Educazione, inclusione e valorizzazione delle aree interne
Progetto formativo che mette al centro giovani, territori e nuove opportunità di sviluppo. A Monte Sant’Angelo dal 17 al 20 marzo 2027.
Si è svolta questa mattina, nella Sala Campione del Consiglio Regionale della Puglia, la conferenza stampa di presentazione della Spring School “Etnopedagogia in Azione”, promossa dall’Università degli Studi di Foggia nell’ambito delle attività del Learning Sciences institute (LSi).
L’iniziativa, in programma dal 17 al 20 marzo 2027 a Monte Sant’Angelo, rappresenta un’importante occasione di confronto interdisciplinare sui temi dell’educazione, della devianza, dell’inclusione sociale e della valorizzazione delle identità culturali e territoriali. La conferenza, moderata dalla ricercatrice Martina Rossi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali, del mondo accademico, della ricerca, delle amministrazioni locali e della comunità studentesca, evidenziando il valore di una progettualità condivisa capace di avvicinare l’università ai bisogni concreti dei territori.
Ad aprire gli interventi è stata la prof.ssa Giusi Antonia Toto, coordinatrice scientifica della Spring School, che ha illustrato la genesi e gli obiettivi del progetto: “L’etnopedagogia nasce dall’esigenza di comprendere i contesti culturali per trasformare la ricerca educativa in opportunità concrete di inclusione e partecipazione”.
La vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia, avv. Elisabetta Vaccarella, ha richiamato il valore della collaborazione istituzionale: “Investire nell’educazione significa rafforzare la responsabilità delle istituzioni nel garantire opportunità di crescita e inclusione a tutte le comunità”. Sul futuro delle aree interne è intervenuta Marina Leuzzi, assessora all’Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia: “Per contrastare lo spopolamento non bastano le infrastrutture: occorre creare servizi, opportunità formative e condizioni che consentano ai giovani di scegliere di restare”.
Il prof. Giorgio Mori, delegato rettorale alla Didattica, ha evidenziato il contributo dell’Università: “La formazione universitaria deve saper interpretare i cambiamenti sociali e costruire percorsi interdisciplinari capaci di rispondere ai bisogni emergenti”. Il prof. Pierpaolo Limone, rettore dell’Università Telematica Pegaso, ha sottolineato l’importanza della prossimità tra università e comunità: “L’università deve essere presente anche nei territori periferici, valorizzandone le identità e rendendo la conoscenza una risorsa accessibile”.
Il prof. Luigi Traetta, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale, ha approfondito il significato formativo dell’iniziativa: “La Spring School è un laboratorio interdisciplinare nel quale conoscenze pedagogiche ed esperienze sul campo dialogano per affrontare le sfide dell’inclusione”.
Il prof. Gaetano Serviddio, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, ha posto l’attenzione sul dialogo tra medicina e scienze umane: “Salute, benessere ed educazione sono dimensioni strettamente connesse, che richiedono approcci integrati per comprendere la complessità della persona”.
A rappresentare il punto di vista delle amministrazioni locali è intervenuto Noè Andreano, sindaco di Casalvecchio di Puglia, richiamando anche l’esperienza di valorizzazione della cultura arbëreshë: “Dalla ricerca universitaria ci aspettiamo strumenti per valorizzare le identità culturali e trasformarle in nuove opportunità di sviluppo per le comunità”. Particolare attenzione è stata dedicata allo spopolamento delle aree interne, tema affrontato dalla prof.ssa Barbara Cafarelli, ordinaria di Statistica: “Comprendere le ragioni dell’emigrazione giovanile attraverso l’analisi dei dati è fondamentale per progettare politiche territoriali efficaci”.
Il sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, ha evidenziato il significato dell’iniziativa per la città ospitante: “Accogliere la Spring School significa valorizzare il nostro patrimonio culturale e rafforzare il ruolo di Monte Sant’Angelo come luogo di formazione e confronto”.
La prof.ssa Guendalina Peconio, ricercatrice, ha evidenziato il ruolo delle competenze imprenditoriali: “Sviluppare competenze imprenditoriali nei percorsi educativi significa offrire ai giovani strumenti per riconoscere e generare opportunità nei propri territori”. La dott.ssa Alice Rizzi, dottoranda di ricerca, ha sottolineato il contributo delle nuove generazioni di ricercatori: “Coinvolgere i giovani nella ricerca significa dare spazio a nuove prospettive e costruire conoscenze capaci di dialogare con le esigenze delle comunità”. Il Dott. Vincenzo Mundo, dottorando di ricerca, ha ribadito il valore della partecipazione studentesca: “Gli studenti chiedono una formazione che superi i confini delle aule e offra occasioni concrete di partecipazione, confronto e crescita professionale”.
Il confronto si è esteso alle amministrazioni dei comuni coinvolti nelle successive iniziative del Learning Sciences Institute.
Il sindaco di Castelluccio dei Sauri, Mattia Azzone, ha accolto la prospettiva del festival dedicato alle emozioni morali: “Il festival rappresenta un’occasione per coinvolgere la nostra comunità in un percorso di educazione, consapevolezza e valorizzazione del territorio”.
Il sindaco di Chieuti, Diego Iacono, ha richiamato il valore della cultura arbëreshë e delle iniziative formative previste: “La valorizzazione della nostra identità culturale attraverso la ricerca e la formazione rappresenta un’opportunità per custodire e trasmettere il patrimonio della comunità”.
Il Comune di Mattinata, rappresentato dal vicesindaco Paolo Valente, ha evidenziato l’importanza del futuro Festival del Videogioco: “Il festival potrà avvicinare scuole e giovani alle nuove tecnologie, valorizzando il videogioco come strumento educativo e creativo”. Infine, lo scrittore e sociologo Leonardo Palmisano ha richiamato l’attenzione sulle dinamiche di marginalità e devianza: “Comprendere le radici sociali dell’esclusione e dei legami criminali è il primo passo per costruire percorsi educativi di prevenzione e riscatto”.
La Spring School “Etnopedagogia in Azione” si articolerà in quattro giornate intensive, per complessive 39 ore di formazione, suddivise in 21 ore di lezioni frontali, 10 ore di laboratori e 8 ore dedicate a esercitazioni e project work.
Il programma coinvolgerà competenze provenienti dalla pedagogia, dalla sociologia, dall’antropologia, dalla criminologia e dalla metodologia della ricerca, con particolare attenzione ai processi identitari, alla prevenzione della devianza, all’inclusione e al reinserimento sociale. L’iniziativa si rivolge a laureati, dottorandi, educatori, operatori sociali e professionisti impegnati nei contesti educativi, sociali e penitenziari. La Spring School rappresenta il primo appuntamento di un più ampio programma di otto iniziative promosso nell’ambito dell’ecosistema del Learning Sciences Institute per il biennio 2027-2028, con l’obiettivo di costruire un laboratorio culturale e formativo itinerante. Il calendario comprende, oltre alla Spring School di Monte Sant’Angelo, il Festival del Videogioco a Mattinata, il festival sulle emozioni morali a Castelluccio dei Sauri, tre tappe internazionali dell’ICS Exchange a Tirana, Strasburgo e Lisbona, una Summer School dedicata all’etnopedagogia e all’ecologia a Chieuti e un festival conclusivo del serious game a Casalvecchio di Puglia. Un percorso che intende promuovere nuove forme di collaborazione tra università, amministrazioni locali e cittadini, valorizzando le specificità culturali dei territori e favorendo la partecipazione attiva delle comunità.
La conferenza stampa di Bari ha così rappresentato non soltanto la presentazione di un’iniziativa formativa, ma anche l’avvio di un dialogo tra ricerca, istituzioni e territori, nella prospettiva di un modello di università sempre più aperto, partecipativo e attento alle sfide sociali contemporanee.