Durante le festività natalizie, pasquali e a fine lezioni non si può collocare in ferie il precario a sua insaputa
Il supplente ha diritto al risarcimento per gli ultimi dieci anni. Le spiegazioni Anief
Il personale scolastico è tornato in questi giorni a fare lezione dopo la lunga pausa natalizia e di inizio anno: molti docenti e Ata precari sono stati collocati in ferie dall’amministrazione, ma se questo è avvenuto a loro insaputa e senza alcun invito allora risulta un comportamento dell’amministrazione illegittimo che è bene impugnare per farsi risarcire con gli interessi. A ricordarlo è stata Daniela Rosano, segretaria generale Anief, nel corso di un intervento all’agenzia Teleborsa.
"Si parla in questi giorni di ferie – ha dichiarato la sindacalista -, perché durante il periodo natalizio, ma anche durante i periodi di Pasqua, molto spesso nelle scuole ci sono delle circolari in cui i dirigenti invitano, sottolineiamo invitano, i docenti a ricorrere alle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni. Ecco, ricordiamo che si tratta di un invito: nessuno è obbligato a prendere le ferie durante i periodi di sospensione. Però, sicuramente, se è stato avvisato, il docente saprà che perderà il suo diritto alle ferie in quel periodo se non vengono richieste".
"Sicuramente va chiarito un aspetto: i dirigenti non possono mettere in ferie d’ufficio, quindi è illegittimo, questo lo dice la Cassazione, che il dirigente collochi in ferie d’ufficio il personale scolastico. Inoltre, rimane sempre il fatto che, qualora i docenti non siano stati informati della possibilità di usufruire di un periodo di ferie nei periodi di sospensione delle lezioni, quindi le vacanze di Natale, le vacanze di Pasqua o i periodi che intercorrono tra la fine dell’anno scolastico e il termine delle attività didattiche, in questi periodi è sempre possibile prendere ferie”. È bene, dunque, che i docenti precari, in particolare quelli con supplenza fino al 30 giugno, provvedano a presentare ricorso, così da ottenere il risarcimento delle ferie non fruite, a seguito della loro mancata monetizzazione.
“Tuttavia – prosegue la segretaria Anief - se non veniamo informati e quindi non le perdiamo, maturiamo invece il diritto al risarcimento e questo vale per gli ultimi dieci anni. Quindi, qualora non siamo stati informati del nostro diritto a fruire delle ferie nei periodi di sospensione, possiamo assolutamente far valere il diritto al risarcimento, e possiamo presentare ricorso con Anief - conclude Rosano - per ottenere lo spettante economico per gli ultimi dieci anni".
Anief invita i docenti interessati a rivolgersi al sindacato per l’eventuale presentazione del ricorso, così da ottenere il risarcimento delle ferie non fruite.
I lavoratori precari o ex precari della scuola che hanno sottoscritto nell’anno corrente o negli ultimi anni una supplenza a tempo determinato, con scadenza 30 giugno, possono approfondire la propria situazione attraverso la sezione Anief più a loro vicina oppure aderire direttamente al ricorso Anief attraverso la pagina internet creata per loro.