedendo l’attivazione di un terzo ciclo INDIRE. «Non chiediamo privilegi, ma pari opportunità formative e una possibilità concreta per il nostro futuro».
Sono numerosi i docenti che da mesi vivono una situazione di profonda incertezza. Insegnanti che hanno investito tempo, risorse ed energie nella propria formazione, molti dei quali già impegnati quotidianamente nelle scuole, anche sul sostegno, e che oggi non sanno quale strada potranno percorrere per consolidare il proprio futuro professionale.
Per questo hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso una lettera aperta indirizzata alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La richiesta è precisa: l’attivazione di un terzo ciclo dei percorsi INDIRE, che possa comprendere anche i docenti rimasti esclusi dai precedenti cicli per ragioni temporali e burocratiche.
La situazione riguarda, in particolare, docenti che hanno conseguito il titolo estero prima del 26 giugno 2025 o che avevano già intrapreso il relativo percorso formativo prima di quella data e che, per tempistiche e procedure, non hanno potuto accedere ai precedenti cicli INDIRE.
Per questi insegnanti l’esclusione non è stata una scelta. Da qui la richiesta di poter usufruire di una nuova opportunità formativa strutturata e qualificata.
«Non chiediamo un trattamento di favore, ma pari opportunità formative», sottolineano nella lettera.
Un futuro ancora incerto
La preoccupazione riguarda anche le ulteriori possibilità di formazione, tra percorsi universitari e abilitanti. Per i docenti inseriti nelle GPS, l’attuale situazione alimenta ulteriore incertezza sul futuro professionale, soprattutto in vista della conclusione della fase transitoria.
Nella lettera viene richiamata anche la situazione degli ITP, per i quali i cambiamenti previsti al termine del periodo transitorio potrebbero avere conseguenze sul percorso formativo e professionale.
A tutto questo si aggiunge un altro elemento: la scadenza del 31 dicembre 2026, indicata nell’attuale quadro transitorio. Per i docenti esclusi, il tempo diventa quindi una questione particolarmente urgente.
«Dietro le graduatorie ci sono persone»
Molti dei docenti coinvolti hanno già lavorato nelle scuole e hanno costruito relazioni educative con i propri studenti, in particolare con gli alunni con disabilità.
Per questo nella lettera viene posto anche il tema della continuità didattica: l’incertezza sul futuro professionale rischia di interrompere percorsi educativi e relazioni costruite nel tempo.
«Dietro graduatorie, domande, PEC, requisiti e scadenze ci sono tantissimi docenti», scrivono gli insegnanti. Persone che hanno scelto di investire nella scuola e nella propria formazione e che oggi chiedono semplicemente di conoscere quale sarà il proprio futuro.
La loro richiesta ai ministri è quindi quella di esaminare la situazione con urgenza e valutare l’attivazione immediata di un terzo ciclo INDIRE, prima che il periodo transitorio giunga al termine.
«Siamo arrivati al limite», affermano.
E l’appello finale è rivolto direttamente ai due ministri:
«Ministra Bernini, Ministro Valditara, ascoltateci. Non chiediamo privilegi. Chiediamo pari opportunità formative, una possibilità concreta e di non essere dimenticati».