Il caro vita costringe migliaia di docenti precari meridionali o del Centro Italia a rinunciare all’immissione in ruolo al Nord

Per Anief è paradossale: subito indennità per i fuori sede, sconti fiscali su affitti e trasporti

A cura di Redazione Redazione
04 settembre 2026 10:37
Il caro vita costringe migliaia di docenti precari meridionali o del Centro Italia a rinunciare all’immissione in ruolo al Nord - TASCHE VUOTE SENZA SOLDI
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L’allarme per il caro vita si abbatte anche sui docenti precari della scuola: in migliaia rinunciano all’immissione in ruolo al Nord e la decisione per molti di loro ha il sapore della beffa se solo si pensa che sono da diversi anni in attesa di questo momento di stabilizzazione professionale. Il sindacato autonomo Anief ritiene che la situazione che si è venuta a determinare ha dell’incredibile considerando che nella scuola l’anno scolastico è ripreso con oltre 200mila supplenti da assumere: non si sarebbe venuta a creare se solo fossero state previste delle indennità per i lavoratori fuori sede, come pure degli sconti fiscali sugli affitti e sui trasporti. “Tutte disposizione che dopo quanto accaduto diventano per noi inderogabili”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

I numeri su chi ha detto no sono impietosi: 300 docenti che rinunciano in Toscana su 2.000 immissioni in ruolo, 383 posti vuoti in Friuli Venezia Giulia su 1.097 autorizzati, 562 nominati in Liguria su 1.407 immissioni in ruolo, più migliaia di cattedre scoperte in Lombardia specialmente nella primaria. È l'allarme che lancia il sindacato Anief che chiede specifiche risorse in Legge di bilancio per garantire la continuità didattica e affrontare il diverso costo della vita che porta chi lavora nelle scuole italiane a decidere di rinunciare alla stabilizzazione perché lontana da casa: il motivo è semplice, non lasciare lo stipendio per la mera sussistenza.

“Le rinunce ai contratti a tempo indeterminato di queste ore – commenta Marcello Pacifico – dimostrano che è necessario introdurre una specifica indennità per chi lavora fuori sede, come già avviene nel privato. La maggior parte degli insegnanti è pendolare e viene dal Sud. Per il caro affitti servono le norme attuative del Piano casa e modifiche per permettano lo sgravio fiscale previsto per chi lavora in montagna, oltre che esenzioni fiscali per le spese dei trasporti. Come sindacato autonomo lo abbiamo chiesto al tavolo con l’Aran per il rinnovo contrattuale”, conclude il presidente Anief.

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