Istituti Alberghieri, da La Voce della Scuola a una proposta di legge
Costruiamo insieme il futuro della formazione professionale
L’iniziativa promossa da La Voce della Scuola entra nel vivo. Arrivano le prime proposte dal mondo della scuola: più laboratorio, maggiore centralità delle discipline tecnico-pratiche, formazione sul campo e protagonismo degli studenti. Ora la sfida è più grande: raccogliere un dato nazionale e trasformare esperienze e proposte in un progetto concreto da portare alle istituzioni.
L’iniziativa “La tua voce può diventare una proposta”, lanciata da La Voce della Scuola, nasce da una convinzione precisa: chi vive ogni giorno la scuola deve poter contribuire concretamente a disegnarne il futuro.
Non un semplice spazio di discussione, dunque, ma un percorso di ascolto e partecipazione che coinvolga docenti, insegnanti tecnico-pratici, dirigenti scolastici, studenti, ex studenti, famiglie e professionisti del settore, con l’obiettivo di raccogliere dati, testimonianze, criticità e proposte provenienti direttamente dalla realtà degli Istituti Alberghieri italiani.
L’ambizione è trasformare tante esperienze individuali in una voce collettiva, sufficientemente forte e rappresentativa da poter essere portata all’attenzione delle istituzioni.
E le prime risposte dimostrano quanto questo confronto sia necessario.
La voce di un docente: più pratica e una scuola realmente professionalizzante
Tra i primi contributi ricevuti c’è quello del professor Tommaso Foscarini, che interviene ponendo al centro una questione fondamentale: il rapporto tra formazione scolastica, attività laboratoriali e competenze professionali.
Secondo il docente, è indispensabile innanzitutto aumentare il monte ore delle discipline tecnico-pratiche, mantenendo l’attuale percorso quinquennale ma rendendolo maggiormente professionalizzante.
Una proposta che parte da un principio semplice: un Istituto Alberghiero deve certamente garantire una solida preparazione culturale, ma non può perdere quella specificità che lo distingue e che ne rappresenta la ragione stessa di esistere.
Il sapere deve necessariamente incontrare il saper fare.
Cucina, Sala e Vendita e Accoglienza Turistica non possono essere considerate componenti marginali della formazione: rappresentano il cuore professionalizzante del percorso.
Foscarini propone inoltre di valutare l’introduzione, dopo il diploma, di un anno specialistico esclusivamente pratico, da svolgersi all’interno di strutture ricettive sul territorio nazionale, con il conseguimento al termine del percorso di una qualifica ufficiale di “secondo livello”.
Nella visione del docente, questo percorso potrebbe rappresentare anche una possibile alternativa agli ITS, nei confronti dei quali esprime una posizione fortemente critica, in particolare rispetto alle ricadute sul ruolo e sulla valorizzazione degli insegnanti tecnico-pratici.
Un’altra ipotesi avanzata è quella di mantenere il percorso complessivo entro i cinque anni, prevedendo però un anno interamente dedicato al tirocinio e alla formazione sul campo.
Proposte differenti, quindi, ma accomunate da una stessa domanda: quale identità vogliamo dare all’Istituto Alberghiero del futuro?
Restituire centralità al “saper fare”
La riflessione del professor Foscarini tocca uno dei nodi centrali dell’istruzione professionale.
Formare un futuro professionista dell’ospitalità significa certamente trasmettere conoscenze, cultura e capacità critica. Ma significa anche permettere agli studenti di esercitarsi, sbagliare, correggersi, organizzare il lavoro, confrontarsi con situazioni concrete e acquisire progressivamente autonomia e responsabilità.
Per questo appare particolarmente interessante un altro elemento della proposta: rendere gli studenti protagonisti delle esercitazioni pratiche dei diversi settori, coinvolgendoli direttamente nella loro organizzazione e nel coordinamento delle attività, compresa la gestione di eventi.
Non studenti chiamati soltanto a eseguire, ma ragazzi capaci progressivamente di progettare, organizzare, collaborare tra reparti e assumersi responsabilità.
Una scuola-laboratorio nella quale Cucina, Sala e Vendita e Accoglienza Turistica possano lavorare in maniera coordinata, riproducendo il più possibile le dinamiche che gli studenti incontreranno nelle strutture ricettive e nel mondo professionale.
Questa potrebbe rappresentare una delle best practice da valorizzare e mettere a sistema a livello nazionale.
Un contributo che dimostra il valore dell’iniziativa
La risposta del professor Foscarini è importante non soltanto per il contenuto delle proposte avanzate.
È importante perché dimostra esattamente ciò che questa iniziativa vuole realizzare: far emergere dalla scuola reale idee che possano diventare materia di confronto e, successivamente, proposta politica e legislativa.
Nelle scuole italiane esiste un patrimonio enorme di esperienze, professionalità e conoscenze che troppo spesso rimane confinato nei laboratori, nelle aule, nei collegi dei docenti o nelle conversazioni tra addetti ai lavori.
La Voce della Scuola vuole provare a mettere in comunicazione questo patrimonio.
Non per sostenere aprioristicamente una singola soluzione, ma per confrontare modelli differenti e capire quali interventi possano realmente migliorare l’istruzione alberghiera italiana.
Quante ore di laboratorio sono necessarie?
Quale rapporto deve esserci tra discipline teoriche e tecnico-pratiche?
Come dovrebbe essere organizzato il tirocinio?
Quale ruolo devono avere gli ITP?
Come rafforzarne e valorizzarne la funzione?
Quale rapporto dovrebbe esistere tra scuola, imprese e strutture ricettive?
È preferibile prevedere un anno specialistico dopo il diploma oppure integrare maggiormente la formazione sul campo nel quinquennio?
E, soprattutto, come possiamo restituire agli studenti la centralità che dovrebbe caratterizzare ogni autentico percorso professionale?
Sono domande alle quali non vogliamo rispondere da soli.
Il sondaggio: trasformiamo tante voci in un dato nazionale
Perché questa iniziativa possa acquisire forza, tuttavia, non sono sufficienti singole testimonianze, per quanto autorevoli e significative.
Abbiamo bisogno di numeri. Abbiamo bisogno di partecipazione. Abbiamo bisogno di un dato nazionale.
Per questo La Voce della Scuola invita docenti, ITP, dirigenti scolastici, studenti, ex studenti, famiglie e professionisti del settore a compilare il sondaggio dedicato agli Istituti Alberghieri.
La partecipazione al questionario rappresenta il primo passo di un percorso più ampio.
Ma compilare il sondaggio non basta.
Chiediamo a ciascun lettore di diventare parte attiva dell’iniziativa, condividendo e divulgando il questionario tra colleghi, studenti, ex studenti, gruppi scolastici e professionali e rendendolo disponibile anche attraverso le proprie pagine e i propri profili social.
Ogni condivisione può raggiungere una scuola diversa, una provincia diversa, una regione diversa.
L’obiettivo è ottenere una partecipazione quanto più possibile ampia e territorialmente diffusa, così da costruire un dato unitario su scala nazionale, capace di restituire una fotografia significativa delle esigenze, delle criticità e delle aspettative di chi vive gli Istituti Alberghieri italiani.
Più ampia sarà la partecipazione, maggiore sarà il peso, il valore e la credibilità dei risultati che potranno essere presentati alle istituzioni.
Non vogliamo limitarci a dire che “la scuola chiede un cambiamento”.
Vogliamo poterlo documentare attraverso i dati.
Compila, condividi, coinvolgi
La riuscita dell’iniziativa dipende quindi anche da ciascuno di noi.
L’invito rivolto ai lettori è semplice:
compilate il sondaggio, condividetelo e invitate altre persone a partecipare.
Pubblicatelo sulle vostre pagine social personali, condividetelo nei gruppi dedicati alla scuola e al settore dell’ospitalità, fatelo conoscere ai colleghi, agli studenti e agli ex studenti.
L’obiettivo non è ottenere una semplice somma di risposte, ma costruire una voce nazionale degli Istituti Alberghieri italiani.
Una voce fondata sui dati, sulle esperienze e sulle proposte di chi questa scuola la vive ogni giorno.
Dal sondaggio alla costruzione di una proposta di legge
Il sondaggio, però, non rappresenta il punto di arrivo.
Rappresenta il punto di partenza.
I dati raccolti dovranno essere analizzati e messi in relazione con le testimonianze, le esperienze e le proposte che arriveranno dal mondo scolastico e professionale.
Da qui può nascere qualcosa di ancora più ambizioso: una proposta organica costruita dal basso e capace di arrivare nelle sedi istituzionali.
La Voce della Scuola intende pertanto favorire la costituzione di un gruppo di lavoro aperto e partecipato, nel quale possano confrontarsi docenti, ITP, dirigenti scolastici, studenti, ex studenti, professionisti della ristorazione, dell’ospitalità e del turismo, insieme a tutti coloro che possano mettere a disposizione competenze, esperienze e contributi tecnici.
L’obiettivo è lavorare alla costruzione partecipata di una proposta di legge che parta dai bisogni reali degli Istituti Alberghieri e sappia tradurli in interventi concreti, sostenibili e coerenti con la loro natura professionale.
Non una riforma pensata esclusivamente dall’alto, quindi, ma una proposta alla quale possano contribuire coloro che conoscono direttamente potenzialità e criticità di questi percorsi.
Perché le riforme della scuola possono essere discusse nei palazzi istituzionali, ma le esigenze della scuola nascono nelle aule, nei laboratori, nelle cucine didattiche, nelle sale, nei front office e nell’esperienza quotidiana di studenti e docenti.
Vuoi contribuire direttamente alla proposta?
Chiunque sia interessato a partecipare attivamente alla costruzione della proposta di legge, mettendo a disposizione idee, competenze, esperienze, proposte o contributi tecnici, può manifestare la propria disponibilità scrivendo a:
L’invito è rivolto all’intera comunità scolastica e professionale.
Non cerchiamo soltanto adesioni. Cerchiamo persone disponibili a costruire.
Il percorso può partire da tre azioni concrete: partecipare, condividere, proporre.
Partecipare al sondaggio per trasformare le singole esperienze in un dato nazionale.
Condividerlo per raggiungere il maggior numero possibile di scuole e territori.
Proporre idee e soluzioni per trasformare quei dati in un progetto concreto.
Prima raccogliamo le voci. Poi trasformiamole in dati. Dai dati costruiamo la proposta. E con la forza di una comunità nazionale portiamola nelle sedi istituzionali.
Perché rilanciare gli Istituti Alberghieri significa investire nella scuola, nel lavoro, nel turismo, nella ristorazione, nell’ospitalità e, soprattutto, nel futuro professionale di migliaia di ragazze e ragazzi.
La tua voce può diventare una proposta. Ma tante voci, insieme, possono diventare cambiamento.