Idonei concorso DS Campania: l’amministrazione attende la sentenza per l’assunzione
I ricorrenti parlano di abuso, l’Ufficio rivendica la prudenza.
Sei dei sette idonei del concorso ordinario per dirigenti scolastici del 2023, collocati in Campania tra il 35° e il 41° posto della graduatoria integrata, attendono una nomina che non arriva. Hanno fatto ricorso al TAR contro il riparto dei posti vacanti tra concorso e mobilità interregionale. La decisione è attesa dopo l’udienza di gennaio.
Come si è arrivati qui
La legge 199/2025, all’articolo 1, comma 528, ha previsto l’integrazione delle graduatorie del concorso 2023 con gli idonei. Per l’a.s. 2026/2027, però, la mobilità interregionale ha potuto contare sul 100 per cento dei posti vacanti, fatti salvi i contingenti regionali dei vincitori, distinti dagli idonei in graduatoria. In Campania il contingente è di 34 posti, di cui 18 riservati ai vincitori assunti al 1° settembre. Secondo i ricorrenti non bisognava distinguere tra idonei e vincitori, e la priorità data alla mobilità ha compresso il loro diritto a essere assunti.
A luglio il TAR Campania, con decreto monocratico, ha ordinato all’USR di riesaminare il riparto. L’Ufficio ha quindi accantonato sette posti, sottratti alla quota della mobilità, da destinare agli idonei solo in caso di esito sfavorevole del giudizio per l’Amministrazione. Il 7 agosto il DM 165 ha autorizzato per la Campania 25 assunzioni, cioè i 18 posti dei vincitori più i 7 accantonati. Secondo l’USR, il decreto ministeriale richiama nelle premesse il provvedimento del TAR e subordina l’utilizzo di quei posti alla soccombenza dell’Amministrazione.
Dagli accantonamenti al decreto del 15 ottobre
Il 21 agosto, dopo la rinuncia di un vincitore, è stata assunta una candidata idonea, e gli accantonamenti in attesa di sentenza sono scesi a sei. Con l’ordinanza cautelare del 15 settembre il TAR ha imposto all’USR un riesame motivato entro trenta giorni, mantenendo nel frattempo l’accantonamento a tutela dei ricorrenti. Il 15 ottobre la direttrice generale Monica Matano ha confermato integralmente le precedenti determinazioni. Nel decreto si legge che la riserva sottratta alla mobilità non può superare il numero dei vincitori ancora in graduatoria, mentre l’accantonamento dei sette posti ha natura cautelare, disposto in attesa del giudizio. Si legge inoltre che serve a evitare esuberi di personale, vietati dall’articolo 10-bis del decreto legge 45/2025.
Le posizioni
I sei idonei, in una nota diffusa nei giorni scorsi, sostengono che le assunzioni sarebbero in realtà possibili già oggi e che il congelamento fino alla sentenza sia privo di una base giuridica esplicita. Chiedono l’intervento del ministro Valditara e parlano di un trattamento diverso rispetto ad altre regioni. La posizione dell’USR è quella espressa nel decreto del 15 ottobre, secondo cui bisogna attendere l’esito del giudizio per non pregiudicare la posizione dei ricorrenti e per non creare situazioni irreversibili in caso di vittoria dell’Amministrazione.
Cosa succede ora
L’udienza di merito è fissata per il 28 gennaio 2027. Se il TAR darà ragione ai ricorrenti, i sei posti potranno essere assegnati agli idonei. In caso contrario tornerebbero alla mobilità e i sei resterebbero nella graduatoria integrata, in attesa di nuove facoltà assunzionali. Nel frattempo i posti accantonati restano scoperti.