GPS, docenti costretti a scegliere al buio: la continuità didattica diventa una lotteria
Graduatorie pubblicate in ritardo e scelte al buio: perché il meccanismo delle supplenze mette a rischio sia la continuità didattica sia la stabilità dei docenti precari.
Il sistema delle supplenze scolastiche torna a far discutere, mettendo in luce un cortocircuito normativo che rischia di penalizzare fortemente i docenti precari e di vanificare lo stesso principio di continuità didattica tanto invocato dalle famiglie. Al centro della questione, esplosa in questi giorni con la chiusura dei termini per la presentazione delle 150 preferenze per le Graduatorie Provinciali di Supplenza (GPS), vi è un disallineamento temporale insostenibile tra le decisioni richieste ai lavoratori e la pubblicazione dei dati reali.
Il cortocircuito delle regole
Da un lato, la normativa tutela il diritto degli alunni con disabilità attraverso la richiesta di riconferma del docente di sostegno, uno strumento pensato per garantire la continuità educativa. Dall'altro, in moltissime province italiane, le graduatorie aggiornate non sono ancora state pubblicate al momento in cui i docenti devono effettuare le proprie scelte. Questo significa che un docente – ad esempio un insegnante originario o precedentemente inserito nella GPS di Napoli che l'anno scorso ha prestato servizio a Parma – si trova a dover compiere scelte alla cieca:
Il dilemma della riconferma: accettare la continuità su Parma senza sapere quale sarebbe stata la propria effettiva posizione di forza nella propria provincia d'origine.
Il rischio del cambio di provincia: scommettere sul trasferimento delle preferenze a Napoli, confidando nel proprio punteggio, per poi scoprire troppo tardi di trovarsi in una posizione troppo bassa per ottenere una cattedra utile, rimanendo di fatto "scoperti" anche nella provincia precedente a cui si era rinunciato.
Una scelta senza numeri reali
Il nodo cruciale denunciato dai sindacati e dai diretti interessati è proprio l'assenza di trasparenza preventiva. Pianificare il proprio futuro professionale e di vita senza conoscere il posizionamento in graduatoria trasforma la procedura delle 150 preferenze in una sorta di lotteria. I docenti si trovano stretti tra due fuochi: da un lato il dovere morale e professionale di rispondere alle richieste delle famiglie che chiedono stabilità per i propri figli; dall'altro la necessità di tutelare la propria stabilità occupazionale ed economica, spesso dovendo scegliere se riavvicinarsi a casa o mantenere una cattedra fuori sede.
Le richieste del mondo scolastico
La situazione che si registra in queste settimane in diverse province, inclusa quella di Napoli, evidenzia l'urgenza di una revisione strutturale dei tempi ministeriali. Senza una sincronizzazione certa tra la pubblicazione delle graduatorie definitive e le finestre temporali per la presentazione delle preferenze, il rischio è quello di alimentare ulteriore precarietà e di trasformare un diritto lodevole come la continuità didattica in un percorso a ostacoli imprevedibile per chi la scuola la sostiene ogni giorno in prima linea.