IA vs uomo. “Ci salverà il nostro capitale semantico” (L. Floridi)
IA vs uomo. Alla prospettiva della fine o del superamento dell'homo sapiens, L. Floridi contrappone una specificità di quest'ultimo: capitale semantico
IA vs uomo. "Ci salverà il nostro capitale semantico"
IA vs uomo. Il 2026 sarà l'anno dell'ulteriore ottimizzazione e performatività dell'IA. Coerentemente con l'impostazione ibrida del transumanesimo (superamento dei limiti biologici dell'essere umano, grazie alla tecnologia), qualcuno ipotizza l'arretramento e in prospettiva il superamento dell'homo sapiens. Il processo si attuerà attraverso il miglior immagazzinamento di informazioni, dati, le relazioni sempre più prossime e quindi calde, una maggiore capacità previsionale... Qualcuno ipotizza anche l'implementazione di porzioni di coscienza umana, finalizzata a simulare ogni relazione come umana.
Il suddetto scenario, però non è già scritto. Dipenderà da molti fattori interconnessi tra loro e anche da noi.
Su quest'ultimo aspetto è intervenuto L. Floridi professore ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione all’Università di Bologna. recentemente l'accademico ha pubblicato un interessante lavoro La differenza fondamentale (Mondadori, Milano 2025). La riflessione verte sulla possibilità di avere una seconda umanità, declinata nell'IA. L. Floridi rifiuta questo epilogo (almeno per ora), sostenendo la tesi che l’AI non è intelligente, è agente. Non pensa: agisce, rimandando alla capacità di azione autonoma e decisione deliberata. In questo ormai è accertata l'equiparazione con l'uomo.
L. Floridi individua nel capitale semantico l'unicum umano, non replicabile dalle macchine. "Mi serviva un concetto che andasse al di là di quello di cultura e che potesse includere anche le nostre conoscenze esperienziali. Ed è nato capitale semantico che significa ciò che mi caratterizza, essendo nato in quel Paese e in quel periodo storico, ed essendo vissuto in quel contesto, con quella lingua e in quella famiglia. Si tratta in sostanza della ricchezza, di esperienza e di cultura, di conoscenze e di storie, che mi permette non solo di capire il mondo e me stesso, ma anche di costruire la mia esistenza e darle una direzione, incidendo su quello che mi circonda. La parola capitale d’altronde indica un valore che dà valore"