ISTRUZIONE - Pacifico (Anief-Cisal): con la legge di bilancio 2026 fatti passi avanti, ma il lavoro pubblico resta penalizzato

La prossima manovra dovrà prevedere risorse specifiche per il personale scolastico

A cura di Redazione Redazione
01 gennaio 2026 18:17
ISTRUZIONE - Pacifico (Anief-Cisal): con la legge di bilancio 2026 fatti passi avanti, ma il lavoro pubblico resta penalizzato - Marcello Pacifico_Anief
Marcello Pacifico_Anief
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“La riduzione dell’aliquota fiscale al 33% per gli stipendi ‘medi’ e la tassazione agevolata al 15% su 800 euro di salario accessorio per i dipendenti pubblici sono anche dei primi risultati della nostra azione sindacale, ma non bastano: dal prossimo anno occorrerà ridurre la tassazione al 5%, estendendola all’intero salario accessorio e agli aumenti del prossimo triennio, inclusi gli straordinari, come già avviene per i lavoratori del settore privato”. A ribadirlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, a commento dell’approvazione definitiva della legge di Bilancio 2026.

“Chi lavora per lo Stato – sostiene il sindacalista autonomo - è ancora fortemente penalizzato: paga una trattenuta del 2,5% sul TFR, ha contributi previdenziali solo figurativi e, nel comparto scuola, non dispone nemmeno dei buoni pasto né del riconoscimento del burnout come lavoro usurante, come chiede da tempo la nostra organizzazione.

“Nell’ultimo contratto – continua Pacifico - è stato assunto un impegno all’Aran per introdurre i buoni pasto dal 2027, mentre sul burnout in eccesso tra gli over 60 della scuola potrebbe nascere uno specifico Osservatorio nazionale presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, sulla base di un impegno formale del Governo presso Palazzo Madama”.

Secondo il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisaal, a questo punto l’unica via d’uscita è che “la Legge di Bilancio del 2027 preveda delle risorse aggiuntive dedicate anche al personale scolastico e della conoscenza, che oggi percepisce – a parità di anzianità – fino a un terzo in meno dello stipendio rispetto agli altri dipendenti pubblici, a partire da quelli delle Funzioni centrali che percepiscono in media 10 mila euro in più l’anno”.

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