GPS 2026 e sostegno: l'equiparazione è fatta, le polemiche sono aperte
Il Ministero equipara TFA e percorsi Indire nelle GPS 2026. Titoli diversi, logiche diverse, politica di mezzo. Polemiche e ricorsi già avviati.
L'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 ha equiparato, ai fini del punteggio nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, la specializzazione TFA universitaria e i percorsi Indire per il sostegno. Da quel momento, il dibattito si è diviso esattamente come ci si poteva aspettare: chi ha fatto il TFA protesta, chi ha fatto Indire difende la scelta, e nel mezzo i partiti si posizionano.
I dati di partenza non sono in discussione. Il TFA vale 60 CFU, prevede tre prove selettive, frequenza obbligatoria in presenza, 300 ore di tirocinio strutturato, e rilascia un titolo universitario a tutti gli effetti. Il percorso Indire ne vale 40, è prevalentemente telematico, non ha selezione in ingresso, richiede almeno tre anni di servizio pregresso sul sostegno come requisito di accesso, e rilascia un titolo non universitario, valido esclusivamente sul territorio nazionale. Due percorsi oggettivamente diversi per struttura, durata, natura giuridica del titolo — lo stesso CSPI lo aveva scritto nero su bianco nel parere unanime dell'11 dicembre 2025, chiedendo una differenziazione. Il Ministero ha scelto diversamente.
La scelta ha una sua logica, e Mario Pittoni, responsabile scuola della Lega, non ha esitato a rivendicarla come risultato del lavoro del suo partito. La posizione è coerente: chi ha seguito i percorsi Indire porta con sé anni di lavoro diretto in classe, con alunni reali, in condizioni reali. Il servizio pregresso non è un surrogato della formazione, è un tipo diverso di formazione, e trattare i due percorsi come equivalenti significa riconoscere questo — anche a costo di una semplificazione.
Sul fronte opposto, Irene Manzi del PD è intervenuta con una interrogazione parlamentare al Ministro Valditara, spiegando che la semplificazione produce un'incoerenza interna: lo stesso sistema che distingue i due percorsi per struttura, CFU e natura giuridica del titolo li equipara poi in graduatoria, come se le differenze certificate non esistessero. E aggiunge che chi accede a Indire ha già anni di servizio contabilizzati come punteggio: l'equiparazione del titolo somma un riconoscimento a un riconoscimento già esistente.
Entrambe le posizioni hanno una tenuta logica. La scelta del Ministero è una scelta politica — nel senso più neutro del termine: una decisione che privilegia un equilibrio rispetto a un altro, con l’intento di risolvere un problema attuale in un sistema che da anni accumula precariato strutturale senza mai affrontarlo alla radice. Il CSPI era contrario, l'analogia giuridica usata per giustificarla è contestabile, e qualche TAR sarà probabilmente chiamato a pronunciarsi. Potrebbe dargli torto, o ragione.
Nel frattempo sono nate petizioni, si moltiplicano i comunicati sindacali, e il ciclo si avvia come sempre: ordinanza, polemiche, ricorsi. Ovviamente fino alla prossima ordinanza…