Lettera aperta di una docente specializzata sul sostegno

Sono una docente specializzata sul sostegno ai sensi del Decreto Ministeriale 249/2010

A cura di Redazione Redazione
22 febbraio 2026 12:26
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Mi rivolgo direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito, ai colleghi, ai sindacati, all’opinione pubblica. Sono una docente specializzata sul sostegno ai sensi del Decreto Ministeriale 249/2010. Ho superato una selezione. Ho sostenuto una preselettiva, uno scritto, un orale. Ho frequentato un anno di formazione universitaria strutturata, con tirocinio, esami, obblighi di frequenza. E oggi mi chiedo — e vi chiedo — cosa stia accadendo. Il Decreto Legge 71/2024 stabilisce che i percorsi INDIRE sono percorsi di specializzazione sul sostegno. Come il TFA. L’unica differenza dichiarata è che non prevedono una selezione in ingresso. Bene. Se sono uguali per legge… perché nella nuova Ordinanza GPS 2026, nella tabella A7, si specifica che i docenti INDIRE ottengono ulteriori 12 punti “per merito”?

Per merito di cosa, se non c’è stata selezione? Solo perchè siamo ha avuto la fortuna, o il privilegio, di fare quel tipo di formazione? E questo lo chiamiamo MERITO? Se i percorsi sono identici, perché sentire il bisogno di scriverlo? Se hanno lo stesso valore, perché introdurre una distinzione? Qui c’è una contraddizione evidente. La selezione del TFA era il presupposto di quei 12 punti. Era la prova del merito. Era la ratio di quel riconoscimento. Oggi, invece, si attribuisce lo stesso punteggio “per merito” anche a chi non ha sostenuto alcuna selezione sulla base del nulla. Non è una guerra tra docenti. Non è contro i colleghi INDIRE. È una questione di coerenza normativa e di rispetto. Perché o i due percorsi sono identici — e allora non serve alcuna specificazione — oppure non sono identici — e allora non si può fingere che lo siano. La differenziazione non è nella legge. È nella tabella. E questa differenziazione la stanno creando i decisori politici. Il messaggio che passa è chiaro e preoccupante: la selezione non conta più. Il TFA non rappresenta più un valore. Il TFA lo hanno cancellato, ci hanno cancellato. L’impegno, la preparazione, la competizione superata… non hanno più peso. Sembra quasi che il TFA sia diventato un percorso scomodo, da svuotare progressivamente, da rendere irrilevante. Se si vuole cambiare modello, si abbia il coraggio di dirlo apertamente. Ma non si cancelli il valore di un percorso attraverso ambiguità lessicali. Io chiedo chiarezza. Chiedo coerenza. Chiedo rispetto per chi ha affrontato una selezione dura e meritocratica. Perché la scuola italiana ha bisogno di trasparenza, non di artifici. Ha bisogno di riconoscere il merito vero, non di ridefinirlo a posteriori. E soprattutto ha bisogno di scelte politiche che non dividano i docenti, ma che li rispettino. Grazie.

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