“Dopo l’amore perduto e ritrovato” di Lelio Licinio Prisco – il romanzo di una vita che torna a parlare al cuore
In questo scenario prende vita Lelio, protagonista e autore, che attraversa un’infanzia segnata da semplicità e sacrificio, ma ricca di desiderio di riscatto
Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che si attraversano, perché somigliano a ciò che siamo stati, a ciò che abbiamo perso, a ciò che senza saperlo continuiamo a cercare.
“Dopo l’amore perduto e ritrovato” di Lelio Licinio Prisco appartiene a questa seconda categoria: non chiede soltanto di essere letto, ma di essere sentito.
La storia nasce da un ricordo lontano, fragile e potentissimo: un compleanno di quattro anni. È da lì che prende forma un viaggio interiore che attraversa il tempo come una corrente silenziosa, accompagnando il lettore dall’infanzia all’età adulta, quando la vita smette di essere promessa e diventa bilancio, memoria, consapevolezza.
Sullo sfondo si apre una Salerno degli anni Sessanta, intensa e luminosa, ma segnata anche dalle difficoltà di un’Italia che costringe molti giovani a partire, a cercare altrove ciò che il proprio luogo d’origine non riesce a offrire. È un’epoca di partenze silenziose e speranze ostinate, in cui crescere significa spesso rinunciare.
In questo scenario prende vita Lelio, protagonista e autore, che attraversa un’infanzia segnata da semplicità e sacrificio, ma ricca di desiderio di riscatto. Il destino lo conduce a una scelta che cambierà il suo cammino: la carriera militare, costruita con disciplina, sacrificio e determinazione. Ma nessun successo, per quanto solido, riesce a cancellare del tutto ciò che il cuore ha inciso in profondità.
Perché in questa storia esiste anche un nome: Carla. Un amore adolescenziale breve, intenso, sospeso tra innocenza e destino. Un amore che non si spegne davvero, ma si trasforma, si nasconde, sopravvive nel silenzio della memoria emotiva.
E così il romanzo si muove su un doppio piano: la vita che procede e quella che resta dentro. Il presente che costruisce, e il passato che ritorna. Fino a quando, in età matura, ciò che sembrava perduto torna a farsi presenza non per essere rivissuto come prima, ma per essere compreso in modo nuovo.
Il lettore viene accompagnato verso un epilogo che non lascia indifferenti, perché non cerca la consolazione facile, ma la verità delle emozioni. E la verità, in queste pagine, ha il volto imprevedibile della vita stessa.
A rendere ancora più autentico questo racconto è la biografia dell’autore, Lelio Licinio Prisco: un percorso reale, vissuto tra Nord e Sud, tra carriera militare, impegno istituzionale e servizio al Paese. Una vita costruita con rigore, ma attraversata anche da sensibilità profonda, espressa nella scrittura, nella poesia e nell’arte.
È proprio da questa esperienza concreta che il romanzo trae la sua forza: non dall’invenzione distante, ma dalla vita che ha lasciato tracce vere.
“Dopo l’amore perduto e ritrovato” di Lelio Licinio Prisco non è solo un titolo: è una soglia. E varcarla significa riconoscere che alcune storie non finiscono mai davvero.