IC 4 Bologna, il Tribunale condanna la dirigente per comportamento antisindacale

Il Tribunale del Lavoro riconosce il comportamento antisindacale e richiama la tutela del diritto costituzionale di sciopero.

A cura di Redazione Redazione
15 luglio 2026 20:59
IC 4 Bologna, il Tribunale condanna la dirigente per comportamento antisindacale -
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IC 4 DI BOLOGNA. IL TRIBUNALE DEL LAVORO CONDANNA LA

DIRIGENTE SCOLASTICA PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

“La condotta della Dirigente scolastica, che in occasione dello sciopero del 3 ottobre

2025 ha indebitamente ostacolato l’esercizio del diritto di sciopero di alcune docenti,

merita censura.

“Tale pronuncia si rende necessaria in considerazione della gravità delle condotte

addebitate alla Dirigente e della mancata definizione dei contrasti insorti con le docenti

coinvolte.

Queste alcune delle parole con cui il giudice ha accolto, con relativa condanna alle

spese, parte del ricorso presentato dai Cobas scuola per accertare il comportamento

antisindacale della dirigenza dell’IC 4 di Bologna in occasione degli scioperi contro il

genocidio in Palestina dell’autunno scorso.

Alcune docenti erano state chiamate telefonicamente dalla Dirigente, ad orari a dir

poco inusuali, e fatte oggetto di forti pressioni per desistere dalla scelta di scioperare.

Non solo, erano state investite da un turbine di accuse di slealtà e scorrettezza nei

confronti della dirigenza, della scuola, delle famiglie e delle/degli alunne/i nonché di

congetture sulla loro presunta mancanza di interesse per le motivazioni dello sciopero

che avrebbero utilizzato in modo strumentale al solo scopo di mettere in difficoltà la

Dirigente.

Il giudice ha ritenuto che la Dirigente scolastica, effettuando plurime telefonate ai

docenti coinvolti nello sciopero, alcune di esse anche nella tarda serata del 2 ottobre,

abbia posto in essere delle pressioni indebite idonee ad incidere negativamente sul libero

esercizio del diritto di sciopero delle insegnanti coinvolte; ciò indipendentemente dal

fatto che, poi, le docenti abbiano ugualmente aderito all’astensione collettiva. Le

insegnanti sono state illegittimamente ostacolate nel godimento di un diritto

costituzionalmente garantito, venendo accusate di slealtà per non aver preallertato, con

maggiore anticipo, la scuola della loro intenzione di scioperare senza che, per il vero, vi

fosse alcun obbligo in tal senso.Quanto all’attualità della condotta antisindacale è stato richiamato quanto affermato

dalla Cassazione e cioè che l’interesse ad una pronuncia di condotta antisindacale si

radica nell'esigenza di evitare che il trascorrere del tempo sia di avallo definitivo a

comportamenti prevaricatori, in spregio ad un corretto andamento delle relazioni

intersindacali, arrivando alla conclusione che tale pronuncia si rende necessaria in

considerazione della gravità delle condotte addebitate alla Dirigente e della mancata

definizione dei contrasti insorti con le docenti coinvolte.

E’ significativo che il giudizio in merito all’attualità della condotta antisindacale abbia

sottolineato il permanere nel tempo degli effetti dei comportamenti messi in atto. La

sentenza può essere letta come un segno evidente di quel clima di malessere che abbiamo

denunciato nelle settimane scorse, sulla base delle testimonianze ricevute, per dare conto

dell’altissimo numero di trasferimenti richiesti e ottenuti dalle docenti della scuola. Quelli

che sono emersi nel processo sono con tutta evidenza comportamenti prevaricatori

abnormi che testimoniano l’attitudine ad agire al di fuori di una cornice di regole rispettose

della sfera di autonomia decisionale di chi lavora a scuola e persino dei diritti

costituzionalmente garantiti. Proprio per la loro eccezionalità questi comportamenti

evidenziano una attitudine al comando che sembra avere perduto il senso del limite

erodendo lo spazio dell’autonomia e della dignità professionale, ma anche personale, di chi

lavora a scuola.

Per avere dato voce al malessere diffuso siamo stati accusati di diffamazione dalla

Dirigente scolastica, screditati dal comunicato dei Dirigenti scolastici - una difesa d’ufficio

della Dirigente poco motivata e presumibilmente poco informata - e infine incredibilmente

attaccati dalla FLC CGIL che invece la situazione dell’IC 4 la conosceva benissimo, a partire

proprio da quei comportamenti antisindacali attuati nello sciopero del 3 ottobre (che la

stessa CGIL aveva indetto!). Invisibili alla FLC CGIL di Bologna, le lavoratrici hanno ottenuto

giustizia e risarcimento morale nell’aula del tribunale del lavoro.

Chissà se, alla luce di quanto recentemente emerso, qualche collega, qualche dirigente,

qualche sindacalista e anche qualche politico sentirà il bisogno di una riflessione e

riconoscerà di non aver saputo o voluto cogliere i segnali di difficoltà e disagio che

emergevano all’interno della comunità scolastica.

I COBAS continueranno a rimanere al fianco di chi lotta collettivamente per il diritto ad

un ambiente di lavoro sereno, democratico e collaborativo, pronti a convergere con

chiunque assuma la dignità e il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori come principio non

negoziabile della vita scolastica.

COBAS SCUOLA BOLOGNA

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