Giornata Internazionale di Sensibilizzazione sull'Autismo e Umanità: ogni vita ha valore

Oltre la consapevolezza, verso una cultura dei diritti

A cura di Redazione Redazione
31 marzo 2026 20:44
Giornata Internazionale di Sensibilizzazione sull'Autismo e Umanità: ogni vita ha valore -
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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/62/139, richiama l’attenzione della comunità educante, delle istituzioni e della società civile sulla necessità urgente di superare approcci superficiali e meramente celebrativi per abbracciare una prospettiva autenticamente fondata sui diritti umani.

Il tema scelto per il 2026, “Autism and Humanity – Every Life Has Value”, non è uno slogan, ma un imperativo etico e politico: riconoscere pienamente la dignità intrinseca di ogni persona autistica significa ridefinire i paradigmi culturali, educativi e sociali ancora troppo spesso ancorati a visioni riduttive o patologizzanti.

A quasi vent’anni dalla risoluzione del 2007, il passaggio dalla consapevolezza all’accettazione e quindi all’inclusione rappresenta una traiettoria ancora incompiuta. Le persone autistiche continuano a incontrare barriere sistemiche nell’accesso all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione sociale. Tali ostacoli non sono espressione di una condizione individuale, ma il riflesso di contesti incapaci di riconoscere e valorizzare la neurodiversità come risorsa.

In questo quadro, il recente messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite rafforza e attualizza l’urgenza dell’impegno collettivo: la dignità e il valore di ogni persona autistica non sono negoziabili e devono tradursi in diritti pienamente esigibili. Richiamando la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, viene ribadito che ogni individuo, indipendentemente dalla propria neurodiversità, è parte integrante della famiglia umana e titolare dell’intero spettro dei diritti fondamentali.

In un contesto globale segnato da incertezze e regressioni culturali, il riemergere di stereotipi e stigmi impone una risposta ferma: garantire alle persone autistiche non solo visibilità, ma autodeterminazione, accesso equo all’istruzione, opportunità lavorative dignitose e sistemi sanitari realmente inclusivi. Solo così sarà possibile consentire una partecipazione piena e consapevole alla vita sociale, valorizzando competenze e prospettive che arricchiscono l’intera collettività.

Il CNDDU sottolinea come la promozione dei diritti delle persone autistiche si inserisca pienamente nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) promossi dalle Nazioni Unite. L’inclusione della neurodiversità non rappresenta un ambito separato, ma una condizione trasversale per costruire società più giuste, resilienti e innovative.

Particolare rilevanza assume il ruolo dell’Institute of Neurodiversity, promotore dell’evento internazionale 2026, che incarna un modello avanzato di cambiamento sistemico fondato sull’esperienza diretta delle persone neurodivergenti e su un approccio centrato sulla persona.

Il Coordinamento Nazionale Docenti evidenzia con forza il ruolo strategico della scuola: non solo luogo di istruzione, ma spazio in cui si costruisce il riconoscimento della dignità umana. È qui che la differenza può diventare valore o, al contrario, essere marginalizzata. Per questo, è necessario promuovere una formazione docente continua e qualificata sui temi della neurodiversità, sostenere pratiche didattiche inclusive e garantire ambienti educativi realmente accessibili.

Questa esigenza emerge con particolare evidenza anche dai dati ufficiali più recenti: secondo il rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica sull’inclusione scolastica, riferito all’anno 2023/2024 e ad oggi il più aggiornato disponibile, gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono quasi 359.000, pari al 4,5% del totale, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni. All’interno di questo quadro, i disturbi dello sviluppo psicologico, tra cui rientra lo spettro autistico, rappresentano circa il 35% dei casi. In termini specifici, gli studenti con disturbo dello spettro autistico superano le 100.000 unità, arrivando a costituire circa un terzo della popolazione scolastica con disabilità. A ciò si affiancano le stime epidemiologiche dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui in Italia un bambino su 77 presenta un disturbo dello spettro autistico.

Questi dati, pur non riferiti ancora all’anno scolastico 2025/2026, delineano una crescita strutturale e continua che rende il fenomeno pienamente attuale e non più interpretabile come emergenziale, ma come elemento stabile della realtà educativa italiana.

In questa prospettiva, il CNDDU propone l’avvio di una pratica didattica innovativa che si discosta dalle modalità più diffuse, spesso limitate a momenti simbolici o a narrazioni esterne condivise anche in rete in occasione delle giornate dedicate alle diverse fragilità. Si tratta di un percorso educativo continuo che assume la presenza degli studenti autistici come principio generativo della didattica stessa: non più oggetto di attenzione, ma soggetti co-autori del processo educativo, capaci di incidere sulla costruzione dei linguaggi, degli spazi e delle relazioni scolastiche.

Una proposta che si differenzia profondamente dalle esperienze più comuni, perché non mira a raccontare l’inclusione né a rappresentare l’alterità, ma a trasformare la scuola in un ambiente che apprende dalla differenza, riconoscendola come criterio fondativo. In questo modo, l’inclusione non è più un obiettivo da raggiungere, ma una pratica quotidiana che ridefinisce il senso stesso dell’educazione ai diritti umani.

Solo una società che accetta di ripensarsi a partire dalle sue differenze, e non nonostante esse, può dirsi autenticamente umana.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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