Il valore del tempo libero: perché fa bene alla mente
Intervista ad Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica italiana e Full Member dell’International Psychoanalytical Association
Di Marialuisa Roscino
Studio e lavoro occupano gran parte delle nostre giornate, riducendo lo spazio vitale dedicato al riequilibrio interiore e spesso agendo proprio a discapito del nostro benessere psicofisico. In un contesto sociale dominato sempre più spesso dalla frenesia, dalla produttività a tutti i costi e dall'iperconnessione, sorge spontanea una domanda cruciale: cos'è davvero il tempo libero? E perché, troppo spesso, corriamo il rischio di trasformarlo nell'ennesima prestazione da compiere con rigore e perfezionismo? Per rispondere a questi interrogativi e riflettere sul nostro stile di vita, approfondiamo oggi il tema insieme alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell'International Psychoanalytical Association (IPA).
Insieme, in questa intervista, esploreremo come attività apparentemente semplici, come lo sport, l'arte, gli hobby e le pause quotidiane, non siano mere distrazioni o passatempi futili, bensì veri catalizzatori fondamentali per la crescita e lo sviluppo emotivo di bambini e adolescenti, presidi di salute mentale trasversali, essenziali per preservare l'equilibrio a tutte le età, dagli anni della formazione fino età adulta e senile.
Dott.ssa Lucattini, spesso pensiamo al tempo libero come a un "premio" o a un momento di stacco. Dal punto di vista psicologico, qual è la sua vera funzione dopo ore di studio o di lavoro?
Il tempo libero non è un premio, ma un tempo necessario al funzionamento psichico. Dopo ore di studio o di lavoro permette un temporaneo disinvestimento dalle richieste esterne e dalla dimensione prestazionale, restituendo spazio alla vita interna, alla fantasia e all’elaborazione delle esperienze accumulate durante la giornata. In termini psicoanalitici, consente all’Io di allentare il controllo e di redistribuire le proprie energie su più attività anche diverse tra di loro, invece di mantenerle costantemente concentrate su di un’unica mansione. Questo “stacco” favorisce anche la regolazione emotiva e riduce il rischio che tensione e sovraccarico diventino una condizione mentale permanente e disturbante. Non si tratta quindi di tempo sottratto alla produttività, è uno dei presupposti perché attenzione, creatività e capacità di pensare restino vivi e costanti, senza cadute e arresti improvvisi (PLOS ONE, 2025).
Il tempo libero non dovrebbe essere visto solo come un "tempo aggiuntivo alla nostra routine quotidiana" o un premio di consolazione, ma come uno spazio fondamentale di recupero psicofisico. Crede che sia necessario uscire dalla logica dell'efficienza "estrema" per ritrovare un contatto autentico con se stessi?
La logica dell’efficienza, quando diventa pervasiva, rischia di trasformarsi in un vero imperativo interno: bisogna produrre, migliorare, utilizzare bene perfino il tempo libero. In termini psicoanalitici, è una pressione superegoica ovvero razionale e legata al senso del dovere, che può sottrarre spazio alla spontaneità, al desiderio e alla capacità di stare semplicemente bene con se stessi. Il tempo libero ha invece una funzione preziosa proprio quando non deve necessariamente servire a qualcosa, infatti, permette di allentare il controllo, recuperare il contatto con la propria vita interiore e lasciare emergere pensieri, fantasie e interessi non organizzati dalla prestazione. Anche il non fare, in questo senso, può essere psichicamente molto attivo (Journal of Applied Psychology, 2025).
Spesso lo sport e l'attività fisica vengono indicati come i principali alleati contro lo stress. Come agiscono, sul corpo, in particolare, nei più giovani?
Nei bambini e negli adolescenti il movimento è un potente regolatore dell’attivazione psicofisica. L’attività fisica interviene sui sistemi biologici dello stress, in particolare sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sul sistema nervoso autonomo, favorendo nel tempo una maggiore flessibilità tra attivazione e recupero. Sul piano psicoanalitico, il corpo in movimento offre inoltre una via di espressione e trasformazione a tensioni ed eccitazioni che, soprattutto nei più giovani, non sempre sono ancora pienamente rappresentabili con le parole. Non è quindi soltanto uno scarico della tensione poiché attraverso il movimento, l’esperienza corporea può essere regolata molto meglio, integrata mentalmente e progressivamente resa pensabile. È particolarmente importante in età evolutiva, quando i sistemi neurovegetativi e le capacità di autoregolazione sono ancora in maturazione (Psychoneuroendocrinology, 2025).
Per i ragazzi, le attività extrascolastiche rappresentano spesso uno "spazio terzo" rispetto alla famiglia e alla scuola. Che valore possono avere nello specifico luoghi come il teatro o i laboratori creativi?
Il teatro e i laboratori creativi possono diventare quello che, in termini winnicottiani, definiamo uno spazio potenziale, “transizionale” ovvero un luogo intermedio tra mondo interno e realtà esterna, nel quale il ragazzo può sperimentare parti di sé senza sentirsi immediatamente giudicato o valutato. Attraverso il gioco, la rappresentazione, il corpo e la creatività, emozioni ancora difficili da nominare possono trovare una forma simbolica e diventare più pensabili. Sono inoltre contesti importanti per il processo di separazione-individuazione, fondamentale durante l’adolescenza, permettono di uscire temporaneamente dai ruoli familiari e scolastici, incontrare i coetanei e costruire appartenenze e aspetti nuovi della propria identità. Per questo, non sono semplici attività accessorie, ma veri spazi di crescita psichica (SSM – Population Health, 2025).
Attività come disegnare, suonare, scrivere o danzare vengono spesso associate alla creatività. In che modo, aiutano i bambini a elaborare ciò che le parole non riescono a esprimere?
Le attività creative offrono al bambino un linguaggio sotto forma di metafora quando quello verbale non è ancora pienamente sviluppato e ricco, in parole e concetti complessi. Disegnare, suonare, scrivere o ballare permette di dare forma a emozioni, fantasie e conflitti difficili da nominare, trasformando un vissuto ancora grezzo, infantile, in qualcosa che può essere rappresentato mentalmente e quindi pensato. In termini psicoanalitici, favoriscono i processi di simbolizzazione e pensiero astratto, e di integrazione tra esperienza corporea, affettività e capacità di pensiero (Scientific Reports, 2025).
Passando agli adulti, quanto è importante che un hobby sia nettamente distinto rispetto alla propria professione?
È sempre utile e spesso necessario per il benessere personale, che qualche hobby (che per definizione è un’attività non retribuita) introduca una discontinuità, un tempo diverso e piacevole, rilassante e stimolante, rispetto al lavoro, soprattutto sul piano psicologico. Un’attività diversa consente di disinvestire temporaneamente dal ruolo professionale, ridurre la ruminazione legata al lavoro e riattivare parti del Sé meno coinvolte nella prestazione. In termini psicoanalitici, apre uno spazio di libertà psichica in cui desiderio, curiosità e piacere possono tornare ad avere un valore non utilitaristico. Da non trascurare l’importanza del movimento, in casa nelle piccole pause, delle passeggiate prima e dopo il lavoro, andare in bicicletta e praticare uno sport amatoriale durante il fine settimana. Avere un ritmo regolare in cui fare attività fisica strutturata, con un insegnante o un maestro, è un modo eccellente per staccare dal lavoro, dagli obblighi scolastici e della gestione della famiglia e della casa. (International Journal of Environmental Research and Public Health, 2026).
C'è però un rischio moderno che anche il tempo libero rischia di diventare una "prestazione" o una competizione. Quando una passione smette di fare bene?
Una passione non fa più stare bene quando perde dalla dimensione di piacere e libertà e diventa un obbligo interiore, un altro "dovere". In termini psicoanalitici, il desiderio viene allora colonizzato da un ideale non raggiungibile e dal bisogno di efficienza e prestazionale. Quando diviene un impegno ossessionante, un vero e proprio "secondo lavoro". A quel punto, non si fa più qualcosa perché nutre, ma per sentirsi adeguati, migliori o all’altezza. Quando compaiono rigidità, senso di colpa se ci si ferma al confronto continuo con gli altri, il tempo libero non rigenera più, ma crea un’ulteriore pressione psicologica da cui in realtà dovrebbe proteggere (European Journal of Sport Science, 2025).
Per concludere, spesso demandiamo il recupero psicofisico nel weekend o durante le vacanze. Qual è, invece, il messaggio che si sente di lasciare sull'importanza delle piccole pause durante il giorno? Quali consigli si sente di dare in merito?
Le piccole pause durante la routine quotidiana, aiutano a diminuire la tensione e a recuperare attenzione e sono indispensabili. Però, la mente ha bisogno anche di momenti più prolungati di recupero in modo da staccarsi momentaneamente dalle richieste esterne e dalla continua sollecitazione degli strumenti digitale in cui siamo immersi. Questo è importante per centrarsi, ritrovare il proprio baricentro. Inoltre, è indispensabile per far emergere pensieri, fantasie e desideri che i dispositivi elettronici e i contenuti social schiacciano e appiattiscono. Il riposo autentico per la la mente è quando è possibile dedicarsi a se stessi e alla propria vita con ritmi diversi, personalizzati.
-Creare ogni giorno zone senza smartphone, soprattutto durante i pasti, le passeggiate e prima di dormire;
-Riscoprire la lettura, anche e-ebook e audiolibri, poiché richiede un’attenzione lenta e continuativa, diversa dalla frammentazione tipica dello scrolling;
-Concedersi un buon film senza seconde attività, magari con qualcuno, evitando di guardarlo contemporaneamente al telefono;
-Ascoltare musica di ogni genere, classica e moderna, lasciandosi incuriosire da linguaggi e generi nuovi, la musica mobilita affetti, ricordi e immaginazione;
-Ballare, anche a casa, in ogni piccola pausa, poiché moto e ritmo fanno bene a tutto.