Fratta (DirigentiScuola): Gli "esiliati" hanno diritto di tornare. Prepariamoci ad altri ricorsi per le assunzioni

Quando finisce l'ordinario, chi prende il 100% dei posti per Dirigente Scolastico? Fratta (DirigentiScuola) indica il prossimo pasticcio normativo e difende gli esiliati.

14 aprile 2026 17:11
Fratta (DirigentiScuola): Gli "esiliati" hanno diritto di tornare. Prepariamoci ad altri ricorsi per le assunzioni -
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Presidente Fratta, a quanto pare c'è molta confusione sotto il cielo dei dirigenti scolastici. Partiamo dal meccanismo che il MIM intende utilizzare per le immissioni in ruolo: accantonamento dei posti per i vincitori dell'ordinario, idonei compresi, poi la mobilità interregionale, poi sul residuo la divisione 60/40 tra ordinaristi e riservisti. È corretto?

Esatto. Con l'aggiunta che si procederà prima all'affidamento degli incarichi ai vincitori del concorso ordinario e successivamente a quelli del riservato. Non comprendo però la precisazione "idonei inclusi". Entrambi i concorsi avevano vincitori e idonei, entrambe le graduatorie sono state rese ad esaurimento nelle percentuali citate. Non si comprende perché si faccia questa distinzione.

DirigentiScuola aveva chiesto di riconvocare il tavolo. Come mai?

Più che richiedere di riconvocare il tavolo, avevamo precisato che non era più il caso di continuare con incontri informali, visto il fallimento della finalità che mi aveva indotto il 3 febbraio a chiedere quegli incontri. Peraltro anche la proposta di uscire con un documento a firma di tutte le organizzazioni sindacali è stata bocciata.

Non c'è ancora il numero ufficiale di posti da assegnare quest'anno, ma si parla di circa trecento. È questo il ritmo dei pensionamenti da aspettarsi anche per i prossimi anni?

Le ipotesi e le previsioni francamente non mi appassionano, anche per la tendenza a dare per certe le ipotesi. Se parliamo di statistiche posso confermare, ma con il clima da guerra fredda che si è creato preferisco attendere i dati ufficiali.

Se i numeri sono questi, tra ordinario e riservato — circa 1900 candidati ancora in attesa — le graduatorie si esauriranno in almeno sei o sette anni. Prima di quella data non ci saranno nuovi concorsi?

Se non saranno banditi altri concorsi mi pare ovvio. In realtà la legge di bilancio così ha previsto, senza però precisare un punto fondamentale.

Quale punto?

Che esaurita la graduatoria dell'ordinario non avrà più valore la ripartizione tra almeno il 60 e fino al 40%. Il che vuol dire che il 100% dei posti andrà al riservato — nonostante le percentuali previste, ovvero violando la norma? Come si potrà assegnare il 100% a chi dovrebbe ricevere fino al 40%? Perché il legislatore non ha precisato che la ripartizione 60/40 è valida fino all'esaurimento del concorso ordinario? Per illudere gli interessati per scopi elettoralistici, o per dare corso a una nuova stagione di ricorsi? I soliti “azzeccagarbugli”... tanto quando gli interessati se ne renderanno conto ci sarà un nuovo governo.

Cambiamo prospettiva. I dirigenti scolastici fuori regione rivendicano come diritto il riavvicinamento a casa, anche se hanno partecipato a un concorso nazionale. Hanno ragione?

È dalla notte dei tempi che denuncio questo fenomeno. Come si fa ad applicare istituti contrattuali previsti per i concorsi regionali a quello nazionale del 2017? Il concorso è stato gestito a livello nazionale, ma il ruolo dei DS è regionale. Dalla graduatoria nazionale bisognava costituire quelle regionali, e ognuno sarebbe rimasto nella propria regione. Purtroppo all'epoca non fui ascoltato né dall'amministrazione né dalle altre organizzazioni sindacali rappresentative.

Quindi gli esiliati — come li chiama lei — hanno diritto a rientrare?

Certamente. Hanno diritto a rientrare nella regione di provenienza anche se hanno partecipato a un concorso nazionale, perché quel concorso era per ruoli regionali. Con gli attuali istituti contrattuali e dopo le nuove assunzioni dei riservisti — che sono in coda al concorso nazionale del 2017 — il numero degli esiliati aumenterà in modo esponenziale. Prima che la situazione torni alla normalità ci vorranno molti anni. Oltre agli interessati ci rimetterà la scuola. Come si può pensare che chi è lontano da casa possa lavorare serenamente sapendo che ha lasciato i figli piccoli e se li troverà adulti? E nessuno pagherà mai per questo!

La stessa sorte sembra scritta per chi entra oggi dal riservato.

Esatto. Il meccanismo si ripete tale e quale. È un sistema che non impara dai propri errori.

A guardare i numeri, la situazione sembra ingessata. Bisognerebbe aumentare l'organico dei DS, ma i calcoli sul dimensionamento vanno nella direzione opposta fino al 2032. Come se ne esce?

L'organico potrà aumentare, seppure non di molto, semplicemente sdoppiando i mega istituti. Ci sono attualmente istituti con più di duemila alunni, fino a tremila. Chi pensa che si possa gestire un simile istituto, rapporti con studenti, famiglie, famiglie allargate e anche venti comuni, vive in un altro mondo. Dovrebbero aumentare anche le deroghe nelle zone disagiate o di montagna. Solo qualche decennio fa il ruolo dei dirigenti scolastici era di 18.000 unità. Ora non si arriva a 7.500 e ci lamentiamo dei livelli di alfabetizzazione.

E senza nuovi posti autorizzati dal MEF?

I posti devono sempre essere autorizzati dal MEF, che non autorizza neanche quelli già in organico. Nel corrente anno scolastico, per effetto delle rinunce, si sono liberati 18 posti a settembre. Il Ministro ha chiesto l'autorizzazione che il MEF non ha concesso. Le famose nozze non si possono fare con i fichi secchi.

Altre strade?

Almeno due. La prima: ripristinare il meccanismo della mobilità professionale, consentendo ai dirigenti scolastici di transitare anche in altre amministrazioni, come succede per altre categorie. E magari quelle amministrazioni funzionerebbero anche meglio. La seconda: eliminare le reggenze. Una scuola, un dirigente — lo ha detto all'inizio del suo mandato il Ministro Valditara, e ha ragione. Non serve neanche una nuova legge: basta ripristinare, con le dovute modifiche, la vecchia norma sull'incarico di presidenza. Ne parlo con il Ministro da due anni, è anche d'accordo. Ma bisogna sempre fare i conti con il MEF.

La scuola italiana attraversa un momento difficile a quanto pare. Come se ne esce, Presidente?

A mio parere non è neanche questione di soldi, bensì di scelte politiche. Forse è vero che più la gente è ignorante e meglio è. E che a questo servono gli apparati ideologici di Stato.

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