SCUOLA – I precari con oltre 36 mesi di supplenze vanno immessi in ruolo: la Cassazione conferma, è corsa al ricorso per ottenere indennizzi da decine di migliaia di euro
Anief: il Governo corra ai ripari approvando il doppio canale
La Commissione europea l’ha sancito, l’Anief l’ha sempre sostenuto, qualche settimana fa la Cassazione l’ha confermato: il precario che supera i tre anni di supplenza, anche non continuativi, va immesso in ruolo. La Suprema Corte l’ha sancito il 23 novembre scorso, con la sentenza 30779, rispondendo a una decisione della Corte d’Appello di Perugia, con cui ha respinto il ricorso del Ministero dell’Istruzione contro un docente di religione cattolica che aveva giustamente presentato ricorso, e vinto, a seguito dell’illegittima reiterazione, nei suoi confronti, di una serie di contratti a termine che avevano ampiamente superato la soglia dei 36 mesi.
"La recente sentenza della Corte di Cassazione – dichiara Daniela Rosano, segretaria generale Anief, in un’intervista all’agenzia Teleborsa - finalmente conferma quello che l’Anief dice da anni: dopo 36 mesi bisogna assumere il personale, come prescrive già la normativa europea. È una norma a cui l’Italia non si è voluta ancora adeguare e adesso è necessario approvare il doppio canale di reclutamento, perché quello che dice la Cassazione è che i concorsi non sono uno strumento sufficiente per fermare l’abuso del precariato".
"Ricordiamo – continua la sindacalista - che i contratti di lavoro nella scuola molto spesso sono sottoscritti su posti che sono vacanti e disponibili, cioè sono privi di titolare, quindi non ci sono ragioni sostitutive della supplenza e quindi potrebbero essere contratti a tempo indeterminato. L’Anief ricorda che è sempre possibile presentare ricorso per il risarcimento per l’abuso dei contratti a tempo determinato qualora si superino i 36 mesi di contratto e continua a insistere per attivare, riattivare anzi, il doppio canale che è stato ormai estinto e che deve essere reinserito con le GPS, le Graduatorie provinciali per le supplenze, perché ci sono tanti docenti, colleghi abilitati, che - conclude Rosano - potrebbero essere immessi in ruolo direttamente dalle graduatorie provinciali".
Il sindacato Anief ricorda che i precari della scuola di lunga data hanno buoni motivi per essere risarciti: chi presenta ricorso al giudice del lavoro sta raccogliendo indennizzi che vanno tra i 40mila e i 60mila euro. Ciò accada, sempre più spesso, perchè i tribunali stanno applicando la recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha confermato che la stabilizzazione automatica mediante scorrimento di graduatorie costituisce l’unico strumento capace di sanare effettivamente l’abuso contrattuale. A questo proposito, il giovane sindacato rammenta anche che l’articolo 12 del decreto legge 131 del 2024 ha modificato la disciplina del risarcimento del danno portando il tetto massimo da 12 a 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto.
L’intervento normativo si inserisce nel più ampio quadro del decreto “Salva infrazioni” che ha anche abrogato la disposizione che prevedeva la riduzione alla metà dell’indennità in presenza di graduatorie speciali. L’avvocato Miceli ha precisato che il risarcimento viene calcolato sulla retribuzione lorda e non risulta soggetto a tassazione, raggiungendo importi che possono superare i 60.000 euro per i docenti con progressione stipendiale e attestarsi intorno ai 40.000 euro per gli altri insegnanti.
Inoltre, va ricordato che Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia europea il 3 ottobre 2024 per violazione della clausola 5 dell’accordo quadro sui lavoratori a tempo determinato. Ma anche che ’Anief ha presentato, nel 2021, un reclamo collettivo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali sulla condizione dei precari impiegati su cattedre di sostegno, che rappresentano 122.000 unità su un totale di oltre 200.000 supplenti: lo scorso 22 dicembre, il CESD ha accolto il reclamo Anief confermando che l’Italia viola la Carta sociale dell’Unione europea sul diritto allo studio degli alunni con disabilità coprendo le cattedre vacanti per l'ordinario funzionamento, in modo reiterato, con contratti a tempo determinato.
A questo punto, diventa importare presentare ricorso al giudice: chi è interessato al ricorso con Anief per il risarcimento danni (fino a 24 mensilità) a seguito di abuso dei contratti a termine può cliccare qui.