Educazione motoria nella primaria: il PD chiede l’estensione agli alunni più piccoli. Malavasi (PD): “Serve qualità e continuità didattica”

L’introduzione della figura del docente specialista di educazione motoria nelle scuole primarie italiane, riservata attualmente alle classi quarte e quinte, continua a far discutere. A sollevare il te...

A cura di Redazione
09 luglio 2025 12:35
Educazione motoria nella primaria: il PD chiede l’estensione agli alunni più piccoli. Malavasi (PD): “Serve qualità e continuità didattica” -
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L’introduzione della figura del docente specialista di educazione motoria nelle scuole primarie italiane, riservata attualmente alle classi quarte e quinte, continua a far discutere. A sollevare il tema, con una interrogazione parlamentare a risposta scritta, è la deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi, che ha indirizzato la sua richiesta sia al Ministero dell’Istruzione e del Merito sia a quello per lo Sport e i Giovani.

Malavasi evidenzia una serie di criticità gestionali e organizzative che stanno emergendo nel primo anno di piena attuazione della riforma. Pur riconoscendo il valore pedagogico dell’intervento legislativo, la parlamentare sottolinea che l’attuale modello rischia di compromettere sia la qualità dell’insegnamento che le condizioni di lavoro dei docenti coinvolti.

Troppi plessi, troppa frammentazione: il disagio degli insegnanti

Una delle principali problematiche denunciate riguarda la formazione delle cattedre: per garantire il monte ore necessario, un insegnante di educazione motoria deve coprire almeno 11 classi, spesso dislocate in plessi scolastici diversi o addirittura in istituti comprensivi distinti. Questo genera un sovraccarico logistico e una difficoltà nella gestione degli orari, compromettendo la continuità didattica e il rapporto educativo con gli alunni.

“Serve una soluzione strutturale – spiega Malavasi – che tenga conto delle esigenze organizzative ma anche dei diritti dei bambini e della dignità professionale degli insegnanti”.

La proposta: estendere l’insegnamento specialistico alle classi inferiori

La soluzione indicata dalla deputata dem è quella di estendere progressivamente la figura del docente specialista anche alle classi terze e successivamente a seconde e prime. Una scelta che risponderebbe non solo a esigenze di razionalizzazione delle cattedre, ma anche a obiettivi di educazione al movimento fin dai primi anni del percorso scolastico.

“La pratica motoria – spiega Malavasi – ha ricadute importantissime sullo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo dei bambini. Aspettare fino ai 9-10 anni per proporla con insegnanti specialisti significa perdere un’opportunità educativa preziosa”.

Un monitoraggio nazionale per migliorare la riforma

Nell’interrogazione si chiede anche al Ministero di avviare un monitoraggio nazionale sull’attuazione della riforma, coinvolgendo sindacati, dirigenti scolastici e rappresentanze professionali. L’obiettivo è identificare tempestivamente eventuali aggiustamenti normativi e organizzativi per rendere l’intervento più efficace e sostenibile.

“Solo con un confronto aperto e trasparente – sottolinea la deputata – potremo assicurare una piena attuazione del diritto all’educazione motoria per tutti i bambini e una gestione dignitosa e motivante per i docenti coinvolti”.

Investire nel movimento per investire nel futuro

Il messaggio lanciato dalla deputata PD è chiaro: non si tratta solo di risolvere problemi organizzativi, ma di rivalutare il ruolo dell’attività motoria nella scuola primaria come strumento di crescita e inclusione. Estendere la figura dello specialista anche alle classi inferiori rappresenterebbe un investimento educativo lungimirante, in grado di coniugare equità, benessere e qualità della didattica.

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