Genova Inclusiva aderisce allo sciopero della scuola: «Difendere chi insegna significa difendere il futuro dei nostri figli»

In assenza del portavoce Marco Macrì, attualmente malato, sono i genitori e i nonni di Genova Inclusiva a rivolgere questo appello alla cittadinanza

A cura di Redazione Redazione
15 ottobre 2026 19:52
Genova Inclusiva aderisce allo sciopero della scuola: «Difendere chi insegna significa difendere il futuro dei nostri figli» - La Voce della Scuola
La Voce della Scuola
Condividi

Genova, 15 ottobre 2026 – Genova Inclusiva esprime la propria adesione allo spirito della mobilitazione del personale scolastico prevista per venerdì 16 ottobre e invita genitori, nonni e famiglie a sostenere le insegnanti, gli insegnanti e tutto il personale della scuola.In assenza del portavoce Marco Macrì, attualmente malato, sono i genitori e i nonni di Genova Inclusiva a rivolgere questo appello alla cittadinanza.«Gli insegnanti sono tra le figure che trascorrono più tempo con i nostri figli, le nostre figlie e i nostri nipoti. Non sono semplici trasmettitori di nozioni: accompagnano la crescita, affrontano difficoltà, riconoscono fragilità e contribuiscono a costruire le persone che diventeranno domani.Chiedere condizioni di lavoro migliori per chi insegna significa chiedere una scuola migliore per tutti. Significa investire nella qualità dell'istruzione, nell'inclusione, nella continuità didattica e nel diritto di ogni studente e studentessa a essere valorizzato, senza lasciare indietro nessuno.Le famiglie conoscono bene il valore di una scuola che funziona e, soprattutto, i problemi di una scuola lasciata troppo spesso a fare i conti con carenze di personale, precarietà e risorse insufficienti. Chi ogni giorno si prende cura dei nostri figli merita rispetto, strumenti adeguati e condizioni dignitose per svolgere il proprio lavoro.Non possiamo pretendere che la scuola costruisca il futuro dei nostri ragazzi se non mettiamo chi ci lavora nelle condizioni di farlo al meglio.Per questo invitiamo genitori e nonni a non considerare lo sciopero soltanto come un disagio organizzativo per le famiglie, ma anche come un'occasione per riflettere sul valore della scuola pubblica e sulle condizioni di chi la tiene in piedi ogni giorno.Quando la scuola chiede di essere ascoltata, le famiglie non dovrebbero limitarsi a chiedere quando riapriranno i cancelli. Dovrebbero chiedersi perché quei cancelli possano aprirsi ogni mattina nelle migliori condizioni possibili.Perché il diritto all'istruzione non si difende soltanto sui documenti: si difende nelle classi, nei corridoi e nella possibilità concreta di garantire a ogni bambino e bambina un percorso educativo di qualità.Nessuno deve restare indietro. Nemmeno chi, ogni giorno, lavora per non lasciare indietro i nostri figli.Marco Macrì per Genova Inclusiva

Segui Voce della Scuola