Educazione

Milano, undicenne nei disordini: l’allarme educativo

Il CNDDU invita a non colpevolizzare solo la scuola: responsabilità condivise tra famiglia, servizi e comunità.

22 ottobre 2026 21:22
Milano, undicenne nei disordini: l’allarme educativo -
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Il coinvolgimento di un bambino di undici anni nei violenti disordini di Milano riapre il dibattito sulla responsabilità educativa degli adulti e sul rapporto tra scuola, famiglia e territorio. Per il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina “Diritti Umani” (CNDDU), l’episodio è un segnale allarmante della distanza che può crearsi tra gli insegnamenti ricevuti a scuola e i comportamenti maturati fuori dalle aule.

Secondo il Coordinamento, non è corretto attribuire alla scuola la responsabilità di ogni condotta dei propri studenti. Anche quando un istituto promuove inclusione e accompagnamento personalizzato, l’educazione richiede riferimenti coerenti e continui in tutti gli ambienti di vita.

Il nodo, sul piano pedagogico, è la differenza tra conoscere le regole e averle davvero interiorizzate. Un minore può sapere che cosa sia vietato senza possedere ancora un’adeguata capacità di autoregolazione, soprattutto quando pesano l’appartenenza al gruppo, l’emulazione e la ricerca di riconoscimento. Queste dinamiche, sottolinea il CNDDU, devono essere valutate con attenzione, ma non possono trasformarsi in una giustificazione della violenza.

La giovane età richiede quindi una risposta educativa rigorosa, che unisca ascolto e comprensione alla chiara assunzione di responsabilità. Educare non significa sottrarre un bambino alle conseguenze delle proprie azioni, ma aiutarlo a comprenderne la gravità attraverso interventi proporzionati, coerenti e continuativi.

In questo percorso, famiglia e servizi territoriali sono chiamati a svolgere pienamente il proprio ruolo. Il problema, infatti, non si esaurisce nei fatti avvenuti durante i disordini, ma riguarda anche le condizioni che hanno reso possibile la presenza di un undicenne in un contesto di violenza urbana.

Per il Coordinamento, una comunità educativa è credibile quando gli adulti rendono le regole concrete e vincolanti nella vita quotidiana. Se questa coerenza viene meno, alla scuola si chiede di trasmettere principi che altri ambienti rischiano di smentire.

Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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