L'autonomia è più importante della libertà

Imparare a stare da soli: una lezione imparata alla Volkshochschule

04 settembre 2026 10:27
L'autonomia è più importante della libertà -
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C’è una cosa che un insegnante tedesco mi fece capire durante una lezione alla Volkshochschule (VHS) e che, a distanza di tempo, mi è rimasta particolarmente impressa: solo quando si è capaci di stare da soli si riesce davvero a essere se stessi. Ed è proprio nella solitudine che può nascere la creatività.

Non era un invito a isolarsi dagli altri. Era, piuttosto, un invito a conquistare una forma di autonomia.

Quando abbiamo continuamente bisogno della presenza, dell'approvazione e del consenso degli altri, rischiamo infatti di adattarci. Seguiamo il gruppo, assumiamo le opinioni degli altri, facciamo quello che fanno tutti. E, qualche volta, arriviamo persino a frequentare persone con cui non abbiamo una vera sintonia, semplicemente perché abbiamo paura di rimanere soli.

Da quella conversazione alla VHS ho iniziato a riflettere anche su una differenza culturale che ho percepito vivendo in Germania.

In Italia, stare da soli viene spesso visto come una condanna sociale. In Germania può essere visto come un segno di autonomia.

Naturalmente non significa che tutti gli italiani siano incapaci di stare soli e che tutti i tedeschi siano autonomi. Sarebbe una generalizzazione assurda. Ma credo che esistano differenze culturali nel modo in cui viene percepita la solitudine e, soprattutto, nell'importanza attribuita all'autonomia personale.

In Italia, una persona che va al ristorante da sola, trascorre una serata da sola o decide di fare un viaggio senza compagnia può suscitare curiosità o persino compassione. Sembra quasi che ci debba essere una spiegazione: «Ma non hai nessuno con cui andare?».

In Germania, invece, ho incontrato più spesso persone che considerano del tutto normale fare le cose da sole. Non perché non abbiano amici o relazioni, ma perché non sentono il bisogno di avere sempre qualcuno accanto.

Una conferma di questa mentalità l'ho avuta anche attraverso un'esperienza familiare.

Quando mio figlio dovette affrontare il percorso di ammissione al Gymnasium, tra le domande che gli furono poste ce n'era una che mi colpì particolarmente:

«Sei mai stato da solo in città?»

Mi colpì perché non gli stavano chiedendo semplicemente se avesse degli amici o se fosse un ragazzo socievole. Stavano verificando, tra le altre cose, la sua capacità di muoversi autonomamente, di orientarsi, di affrontare una situazione senza avere necessariamente un adulto accanto.

Una domanda del genere, in Italia, potrebbe sorprendere molti genitori. In Germania, invece, l'autonomia viene considerata una parte importante del processo educativo.

E qui torno alla Volkshochschule.

La VHS è conosciuta soprattutto come luogo in cui gli adulti possono imparare una lingua, acquisire nuove competenze o approfondire una materia. Ma può essere molto di più. È uno spazio di incontro tra persone provenienti da esperienze e culture differenti. E talvolta una lezione di lingua può trasformarsi in una lezione sulla vita.

Per me è successo proprio questo.

Quella riflessione del mio insegnante mi ha fatto comprendere che stare soli non significa necessariamente essere soli.

Può significare avere uno spazio mentale nel quale non dobbiamo adeguarci a nessuno. Possiamo pensare liberamente, coltivare le nostre idee, osservare il mondo con i nostri occhi. Possiamo persino essere creativi.

Forse è proprio quando smettiamo di avere paura della solitudine che acquistiamo la libertà di scegliere le nostre relazioni.

Non abbiamo più bisogno di rincorrere chiunque pur di non rimanere soli. Possiamo scegliere le persone con cui stare perché le vogliamo davvero nella nostra vita, non perché abbiamo bisogno di riempire un vuoto.

Ed è questa, forse, la lezione più importante che ho ricevuto alla VHS: imparare a stare da soli non significa allontanarsi dagli altri. Significa imparare a non perdere se stessi quando siamo in mezzo agli altri.

Una lezione di tedesco, apparentemente. Ma, in realtà, una lezione di autonomia.

Giuseppe Tizza

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