Ricostruzione di carriera docenti
L’errore che può costarti fino a 20.000 euro
Ogni anno migliaia di docenti italiani subiscono una penalizzazione economica senza esserne consapevoli. Non si tratta di una svista dell’amministrazione o di un difetto del sistema informatico, ma della conseguenza diretta di ricostruzioni di carriera non richieste, presentate in ritardo o, peggio ancora, calcolate in modo errato. Un problema silenzioso che incide in maniera strutturale sullo stipendio e sulla progressione di carriera di migliaia di insegnanti.
La ricostruzione di carriera è il procedimento che consente di far riconoscere al docente gli anni di servizio svolti prima dell’immissione in ruolo. È questo atto che stabilisce la fascia stipendiale di appartenenza, l’anzianità giuridica ed economica e, di conseguenza, l’importo che verrà percepito in busta paga per tutta la vita lavorativa. Non è quindi un dettaglio burocratico, ma uno snodo centrale del rapporto di lavoro con lo Stato.
Il problema nasce dal fatto che la procedura non è automatica. Dopo la conferma in ruolo, è il docente che deve presentare apposita domanda alla segreteria della scuola di titolarità. Molti non lo fanno perché nessuno li informa in modo chiaro. Altri presentano la domanda ma non controllano il decreto finale, fidandosi ciecamente dell’amministrazione. È proprio in questa fase che si annidano gli errori più gravi.
Capita spesso che anni di servizio vengano dimenticati, che i periodi spezzettati non vengano sommati correttamente o che venga applicato in modo scorretto il meccanismo di riconoscimento parziale degli anni eccedenti il quarto. Un solo anno non riconosciuto significa centinaia di euro in meno ogni anno. Proiettato su una carriera di venti o trent’anni, il danno può facilmente superare i 15 o addirittura i 20 mila euro.
Le segnalazioni ai sindacati e agli studi legali parlano di docenti che scoprono, a distanza di dieci o quindici anni dall’immissione in ruolo, di essere rimasti bloccati in una fascia stipendiale inferiore a quella spettante. In molti casi non è più possibile recuperare integralmente quanto perso.
Per questo è fondamentale che ogni docente faccia un controllo puntuale della propria posizione. Il primo passo è verificare la fascia stipendiale indicata nel cedolino NoiPA e confrontarla con l’anzianità di servizio effettiva. Il secondo passo è chiedere formalmente alla segreteria il prospetto dei servizi riconosciuti nella ricostruzione di carriera. In caso di incongruenze, è necessario presentare richiesta scritta di rettifica, possibilmente tramite PEC o protocollo, per lasciare traccia.
La ricostruzione di carriera non è un favore, ma un diritto. Trascurarlo significa rinunciare, spesso senza saperlo, a migliaia di euro.