Gite scolastiche, obblighi e responsabilità degli insegnanti
Organizzare e accompagnare non sono obblighi generali: regole, vigilanza, sicurezza e inclusione nelle gite scolastiche.
GITE SCOLASTICHE, TRA VALORE EDUCATIVO E RESPONSABILITÀ: I DOCENTI NON SONO OBBLIGATI A ORGANIZZARE O ACCOMPAGNARE
Le gite scolastiche, le visite guidate e I viaggi d’istruzione rappresentano un’importante occasione educativa. Consentono agli studenti di conoscere il territorio, approfondire quanto appreso in classe e vivere esperienze formative che spesso restano tra I ricordi più significativi del percorso scolastico.
Ma dietro ogni uscita c’è un’organizzazione complessa e, soprattutto, ci sono docenti che si assumono responsabilità rilevanti. Per questo è importante chiarire un punto che ancora oggi genera molte incomprensioni: non esiste un obbligo generale per il singolo docente di organizzare una gita né di rendersi disponibile come accompagnatore.
Con il D.P.R. 275/1999, le istituzioni scolastiche hanno acquisito autonomia organizzativa e didattica anche in materia di viaggi d’istruzione. La Nota ministeriale n. 2209 dell’11 aprile 2012 ha inoltre chiarito che l’organizzazione deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti per gli aspetti educativi e dal Consiglio d’Istituto per quelli organizzativi. La stessa Nota precisa che le precedenti disposizioni, tra cui la C.M. 291/1992 e la C.M. 623/1996, restano utili come riferimento, ma non hanno più carattere prescrittivo. Questo significa che oggi assume un ruolo centrale il Regolamento d’Istituto, che deve stabilire criteri, modalità organizzative, condizioni di sicurezza e procedure.
Organizzare una gita non è un obbligo individuale
Partecipare alla progettazione didattica della classe è una cosa. Assumersi l’organizzazione materiale di un viaggio è un’altra. Contatti, itinerari, documentazione, gestione delle adesioni, rapporti con le strutture, coordinamento e imprevisti non possono essere automaticamente attribuiti a un docente solo perché insegna in quella classe. La gita è un’attività della scuola, non del singolo insegnante. Per questo non è corretto dare per scontato che chi propone un’attività debba necessariamente occuparsi
di tutta l’organizzazione.
Accompagnare non è un obbligo generalizzato
Anche l’accompagnamento presuppone normalmente la disponibilità del docente. La scuola deve quindi verificare in anticipo che ci siano accompagnatori sufficienti a garantire sicurezza e vigilanza.
Se le disponibilità non ci sono, non si può semplicemente concludere che “qualcuno deve andare per forza”. Può significare che l’uscita, nelle condizioni previste, non è concretamente realizzabile. Il Regolamento d’Istituto può naturalmente prevedere criteri, priorità e rotazioni, ma non può trasformare automaticamente in obbligo personale ciò che non è previsto come tale dal rapporto di lavoro.
Quando il docente accetta, però, cambia tutto
Una volta data la propria disponibilità ed essere stati formalmente individuati come accompagnatori, l’attività diventa servizio a tutti gli effetti. Da quel momento scattano precisi obblighi di vigilanza.
L’art. 2048 del Codice civile disciplina la responsabilità dei precettori per I danni cagionati dagli allievi nel periodo in cui sono affidati alla loro vigilanza. La giurisprudenza ribadisce inoltre che il livello di vigilanza deve essere adeguato all’età degli studenti e alle concrete circostanze di tempo e luogo. Accompagnare una classe, quindi, non significa semplicemente partecipare a una gita. Significa assumersi una responsabilità concreta verso gli studenti affidati. Ed è proprio per questo che la
disponibilità non dovrebbe mai essere considerata una formalità.
Un accompagnatore ogni 15 alunni? Non è una regola rigida nazionale
Un altro equivoco frequente riguarda il numero degli accompagnatori. Il rapporto indicativo di un docente ogni 15 studenti deriva dalla C.M. 291/1992. Oggi, però, quella circolare non ha più carattere prescrittivo, come chiarito dal Ministero nel 2012. Spetta quindi alla scuola valutare il numero adeguato di accompagnatori in relazione all’età degli studenti, alla destinazione, alla durata del viaggio, alla presenza di pernottamenti, alle caratteristiche del gruppo e alle eventuali esigenze particolari. La sicurezza non può essere ridotta a un semplice rapporto numerico.
Alunni con disabilità: nessun automatismo sull’accompagnamento
La presenza di un alunno con disabilità richiede un’organizzazione inclusiva e adeguata ai suoi bisogni.
Questo, però, non significa che debba automaticamente essere il suo docente di sostegno ad accompagnarlo. Il docente di sostegno è docente della classe e l’organizzazione deve essere valutata in base al PEI, al livello di autonomia dell’alunno, alle caratteristiche dell’uscita e alle risorse necessarie.
Il principio deve restare uno: l’alunno deve poter partecipare in condizioni di sicurezza e reale inclusione.
Sicurezza dei trasporti: il docente non è un tecnico
La sicurezza del viaggio è fondamentale, ma anche qui occorre distinguere correttamente le responsabilità. Il docente accompagnatore deve segnalare eventuali situazioni palesemente pericolose, ma non è un meccanico, un ispettore o un agente di Polizia Stradale. Le verifiche tecniche sui mezzi, sui vettori e sui requisiti amministrativi spettano alla scuola e agli organismi competenti. Non si può quindi scaricare sul singolo docente una responsabilità tecnica che non appartiene al suo ruolo.
Un impegno importante, non sempre adeguatamente riconosciuto
I viaggi di più giorni possono comportare partenze all’alba, rientri serali, pernottamenti fuori casa, vigilanza prolungata e responsabilità elevate. Eppure non esiste oggi una generale indennità nazionale automatica riconosciuta a tutti I docenti accompagnatori. È anche per questo che il tema del riconoscimento dell’impegno e delle responsabilità continua a essere oggetto di confronto sindacale.
Una distinzione che va ricordata
Progettare una visita, organizzarla materialmente e accompagnare gli studenti sono tre attività diverse. Un docente può essere favorevole a un’uscita e non volerla organizzare. Può partecipare alla progettazione ma non dare disponibilità ad accompagnare. Può accompagnare senza essere la persona che ha curato tutta la parte organizzativa. Queste funzioni non vanno confuse. Le gite scolastiche
restano un’importante esperienza educativa, ma proprio per questo devono essere organizzate con chiarezza, equilibrio e rispetto delle responsabilità di tutti. La scuola deve programmare, raccogliere disponibilità, verificare le condizioni di sicurezza e garantire un’organizzazione sostenibile. Non può costruire un’attività dando per scontata la disponibilità personale dei docenti.