DS, Marti e Bucalo ai riservisti: «Prima entrano gli ordinaristi, poi la mobilità, poi il 60/40»
Marti: «Almeno 100 riservisti assunti». Bucalo: «Dal prossimo anno ridurre la quota per la mobilità»
I senatori Marti e Bucalo, Presidente e membro della Commissione Cultura al Senato, hanno incontrato in videoconferenza un gruppo di vincitori della procedura riservata per la dirigenza scolastica, chiarendo la dinamica delle immissioni in ruolo prevista per il 2026/27. L'incontro, convocato per rispondere alle attese dei partecipanti, si è chiuso con qualche mugugno: il quadro emerso è più complesso e meno favorevole ai riservisti di quanto molti si aspettassero.
La gerarchia delle procedure: prima gli ordinaristi
Il punto centrale, ribadito con nettezza dalla senatrice Bucalo, è che la legge stabilisce una gerarchia precisa. Prima di qualsiasi altra operazione, i posti disponibili in ciascuna regione vengono accantonati per i vincitori del concorso ordinario ancora in attesa di immissione. Solo dopo questo accantonamento, e solo se residuano posti, si procede alla mobilità interregionale, che per il prossimo anno assorbirà il 100% dei posti rimasti. Marti e Bucalo hanno però annunciato di aver già avviato un’interlocuzione con lo stesso ministro Valditara, con l'intenzione di ridurre la quota al 70% a partire dall'anno prossimo.
Soltanto i posti che sopravvivono a entrambe le fasi vengono ripartiti secondo il criterio del 60% al concorso ordinario e 40% al riservato. Una precisazione tecnica non secondaria: l'accantonamento iniziale riguarda i soli vincitori a pieno titolo del concorso ordinario, mentre gli idonei dello stesso concorso vengono equiparati ai vincitori del riservato nelle fasi successive.
L'esempio illustrato dai due senatori è stato esplicito: su dieci posti disponibili in una regione, se la graduatoria dell'ordinario conta otto vincitori, vengono accantonati otto posti. I due residui vanno alla mobilità interregionale. Solo eventuali ulteriori avanzi alimentano il riparto 60/40, che in caso di graduatorie dell’ordinario completamente esaurite, vanno interamente al concorso riservato.
La contraddizione sui numeri
A complicare il quadro, le cifre emerse nelle dichiarazioni degli stessi relatori. Marti ha indicato che saranno immessi in ruolo dalla procedura riservata almeno cento dirigenti. Un'affermazione che però non potrà essere confermata per il momento secondo quanto precisato dallo stesso senatore poco dopo: non è ancora possibile definire i contingenti regionali per le assunzioni, perché non sono noti i numeri delle pensioni a domanda, che costituiscono la principale variabile nella determinazione dei posti disponibili. Senza sapere quanti posti si libereranno, qualsiasi cifra resta un'approssimazione priva di base certa.
Le prospettive per i prossimi anni
La senatrice Bucalo ha tuttavia offerto un elemento di ottimismo proiettato nel medio termine: nei prossimi anni il numero complessivo di posti disponibili dovrebbe aumentare, anche per effetto della conclusione del PNRR. Durante la fase di attuazione del Piano, molti dirigenti scolastici avrebbero ottenuto di restare in servizio oltre l'età pensionabile per seguire i progetti finanziati. Con il venir meno di questa motivazione, le uscite per quiescenza sono destinate ad accelerare, ampliando il contingente disponibile per le nuove immissioni.
I mugugni finali
L'incontro si è chiuso per i tempi dell'aula. I presenti hanno dovuto prendere atto che il 40% teoricamente destinato al riservato non verrà calcolato sul totale dei posti disponibili, ma su un residuo già eroso dall'accantonamento per gli ordinaristi e dalla mobilità. L'effetto prevedibile, come è stato notato, sarà una concentrazione geografica di quei posti nelle regioni del Nord, dove i contingenti sono storicamente più consistenti e la mobilità in uscita aumenta i posti disponibili.