Martucci (Fdi) agli Europarlamentari: "Si ripristini la trasparenza e la meritocrazia per tutte le procedure concorsuali che riguardano il mondo della scuola"
Non è passato inosservato in Italia l’appello della prof.ssa Martucci Gioconda agli Europarlamentari, presente presso il Parlamento Europeo come inviata insieme alla delegazione di Fdi. La stessa, ai...
Non è passato inosservato in Italia l’appello della prof.ssa Martucci Gioconda agli Europarlamentari, presente presso il Parlamento Europeo come inviata insieme alla delegazione di Fdi. La stessa, ai giornalisti di Radio Web TV durante un’intervista, ha ribadito che è fondamentale vigilare sulle procedure e sui numerosi intoppi della giustizia italiana al fine di non alimentare un ricorsificio perenne a discapito del personale della scuola che opera da anni con competenza e professionalità. Inoltre chiede che dalla massima istituzione arrivi anche in Italia la Trasparenza sui concorsi pubblici, facendo un chiaro riferimento a quello in particolare del 2017 sul reclutamento per DS, ma soprattutto che si ripristini la trasparenza e la meritocrazia per tutte le procedure concorsuali che riguardano il mondo della scuola.
“Spero che possiate far luce sulla vicenda che vede 2400 aspiranti presidi pagare per aver partecipato ad un concorso pubblico “speciale”. Lo stesso ex ministro che di fatto si è opposto ad emendamenti presentati da parlamentari di maggioranza ed opposizione in favore dei ricorrenti. Opposizione che non è mancata quando Italia Viva presentò emendamento per permettere l’immissione in ruolo dei vincitori oltre il numero dei posti messi a bando.
Per il Consiglio di Stato -asserisce – tutto si sarebbe svolto regolarmente e persino la provata violazione dell’art 16 del regolamento non è sufficiente ad annullare la prova scritta. Secondo molti legali, i consiglieri di Stato si sono arrampicati sugli specchi pur di salvare il Ministero. Per questo hanno emesso una sentenza politica per salvaguardare l’interesse pubblico. Neppure l’ammissione – ribadisce- di uno dei commissari dichiarati incompatibili dal TAR è bastata a dare valore alle prove in nostro possesso. Il consiglio di Stato ha salvato per la seconda volta il dicastero dell’istruzione. Ora siamo in attesa di nuove sentenze – conclude – sperando che la giustizia italiana non ignori i numerosi ricorrenti e si faccia chiarezza sulla procedura concorsuale”