Maturità, la stretta di Valditara: "Chi boicotta l’orale sarà bocciato"

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha formalizzato una svolta normativa significativa per l’esame di maturità di prossima attuazione, dopo la crescente serie di proteste da...

A cura di Redazione
11 luglio 2025 13:15
Maturità, la stretta di Valditara: "Chi boicotta l’orale sarà bocciato" -
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Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha formalizzato una svolta normativa significativa per l’esame di maturità di prossima attuazione, dopo la crescente serie di proteste da parte di studenti che, pur avendo superato prove scritte e crediti, hanno deciso di fare “scena muta” durante il colloquio orale.

“Fra le riforme che stiamo per varare c’è anche una riforma della Maturità. Comportamenti di questo tipo non saranno più possibili. Se un ragazzo non si presenta all’orale o volontariamente decide di non rispondere alle domande dei docenti … perché vuole ‘boicottare’ l’esame, dovrà ripetere l’anno”.

L’annuncio segue casi emblematici avvenuti nei giorni scorsi in Veneto: lo studente padovano Gianmaria Favaretto e la liceale bellunese Maddalena Bianchi avevano rinunciato all’orale per protesta contro quello che hanno definito “il sistema dei voti, l’eccessiva competitività, la mancanza di empatia del corpo docente”. Entrambi sono comunque stati promossi, poiché avevano già maturato la soglia minima di 60/100 con gli scritti e i crediti.

Il meccanismo della riforma

La riforma prevede che:

  • L’orale non sarà più opzionale: rifiutarlo o rimanere in silenzio con l’intento di boicottaggio sarà penalizzato con la bocciatura automatica, indipendentemente dal punteggio accumulato nelle fasi precedenti dell’esame.

  • Questa misura punterebbe a riconfermare l’importanza del colloquio orale, parte integrante del sistema di valutazione delle competenze analizzate dall’Esame di Stato .

  • Sarà necessaria una modifica al decreto legislativo 62/2017, poiché attualmente l’orale può essere saltato se il candidato ha già sufficienza.

Secondo il Ministero, la nuova norma verrà applicata già a partire dagli esami del 2026.

🎙️ Reazioni critiche dal mondo studentesco ed educativo

La misura ha diviso immediatamente opinioni e reazioni:

  • Rete degli Studenti Medi (coordinata da Bianca Piergentili) ha definito la scelta come repressione di un dissenso politico e sociale: «Stiamo punendo ogni forma di dissenso verso il sistema scolastico, trasformando la scuola in luoghi dell’obbedienza e repressione».

  • Paolo Notarnicola, coordinatore della stessa rete, ha denunciato un «tentativo di criminalizzare il dissenso e zittire con la forza ogni forma di contestazione».

  • Altri rappresentanti del mondo della scuola, come i presidi di DirigentiScuola, riconoscono “un disagio quotidiano” tra gli studenti, ma invitano a non ridurre l’atto di protesta a semplice mancanza di rispetto.

  • L’opinione di Eraldo Affinati (docente e commentatore) sottolinea la necessità di un “patto educativo” basato su comprensione e conoscenza personali, invece di una stretta securitaria.

Il colloquio orale resta fondamentale

Nel suo intervento, Valditara ha ribadito che l’esame orale, che pesa 20 punti su 100, non potrà più essere bypassato. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’orale venga trasformato in una formalità. Nel suo discorso alla conferenza sulla ripresa dell’Ucraina, ha affermato:

“Uno Stato democratico si fonda sulle regole e sul rispetto di queste. Scene mute all’esame di maturità? Stiamo pensando a una riforma complessiva della maturità. Non sono accettabili forme di boicottaggio.”

A sottolineare la portata della decisione è il fatto che non si tratta solo di una modifica formale, bensì di un segnale politico: il governo sceglie di imporre un criterio di rigore e disciplina, piuttosto che avviare un dialogo strutturato con gli studenti che protestano.

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