Gilda, scuola e informazione unite a difesa dei docenti
Il convegno della Gilda riunisce istituzioni, esperti e informazione per rilanciare autorevolezza e tutela dei docenti.
Gilda, a Roma il confronto sulla violenza contro i docenti: scuola, istituzioni e informazione insieme per restituire autorevolezza agli insegnanti
PALMA: «Quando viene aggredito un insegnante viene colpito un pezzo dello Stato». Al convegno della Gilda ampia partecipazione del mondo dell’informazione scolastica con La Voce della Scuola, Orizzonte Scuola e La Tecnica della Scuola. Tra gli interventi Nicola Gratteri, Paolo Mieli, Flaminia Bolzan, Giancarlo Varlese e Marco Molinaroli.
ROMA – Restituire centralità, dignità e autorevolezza alla funzione docente, affrontando senza reticenze il fenomeno sempre più preoccupante delle aggressioni fisiche, verbali e psicologiche ai danni degli insegnanti. È stato questo il cuore del convegno “Aggressioni e Patto Scuola-Famiglia: per una nuova centralità della funzione docente nell’istituzione scolastica”, organizzato oggi, 5 ottobre, dalla Gilda degli Insegnanti, in occasione della Giornata mondiale dell’insegnante, presso il Centro Congressi Cavour di Roma.
Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, magistratura, mondo della scuola, esperti e giornalisti, ponendo al centro una questione che ormai travalica i confini degli istituti scolastici: la tutela dell’insegnante come presidio educativo e, più in generale, la necessità di ricostruire un rapporto equilibrato tra scuola, studenti e famiglie.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione del mondo dell’informazione scolastica specializzata. Presenti Diego Palma, docente e direttore de La Voce della Scuola, Antonio Fundarò, docente e vicedirettore di Orizzonte Scuola, e Lucio Ficara, docente e autore de La Tecnica della Scuola.
Una presenza che ha dato al confronto una dimensione ulteriore: accanto alla voce del sindacato, delle istituzioni e degli esperti, quella di chi quotidianamente racconta la scuola, le sue trasformazioni, le difficoltà dei docenti e le questioni che attraversano il sistema dell’istruzione.
Un confronto a più voci sulla crisi dell’autorevolezza docente
Ad aprire e animare il dibattito sono state personalità provenienti da esperienze e ambiti differenti. Tra queste Giancarlo Varlese, direttore generale presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito; Marco Molinaroli, presidente dell’Associazione Docenti Articolo 33; il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri; il giornalista e saggista Paolo Mieli e la criminologa e psicologa Flaminia Bolzan.
Al centro degli interventi, da prospettive differenti, la necessità di interrogarsi sulle cause profonde dell’aumento delle aggressioni nei confronti degli insegnanti e sul progressivo indebolimento dell’autorevolezza della funzione docente.
Il convegno, promosso dalla Gilda degli Insegnanti insieme all’Associazione Docenti Articolo 33, è partito infatti dalla constatazione del grave incremento degli episodi di violenza fisica, verbale e psicologica registrati nelle scuole e dalla necessità di ricostruire un efficace Patto Scuola-Famiglia, restituendo valore e dignità intellettuale alla professione docente.
Diego Palma: «Aggredire un docente significa colpire un pezzo dello Stato»
Particolarmente netto l’intervento del direttore de La Voce della Scuola, Diego Palma, che ha invitato a considerare il problema delle aggressioni non come una semplice emergenza di ordine scolastico, ma come una questione che investe direttamente il ruolo istituzionale della scuola.
«Quando un insegnante viene aggredito, fisicamente o verbalmente, non viene colpita soltanto una persona: viene colpita la funzione educativa, viene ferita l’autorevolezza della scuola e, con essa, un pezzo dello Stato».
Palma ha ricordato l’impegno portato avanti da tempo da La Voce della Scuola sul tema, richiamando la propria audizione del marzo 2023 in VII Commissione al Senato, nell’ambito dell’Affare assegnato n. 67 relativo al contrasto ai crescenti episodi di violenza nei confronti degli insegnanti e del personale scolastico.
Un percorso che, ha sottolineato il direttore, parte da un principio fondamentale espresso da Piero Calamandrei, che definiva la scuola un «organo costituzionale» e un «organo vitale della democrazia».
Da qui il messaggio centrale dell'intervento: difendere un docente significa difendere un'istituzione dello Stato e restituire alla scuola il riconoscimento che il suo ruolo costituzionale richiede.
Il 14 ottobre nuovo appuntamento a Napoli
Palma ha quindi annunciato la prosecuzione dell'impegno contro la violenza nelle scuole. Il prossimo 14 ottobre, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli, La Voce della Scuola, insieme a OggiScuola e al presidente di FederIstruzione, promuoverà un nuovo momento di confronto dedicato alla prevenzione e alla gestione della violenza all'interno degli istituti italiani.
All'appuntamento sono stati invitati anche il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e la Sottosegretaria Paola Frassinetti, che, come annunciato da Palma, ha già confermato un proprio contributo a distanza.
L'obiettivo sarà mettere allo stesso tavolo studenti, docenti, istituzioni ed esperti, spostando l'attenzione dalla sola reazione agli episodi di violenza alla loro prevenzione.
«Non possiamo ricordarci della violenza soltanto il giorno dopo un'aggressione – ha sottolineato Palma –: dobbiamo avere la capacità di prevenirla prima che accada».
Il richiamo sugli istituti professionali e sugli alberghieri
Nel suo intervento il direttore de La Voce della Scuola ha inoltre rivolto un passaggio direttamente al ministro Valditara, riconoscendo gli interventi realizzati negli ultimi anni dopo una lunga fase di immobilismo, ma chiedendo una maggiore attenzione per gli istituti professionali e, in particolare, per gli alberghieri.
Palma, in qualità di portavoce del Manifesto “Salviamo gli Alberghieri”, ha ricordato il lancio degli Stati Generali degli Istituti Alberghieri, ribadendo che un semplice cambiamento di denominazione non può essere sufficiente a restituire dignità e forza a questo segmento dell'istruzione.
La richiesta è quella di una riforma capace di recuperare ciò che, secondo i promotori del Manifesto, la formazione professionale alberghiera ha progressivamente perduto negli ultimi vent'anni: identità, ore di laboratorio, centralità e riconoscimento.
«Dare spazio all'informazione significa moltiplicare le voci»
Nella parte conclusiva del suo intervento Palma ha rivolto un riconoscimento a Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, e alla stessa organizzazione sindacale per avere scelto di coinvolgere direttamente nel confronto i direttori, i giornalisti e gli autori delle principali testate specializzate nel mondo della scuola.
Una scelta definita significativa e che, secondo il direttore de La Voce della Scuola, potrebbe rappresentare un esempio anche per altre organizzazioni sindacali.
«Dare spazio all'informazione non significa cedere la parola: significa moltiplicare le voci, rendere trasparente il confronto e impedire che i problemi della scuola restino chiusi dentro le sue aule».
Un'affermazione che sintetizza uno dei messaggi emersi dalla giornata romana: la scuola non può affrontare in solitudine la crisi dell'autorevolezza docente. Occorre costruire un'alleanza più ampia tra insegnanti, famiglie, studenti, istituzioni, sindacati e informazione.
Perché la tutela degli insegnanti non riguarda soltanto chi lavora ogni giorno nelle aule. Riguarda la qualità dell'istruzione, la credibilità delle istituzioni e il ruolo che la società intende riconoscere alla scuola.
E, come ha concluso Palma, «una scuola che torna ad avere voce è una scuola che torna ad avere autorevolezza».