Il rinnovo del CCNL non può più prescindere dalla mobilità intercompartimentale
Tale richiesta è ora sostenuta da oltre 10.450 insegnanti
MOBILITÀ INTERCOMPARTIMENTALE DOCENTI
COMUNICATO N. 25
Oltre l’Anief, anche la Uil Scuola Rua la ritiene necessaria
I numeri del Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti continuano a crescere e sono raddoppiati nell’arco di circa sei mesi.
Dal 4 settembre 2025 in cui il movimento contava 5250 iscritti, il movimento ha raggiunto le 8300 adesioni alla fine di dicembre, per poi superare le 10.000 lo scorso 2 marzo.
Sono dati inequivocabili che sottolineano una scelta radicale: il desiderio di porre le proprie competenze al servizio di un altro ramo della PA.
Se da una parte il fenomeno dovrebbe determinare delle domande nel legislatore su cosa sia diventata la professione insegnante negli ultimi lustri, dall’altra non si può più lasciare che le voci emerse dal gruppo rimangano nell’oblìo, inascoltate.
Alla base di tale incremento emerge un disagio presente in parte della categoria, imputabile a una serie di motivazioni: dal mancato riconoscimento sociale ed economico del lavoro, alla crescita burocratica delle incombenze; dalla snaturalizzazione della funzione docente fino al forte rischio burnout. A queste si aggiunge anche il desiderio di molti insegnanti di misurare le proprie competenze al servizio di un altro ramo della PA, al fine di mettersi nuovamente in gioco in una nuova carriera statale.
I componenti del Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti chiedono, pertanto, in maniera chiara ed inequivocabile, un diritto, negato solo al comparto Scuola. E si adoperano per avere le stesse possibilità concesse al resto del pubblico impiego.
Di fronte al quadro di una richiesta evidente che si perpetua da quasi tre anni, lo scorso 11 marzo, in concomitanza dell’apertura del rinnovo contrattuale per il personale della Scuola, è emersa una nuova importante notizia.
All’impegno profuso da Anief, che da tempo appoggia l’iniziativa della mobilità intercompartimentale, culminato negli emendamenti proposti alle Commissioni parlamentari nel 2025, ora si aggiunge un altro sindacato favorevole alla questione: la Uil Scuola Rua..
È ciò che emerge da un report di quest’ultima, dove si specifica che la mobilità intercompartimentale diventa una priorità, ed è considerata necessaria per superare i vincoli della legge 311/2004 che impediscono “la piena valorizzazione della professionalità e delle competenze acquisite”.
L’adesione della Uil Scuola Rua, rappresenta un passo fondamentale in termini di consapevolezza sindacale, un riconoscimento della bontà della nostra iniziativa e al contempo un segnale verso ciò che il MID ritiene un obiettivo fondamentale, non solo per i suoi promotori, ma per l’intera categoria.
L’ottenimento di un diritto, da vent’anni negato, infatti, diventa prioritario per la categoria in quanto è oggi indispensabile avere la possibilità di usufruirne, anche se il singolo individuo non desidera avvalersene.
Per questo il gruppo plaude all’impegno da tempo profuso da Anief e alla nuova apertura della Uil, che hanno compreso l’importanza del tema, e invita le altre forze sindacali a convergere sull’inserimento della mobilità intercompartimentale nel nuovo CCNL, per non perdere l’appuntamento con il raggiungimemto di un’equità tra comparti.
Alla luce di tali considerazioni il MID richiede pertanto già dal prossimo CCNL e da un intervento legislativo:
● il passaggio verso altro ramo della P.A. per il personale scolastico;
● la possibilità di accedere all’eventuale carenza di posti emergenti dagli uffici del MIM, quali dipendenti dello stesso Ministero, senza bandire un concorso esterno;
● l’ottenimento dei buoni pasto;
● il riconoscimento per tutta la categoria di professione usurante e l’ottenimento della pensione anticipata a 60 anni senza penalizzazioni.
Il gruppo richiede inoltre:
● la mobilità semplice per i docenti di ruolo che possa avvenire ogni anno, come nel resto della PA, senza il vincolo triennale;
● lo stop alla burocratizzazione della Scuola.
Il MID, composto allo stato attuale da oltre 10.450 insegnanti, continuerà con abnegazione il proprio impegno al fine di sanare quella che ritiene una discriminazione rispetto all'art. 3 Costituzione e alla direttiva europea 2000/78/CE sulle pari opportunità.
Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti